Si, Sturzo VIVE ancora!

servo di dio Don Luigi STURZO.jpgSturzo vive ancora, oggi più che mai. Ed il teatro delle sua gesta sono la sua Sicilia e la sua Caltagirone. Ciò avviene in modo ancora più intenso da quando è sorta la Fondazione Mons. Di Vincenzo e soprattutto da quando Salvatore Martinez, correggionale del più grande statista che l’italia abbia mai avuto, ha riscoperto Sturzo ed ha lavorato in tale direzione. Dopo l’evento dello scorso ottobre ecco un ulteriore straordinario progetto:

Ha preso il via ufficialmente il Progetto “Educazione alla Cittadinanza e Costituzione” siglato tra la Fondazione “Istituto di Promozione Umana Mons. Francesco Di Vincenzo» – Ente morale con personalità giuridica di diritto civile e ecclesiastico, nato in seno al Movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) – e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nell’ambito delle attività svolte dal “Polo di Eccellenza di Promozione Umana e della Solidarietà «Mario e Luigi Sturzo»”.

I beneficiari del Progetto, con una prima iniziativa pilota per l’anno scolastico 2011 – 2012, saranno gli studenti e gli insegnanti delle IV e V classi delle Scuole medie superiori provenienti da 5 regioni: Sicilia, Lazio, Campania, Lombardia e Veneto.

L’obiettivo è far comprendere alle nuove generazioni la rilevanza, l’attualità e l’attuabilità della Carta Costituzionale, riproponendo l’analisi degli elementi che ne sono struttura portante. L’idea progettuale è dare il segno di una Italia costruita con il sacrificio di tanti “eroi positivi” che, ancora oggi, possono essere esempio di passione civile per la democrazia alle nuove generazioni.

Gli studenti coinvolti nel Progetto saranno condotti a recuperare quelle “buone prassi sociali” che hanno fatto grandi figure come lo statista di Caltagirone Luigi Sturzo, il cui idealismo rivive nelle attività del Polo di Eccellenza Sturzo: il Fondo rurale storico con il suo Casale e la Casa Museo Sturzo nel Palazzo storico di città.

La presentazione del Progetto si è tenuta dalle h. 16 di lunedì 2 maggio e proseguirà fino alla sera di martedì 3 maggio presso il Casale del Fondo Sturzo, in contrada Russa dei Boschi, a Caltagirone. All’evento interverranno, tra gli altri: Salvatore Martinez, presidente della Fondazione Mons. Di Vincenzo e del RnS; Franco Pignataro, sindaco di Caltagirone; Patrizia Boretti, dirigente del MIUR; Gaspare Sturzo, magistrato e pronipote degli Sturzo; Eugenio Guccione, Università di Palermo; Stefania Aristei, Università di Modena; Vincenzo Di Natale, segretario generale della Fondazione Mons. Di Vincenzo; Giovanni Gucciardo, informatico della Fondazione Mons. Di Vincenzo.

L’emergenza educativa in atto – ha dichiarato il presidente Martinez – investe le nuove generazioni, orfane di ideali alti e di esperienze vere improntate al bene comune. Noi aspiriamo a formare i nuovi cittadini di questo primo secolo del terzo millennio, giovani capaci di costruire una nuova socialità inclusiva delle diversità e delle povertà, giovani capaci di rinnovata moralità e passione civile che tengano unita l’Italia e gli italiani. Inutile negarlo: cittadinanza e costituzione non reggono senza nuova moralità sociale e rinnovata passione civile! Noi riteniamo che la lezione del popolarismo sturziano possa ancora rappresentare la migliore scuola di vita nel tempo della crisi. Al termine dell’anno scolastico 2011-2012 i ragazzi delle cinque regioni coinvolti nelle tante iniziative sperimentali in cantiere, legate in special modo ai temi dell’ambiente, del disagio, della giustizia sociale, dell’economia sociale di mercato, della legalità, dell’intercultura, dell’Europa, verranno a visitare il Polo di Eccellenza Sturzo a Caltagirone. Condivideranno il frutto del loro impegno scolastico sul Progetto, così da tradurre le buone idee in buoni fatti”.

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Mercoledì 4 maggio, alle ore 10.00, a conclusione della presentazione del Progetto “Educazione alla Cittadinanza e Costituzione” siglato tra la Fondazione “Istituto di Promozione Umana «Mons. Francesco Di Vincenzo»” – Ente morale con personalità giuridica di diritto civile e ecclesiastico, nato in seno al Movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) – e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nell’ambito delle attività svolte dal “Polo di Eccellenza di Promozione Umana e della Solidarietà «Mario e Luigi Sturzo»”, si svolgerà presso l’aeroporto di Catania un gesto particolarmente suggestivo: la posa di una targa in ceramica contenente un’iscrizione composta dal sacerdote e statista di Caltagirone, don Luigi Sturzo, 61 anni or sono.

L’iniziativa proposta dalla Fondazione “Mons. Francesco Di Vincenzo” è stata subito accolta e sostenuta dalla Società Aeroporto Catania, in testa dal presidente Gaetano Mancini.

La targa in ceramica misurerà mt 1.50 x 1.00, interamente realizzata e decorata a mano dai detenuti, ex detenuti e operatori del Fondo Sturzo nell’ambito delle iniziative proposte dal Polo di Eccellenza “Mario e Luigi Sturzo” in Caltagirone.

La targa sarà posizionata nell’area arrivi dello scalo aereo catanese. Raffigura il volto di don Luigi Sturzo e uno scorcio della Trinacria, che si staglia sul mare, contenente un augurio che il 25 dicembre 1950 don Sturzo rivolgeva ai catanesi e ai siciliani: “L’Aeroporto di Catania dovrà divenire un aeroporto internazionale, sia per i passeggeri che per le merci. Catania è il centro del turismo Eteneo, che comprenderà tutta la Sicilia orientale. Il turismo Etneo, se bene ideato, organizzato e sfruttato prenderà carattere mondiale e valorizzerà ancora di più tutta la Sicilia. Sac. Luigi Sturzo”.

Alla cerimonia presenzieranno il presidente della SAC, Gaetano Mancini; il presidente della Fondazione “Mons. Francesco Di Vincenzo”, Salvatore Martinez; mons. Umberto Pedi, vicario generale di Caltagirone; don Alfio Spampinato in rappresentanza dell’Arcidiocesi di Catania; il sindaco di Caltagirone, Francesco Pignataro; un rappresentante della Provincia regionale di Catania e dell’Amministrazione comunale di Catania, i direttori scolastici delle regioni Lombardia, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia coinvolti nel Progetto “Educazione alla Cittadinanza e Costituzione” che prenderà il via grazie al Polo di Eccellenza Sturzo per l’anno scolastico 2011 – 2012.

“Don Luigi Sturzo – ha dichiarato il presidente Martinez – fu un uomo di visione, un genio nell’intuire il primato della persona sui mercati, della società sullo stato, della famiglia su ogni altro corpo intermedio. Un profeta del bene comune ancora incompreso e inascoltato, che specie ai meridionali ricordava che senza sussidiarietà la solidarietà si farà solo assistenza, impoverendo le nuove generazioni. È in questa direzione che abbiamo pensato di porre una targa in ceramica all’interno dell’Aeroporto di Catania, sito strategico nel pensiero di Sturzo per lo sviluppo economico della Sicilia. Proprio perché realizzata da giovani che vivono un forte disagio sociale e che stanno esperimentando presso il Fondo e il Casale Sturzo la possibilità di una piena redenzione umana, questa targa in ceramica con l’effige e un pensiero del prete di Caltagirone rappresenterà un invito a non rassegnarsi nel tempo della crisi, un monito alla coscienza sociale dei catanesi e dei siciliani”.

I luoghi dell’educazione.

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Pare assodato, in molti ambiti della riflessione pedagogica, che l’educazione è ovunque.

Fermo restando che questo può apparire uno slogan (e non è inverosimile che venga usato come tale,in modo vagamente demagogico o addirittura ideologizzato)

è innegabile che sarebbe fuori dalla realtà circoscrivere l’azione educativa alla scuola

e pochi altri settori prescritti e tassativamente indicati.

La distinzione fra luoghi intenzionali e luoghi non intenzionali

(una distinzione “classica”, un poco “artificiosa” ma,tutto sommato, valida e chiara)

è un buon punto di partenza per addentrarci nel vasto campo dei luoghi dell’educazione.

L’educazione, quindi, è ovunque ma: 

a) non sempre (e non in tutti i luoghi) vi è intenzionalità educativa;

b) non sempre (e non in tutti i luoghi) vi è educazione professionale. 

 

Si potrebbe aggiungere anche la distinzione fra spazi educativi e clima educativo, e parimenti introdurre la questione riguardo la presenza o meno di una programmazione .

Tuttavia questo discorso sarebbe molto lungo, ci porterebbe lontano e non è detto che l’approdo sarebbe  chiaro e “pacifico”. Fermiamoci, pertanto, alla distinzione fra luoghi intenzionali e luoghi non intenzionali.

      Ora, è evidente che ci interessano maggiormente questi ultimi ( i luoghi dell’educazione non intenzionali) poiché, in  questa sede, ci stiamo occupando di un uomo che non fu educatore “di professione”, bensì di un sacerdote che, per di più, si è occupato di politica praticamente lungo tutto l’arco della sua vita.

(nella foto:piazza Luigi Sturzo e l’omonima Galleria, Caltagirone)

Le parole sturziane sull’educazione

DON LUIGI STURZO.jpgE’ datato il giorno dell’Immacolata (8 Dicembre 1900) il primo intervento significativo  di Luigi Sturzo –all’epoca giovane sacerdote, neppure trentenne- attorno al problema dell’educazione, più precisamente riguardo la istruzione delle masse popolari; in particolare delle classi lavoratrici : «il popolo nella parte tecnica non  ha l’istruzione professionale dovuta, anzi, col regime attuale degli studi, spesso si dà ai giovani operai l’occasione di divenire degli spostati.»[1]

 

      Ed è significativo, anche, che si tratti del primo scritto di un certo rilievo che Sturzo pubblica: si può dire, quindi, che il pensiero all’educazione e all’istruzione del popolo è presente fin dall’inizio della sua opera.

Ci troviamo in anni particolarmente attivi e fertili per il Sacerdote di Caltagirone: la promulgazione, nel 1891, dell’Enciclica Rerum Novarum [2] aveva rappresentato uno stimolo, formidabile ed ispirato, all’interno del mondo cattolico ( ed una vasta eco anche all’esterno di esso).

 

      Don Luigi Sturzo inizia (meglio: prosegue) la sua attività fra Roma e la natìa Caltagirone. Di quegli stessi anni è pure l’incontro con Romolo Murri (1870-1944)[3] e con la rivista “La Cultura Sociale” fondata e diretta dallo stesso Murri.  Prima ne fu attento lettore, quindi divulgatore nella sua Sicilia e infine attivo collaboratore.

Nel 1901 Sturzo pubblica L’organizzazione di classe e le unioni professionali proprio per la casa editrice dello stesso Murri, ossia la Società Italiana Cattolica di Cultura, dal quale volume abbiamo preso quelle frasi in apertura di capitolo, che palesano l’interesse sturziano per i temi della educazione e della formazione e che tale interesse è presente, perciò, fin dall’inizio nell’opera e nel pensiero sturziano

 




[1]  L. STURZO, L’organizzazione di classe e le unioni professionali, Società Italiana Cattolica di Cultura, 1901 ; ora in  L. STURZO, Sintesi sociali, Zanichelli, Bologna, 1961, p. 150

 

[2]     Il Sommo Pontefice allora regnante, Leone XIII (1810-1903), promulgò il noto Documento il 15 maggio 1891. Sinteticamente, si può dire che esso consti di due parti: una, per cosi dire, pars destruensIL SOCIALISMO, FALSO RIMEDIO”, e la corrispettiva pars costruens “IL VERO RIMEDIO: L’UNIONE DELLE ASSOCIAZIONI”. Giova qui ricordare che il rimedio,che si cercava di individuare, era riferito alla nota “questione sociale”.

 

[3]     Del sacerdote marchigiano “irrequieto” ed alquanto ribelle abbiamo gia parlato : qui,oltre a rinviare al suo maggiore studioso e biografo Lorenzo Bedeschi, Murri, Sturzo, De Gasperi, San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi),1994 , ricorderemo che Don Romolo Murri fu impegnato in primo piano nell’ambito sociale e politico.

          Fu il teorico di quella “Democrazia Cristiana” che ispirerà tanti,fra cui lo stesso Sturzo e piu tardi Alcide De Gasperi. Non si può far a meno di ribadire la sua diversità di vedute con la Santa Sede: più volte richiamato all’ordine, Murri disobbedì e prosegui per la sua strada. Inevitabile giunse la scomunica.

          Romolo Murri, è bene dirlo,  si riconciliò con Santa Madre Chiesa solo sul letto di morte. E’ opportuno, in questa sede, ribadire che Don Luigi Sturzo prese subito le distanze dal prete marchigiano, pur continuando a pregare per lui e per il suo ritorno alla Chiesa Cattolica.