Orme Sturzi@ne / Sturzo arriva a New York

di Nicolò Maria Iannello su ricerca storica di Renato Camurri


 

Sturzo arriva a New York,



Gli anni americani di don Luigi Sturzo. Dall’Inghilterra agli Stati Uniti

L’arrivo in America di don Luigi Sturzo dopo il lungo viaggio in nave da Liverpool: le prime difficoltà e i primi aiuti. Nelle parole del prete di Caltagirone il racconto del contesto che lo accolse e della sua battaglia contro il regime fascista 

Don Sturzo, a poche ore dallo sbarco in Italia scriveva di sentirsi «rapito come in un’estasi e sono sceso in cabina a piangere, come un bambino che deve rivedere la madre dopo una lunga lontananza». Ripercorriamo insieme quei giorni dell’esilio americano. Un periodo denso di esperienze, come lei stesso ricorda in molti appunti e lettere ai suoi amici.

Ho scritto quella frase che cita poche ore prima dell’arrivo nel porto di Napoli dagli Stati Uniti, a bordo del piroscafo “Vulcania” che mi riportò in Italia la mattina del 6 settembre del 1946. In America invece sono arrivato il 3 ottobre del 1940, dopo 11 giorni di viaggio. Io e il mio medico personale Michele Sicca eravamo partiti da Liverpool il 22 settembre: la meta era New York.

Perché la scelta di lasciare l’Inghilterra?

Più che una scelta, diciamo che ci sono delle motivazioni che mi hanno spinto a prendere questa decisione. Nell’ultimo periodo la condizione degli esuli italiani presenti nei territori inglesi era peggiorata in seguito all’entrata in guerra dell’Italia. Eravamo considerati dei nemici e sospettati come spie.

Quando è arrivato negli Usa aveva già 69 anni. Com’è stato l’impatto per un uomo della sua età con gli Stati Uniti?

Premetto che non stavo molto bene fisicamente e non avevo nemmeno alcun mezzo economico, se non le dieci sterline che le autorità inglesi mi avevano consentito di portare con me. Certo, se da una parte ero come tutti gli altri rifugiati – ad unirci erano le difficoltà – dall’altra ho potuto contare su qualche importante punto di riferimento: George La Piana, Mario Einaudi e monsignor Cioffi, che mi hanno aiutato per le prime necessità.

Però qualcosa di inaspettato romperà un certo, seppure instabile, equilibrio. Mi riferisco al luogo in cui le hanno imposto di soggiornare.

Sì, inizialmente mi avevano ospitato i Bagnara, una famiglia di operai calatini che si era stabilita a Brooklyn. Poi però fui trasferito al St. Vincent’s Hospital, in Florida. Un posto che sicuramente era più adatto alle mie condizioni di salute. Era la fine di dicembre quando arrivai lì grazie all’interessamento di monsignor Francesco Lardone, docente di diritto canonico alla Catholic University di Washington. Tuttavia a me interessava restare in contatto con gli altri emigrati antifascisti e temevo che dalla Florida non sarebbe stato facile. Si diceva che fossi un tipo “scomodo”.

In che senso?

Dovrei parlare dell’America e di cosa succedeva laggiù in quel periodo per spiegarmi meglio. Diciamo che, come scrivevo a Mario Einaudi – figlio del presidente Luigi, anch’egli esule, penso che dietro la scelta della Florida c’era una precisa regia politica: isolarmi, sia da parte dell’ambasciata fascista a Washington che dalle autorità religiose americane.

D’altronde quelli erano anni di trattative internazionali tra Italia e Stati uniti e tra questi ultimi e la Santa Sede.         
 
Sì, era un contesto istituzionale e politico piuttosto delicato: non dimentichiamo intanto che l’opinione pubblica dibatteva molto sulla necessità di entrare in guerra. Una questione che animava anche il mondo cattolico dell’America e le comunità italoamericane. Per l’ambasciata italiana era prioritario controllare e limitare le attività degli esuli antifascisti; la delegazione apostolica dal canto suo si trovava a gestire una difficile situazione interna al mondo cattolico, profondamente diviso circa l’atteggiamento da tenere verso il regime mussoliniano. Una parte del mondo cattolico statunitense poi non aveva mai nascosto le proprie simpatie per il fascismo. Ma nel 1940 giungeva a compimento un lungo processo di avvicinamento tra Vaticano e Stati Uniti, con la designazione di un rappresentante “personale” del presidente Roosevelt presso la Santa Sede. Anche in questo caso la preoccupazione maggiore era quella di neutralizzare ulteriori elementi di tensione.

E lei, da antifascista, come affrontò queste circostanze?

Quello che posso dire è che in questi delicati momenti ero una figura troppo ingombrante dato che poche settimane dopo il mio arrivo in America ho espresso pubblicamente la mia opposizione al regime. E c’era grande considerazione del mio pensiero tra gli esuli di ispirazione cattolica e liberale, anche al di fuori degli ambienti cattolici. Per questo ero pericoloso: lo stesso ambasciatore italiano si era opposto alla possibilità che insegnassi in un ateneo cattolico. Presto capii che quell’angolo remoto, l’ospedale di Jacksonville, sarebbe diventato la mia casa per un tempo indefinito.   

di Nicolò Maria Iannello su ricerca storica di Renato Camurri

 

 www.centrosturzo.org

 


Il Servo di Dio DON LUIGI STURZO (1871 -1959)

 

Eccoci giunti all’Anniversario, il 51esimo, della morte di Don Sturzo. Il suo dies natalis, avvenne infatti l’8 agosto del 1959. Sturzo era rientrato in italia, dopo il ventennale esilio, da 13 anni. E la sua dimora era presso la Casa delle Madri Canossiane a Roma, nella via Mondovi (oggi quella strada è intitolata ad un altro santo: don Luigi Orione. E, ulteriore “coincidenza”, quello stesso Istituto aveva ospitato, decenni prima, il Beato Rosmini…). Morì serenamente e santamente.

Ecco. Noi non solo lo ricordiamo ma lo preghiamo. Si, preghiamo fervorosamente il Servo di Dio don Luigi Sturzo perchè interceda presso il Trono dell’Altissimo per la nostra Patria. Lui, il più grande politico che la nostra Nazione ha avuto. Un modello. Anche per gli amministratori locali: il suo buongoverno della natìa Caltagirone è memorabile.

Preghiamolo, preghiamolo: non ci deluderà. E chi si sente “chiamato” dal Signore ad agire nella politica lo faccia e si affidi all’aiuto Celeste di Sturzo. Coraggio, fratelli in Cristo: il bene e la verità trionfano sempre. Lei, la Vergine Santa ci ha garantito il trionfo del Suo Cuore Immacolato.

QUANTO REALMENTE SAPPIAMO DI STURZO?

QUANTO REALMENTE SAPPIAMO DI STURZO? quanto sappiamo della vigliacca ed ingrata sordina che gli fù messa al suo ritorno in italia?

(dopo l’esilio ultraventennale impostogli dal fascismo:e ripeto IMPOSTOGLI DAL FASCISMO.quest’ultima puntualizazzione è necessaria per almeno un paio di motivi,che poi dirò).

Ripeto,quanto sappiamo di quei saggi,santi e profetici richiami che il sacerdote siciliano faceva alla classe politica di allora?(non è il caso di dire chi governava,poichè lo sappiamo tutti).

Egli ripeteva sovente:ATTENTI ALLI MALI PASSI. e qualcuno sa bene a quali malipassi don sturzo si riferisse.per chi non lo sapesse:bè,non è colpa mia.un pizzico di conoscenza ci vuole.è troppo facile parlare vagamente di valori e ideali e menzionare Sturzo e De Gasperi come “padri” (qualcuno,secondo me incautamente,vi aggiunge pure Aldo Moro) senza realmente CONOSCERLI.

Se don Sturzo,già negli anni ’50, ancora una volta con lungimiranza

 

( non uso il termine “profezia”-che pure sarebbe più adatto- perchè è un termine abusato dai cattocomunisti di ogni risma e foggia.e questo è stato meritoriamente ed acutamente evidenziato da Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro)

gia negli anni Cinquanta -dicevo- aveva individuato le tre male bestie (così le chiamava) della “casta”(diremmo oggi,con un nome stupidamente in voga.prometto che non lo userò più):

 

STATALISMO

PARTITOCRAZIA

SPERPERO DEL DENARO PUBBLICO

ma,anche allora,rimase inascoltato. oggi,più di cinquant’anni dopo,si alza un comico (peraltro tutt’altro che”vergine”da certe cose….) e dice più o meno quelle cose (ma appesantite da tonnellate di insulti e irritante demagogia)e avete visto quanti ragazzi si son radunati davanti al novello masaniello?

Ma vi devo ancora il chiarimento su quella precisazione (che,cioè,don Sturzo,venne mandato in esilio DAL REGIME FASCISTA). E’ necessario puntualizzarlo,perché 

1)c’è ancora chi va scrivendo e dicendo

-andando in giro per l’italia A SPESE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI che li ospitano perchè affini ideologicamente o comunque per interesse –

che Sturzo venne cacciato dal Vaticano!(dicono proprio cosi,eh!). Ora è letteralmente falso e vergognoso che dicano ciò,e lo è doppiamente quando in questi “tour” vanno in giro a propagandare il libro “l’idea popolare”, un testo modestissimo che a Sturzo FONDATORE DEL PARTITO E DELL’IDEA POPOLARE dedica poche e ingrate pagine.

 

Naturalmente sto parlando di Giovanni Bianchi e di quel giovane cattocomunista dossettiano bindiano(e fra un pò diremo “casiniano”)che lo accompagna, mi pare che gaiani sia il nome. Non solo è falso, ma tale falsità viene utilizzata per denigrare ancora

(incredibile come lo detestino,ancora oggi. eppure,egli stesso, celebrava spessissimo Sante Messe per loro,i suoi avversari, sia quando erano in vita e in suffraggio quando costoro andarano a render conto a Dio)

la sua candida figura. Come a dire, lo ha cacciato la Chiesa,eh! Ripeto,non solo non è così ma loro,cattolici “adulti” strumentalizzano la Chiesa quando a loro serve.

2)L’antifascismo di Sturzo viene spesso sottaciuto (la storiografia di parte,disonesta e comunista, invece non fa altro che ricordare-in modo INESATTO- quanto avvenne nel 52 alle elezioni comunali di Roma.ma ne parleremo un’altra volta,se Dio vuole) e parimenti esaltata la resistenza partigiana (coi comunisti) dei vari dossetti,tina anselmi,scalfaro e via cattocomunisteggiando.

Sturzo si oppose al fascismo,altro chè. Sennò che liberale sarebbe stato?

Non solo: “godeva” dell’odio personale del dittatore romagnolo e solo per Divina Provvidenza sfuggì ai tentativi di omicidio (addirittura gli scagnozzi di regime sapevano della sua serale passeggiata sul lungotevere e volevano buttarlo in acqua.DOCUMENTATO).

Perdonatemi,vi prego,di essere stato così lungo stavolta!