Anniversario della morte di Sturzo: c’è qualcosa di nuovo? Forse.

TOMBA DI DON LUIGI STURZOCinquantatre anni fa moriva santamente don Luigi Sturzo. Non possiam far altro che pregarlo (si: pregarlo. Perchè è in Cielo ed egli può intercedere) e diffondere il “suo grido” come lasciò detto poco prima di spirare, quasi novantenne, sazio di giorni (ma anche di sofferenze: le ultime gliele procurarono molti uomini della traviata diccì). Una volta una persona mi “bacchettò” dicendomi piu o meno questo: tu ripeti sempre che sopravviva il grido di sturzo, il mio grido….ma il grido non era il SUO grido, lui si riferiva al Vangelo”.

Ora, io non amo polemizzare -e non lo farò neppure ora- tuttavia io credo, convintamente, che Sturzo si riferisse proprio al suo grido. Che poi il suo “grido” fosse assolutamente evangelico e -soprattutto- in linea col Magistero della Chiesa è una cosa fin troppo scontata, ovvia. E che lui stesso disse: “devo tutto al Vangelo ed alla Rerum Novarum” ripetè piu volte il santo Sacerdote siciliano.

Anniversario del Dies Natalis, dunque. E 12 mesi fà scrivevamo questo: http://partitopopolaresturziano.myblog.it/archive/2011/08/07/il-servo-di-dio-don-luigi-sturzo-1871-1959.html

Cosa è accaduto in quest’anno? Ma, qualcosina è sorta. Ma davvero è prematuro poter dire “è quello che voleva Sturzo”. Ed è parimenti arduo dire “sono sicuro, al cento per cento, che Sturzo approverebbe quel che stiam facendo“. Cosa fare, dunque? Nulla, null’altro che quanto detto all’inizio. E cioè pregare. Pregare e sperare. E poi si vedrà. Pure il cdu buttiglioniano naccque sotto i migliori auspici e pure l’esperienza dei Popolari Liberali – di Carlo Govanardi- parve a noi sturziani l’optimum e l’ideale. Poi, in entrambi i casi, emersero le miserie umane e presero il sopravvento sulle pur buone intenzioni (ottime, addirittura, quelle di Giovanardi) e si infilò il peggio del peggio: ex diccì, in primis. Ma pure craxiani, strani liberali (piu giusto definirli libertari) e ragazzini et femmine ambiziose.

Ecco: questo speriamo non si ripeta.

E ricordiamoci sempre che Cristo ci ha detto, bello chiaro, “senza di me non potete fare niente”

Si, Sturzo VIVE ancora!

servo di dio Don Luigi STURZO.jpgSturzo vive ancora, oggi più che mai. Ed il teatro delle sua gesta sono la sua Sicilia e la sua Caltagirone. Ciò avviene in modo ancora più intenso da quando è sorta la Fondazione Mons. Di Vincenzo e soprattutto da quando Salvatore Martinez, correggionale del più grande statista che l’italia abbia mai avuto, ha riscoperto Sturzo ed ha lavorato in tale direzione. Dopo l’evento dello scorso ottobre ecco un ulteriore straordinario progetto:

Ha preso il via ufficialmente il Progetto “Educazione alla Cittadinanza e Costituzione” siglato tra la Fondazione “Istituto di Promozione Umana Mons. Francesco Di Vincenzo» – Ente morale con personalità giuridica di diritto civile e ecclesiastico, nato in seno al Movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) – e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nell’ambito delle attività svolte dal “Polo di Eccellenza di Promozione Umana e della Solidarietà «Mario e Luigi Sturzo»”.

I beneficiari del Progetto, con una prima iniziativa pilota per l’anno scolastico 2011 – 2012, saranno gli studenti e gli insegnanti delle IV e V classi delle Scuole medie superiori provenienti da 5 regioni: Sicilia, Lazio, Campania, Lombardia e Veneto.

L’obiettivo è far comprendere alle nuove generazioni la rilevanza, l’attualità e l’attuabilità della Carta Costituzionale, riproponendo l’analisi degli elementi che ne sono struttura portante. L’idea progettuale è dare il segno di una Italia costruita con il sacrificio di tanti “eroi positivi” che, ancora oggi, possono essere esempio di passione civile per la democrazia alle nuove generazioni.

Gli studenti coinvolti nel Progetto saranno condotti a recuperare quelle “buone prassi sociali” che hanno fatto grandi figure come lo statista di Caltagirone Luigi Sturzo, il cui idealismo rivive nelle attività del Polo di Eccellenza Sturzo: il Fondo rurale storico con il suo Casale e la Casa Museo Sturzo nel Palazzo storico di città.

La presentazione del Progetto si è tenuta dalle h. 16 di lunedì 2 maggio e proseguirà fino alla sera di martedì 3 maggio presso il Casale del Fondo Sturzo, in contrada Russa dei Boschi, a Caltagirone. All’evento interverranno, tra gli altri: Salvatore Martinez, presidente della Fondazione Mons. Di Vincenzo e del RnS; Franco Pignataro, sindaco di Caltagirone; Patrizia Boretti, dirigente del MIUR; Gaspare Sturzo, magistrato e pronipote degli Sturzo; Eugenio Guccione, Università di Palermo; Stefania Aristei, Università di Modena; Vincenzo Di Natale, segretario generale della Fondazione Mons. Di Vincenzo; Giovanni Gucciardo, informatico della Fondazione Mons. Di Vincenzo.

L’emergenza educativa in atto – ha dichiarato il presidente Martinez – investe le nuove generazioni, orfane di ideali alti e di esperienze vere improntate al bene comune. Noi aspiriamo a formare i nuovi cittadini di questo primo secolo del terzo millennio, giovani capaci di costruire una nuova socialità inclusiva delle diversità e delle povertà, giovani capaci di rinnovata moralità e passione civile che tengano unita l’Italia e gli italiani. Inutile negarlo: cittadinanza e costituzione non reggono senza nuova moralità sociale e rinnovata passione civile! Noi riteniamo che la lezione del popolarismo sturziano possa ancora rappresentare la migliore scuola di vita nel tempo della crisi. Al termine dell’anno scolastico 2011-2012 i ragazzi delle cinque regioni coinvolti nelle tante iniziative sperimentali in cantiere, legate in special modo ai temi dell’ambiente, del disagio, della giustizia sociale, dell’economia sociale di mercato, della legalità, dell’intercultura, dell’Europa, verranno a visitare il Polo di Eccellenza Sturzo a Caltagirone. Condivideranno il frutto del loro impegno scolastico sul Progetto, così da tradurre le buone idee in buoni fatti”.

salvatore martinez.jpg

Mercoledì 4 maggio, alle ore 10.00, a conclusione della presentazione del Progetto “Educazione alla Cittadinanza e Costituzione” siglato tra la Fondazione “Istituto di Promozione Umana «Mons. Francesco Di Vincenzo»” – Ente morale con personalità giuridica di diritto civile e ecclesiastico, nato in seno al Movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) – e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nell’ambito delle attività svolte dal “Polo di Eccellenza di Promozione Umana e della Solidarietà «Mario e Luigi Sturzo»”, si svolgerà presso l’aeroporto di Catania un gesto particolarmente suggestivo: la posa di una targa in ceramica contenente un’iscrizione composta dal sacerdote e statista di Caltagirone, don Luigi Sturzo, 61 anni or sono.

L’iniziativa proposta dalla Fondazione “Mons. Francesco Di Vincenzo” è stata subito accolta e sostenuta dalla Società Aeroporto Catania, in testa dal presidente Gaetano Mancini.

La targa in ceramica misurerà mt 1.50 x 1.00, interamente realizzata e decorata a mano dai detenuti, ex detenuti e operatori del Fondo Sturzo nell’ambito delle iniziative proposte dal Polo di Eccellenza “Mario e Luigi Sturzo” in Caltagirone.

La targa sarà posizionata nell’area arrivi dello scalo aereo catanese. Raffigura il volto di don Luigi Sturzo e uno scorcio della Trinacria, che si staglia sul mare, contenente un augurio che il 25 dicembre 1950 don Sturzo rivolgeva ai catanesi e ai siciliani: “L’Aeroporto di Catania dovrà divenire un aeroporto internazionale, sia per i passeggeri che per le merci. Catania è il centro del turismo Eteneo, che comprenderà tutta la Sicilia orientale. Il turismo Etneo, se bene ideato, organizzato e sfruttato prenderà carattere mondiale e valorizzerà ancora di più tutta la Sicilia. Sac. Luigi Sturzo”.

Alla cerimonia presenzieranno il presidente della SAC, Gaetano Mancini; il presidente della Fondazione “Mons. Francesco Di Vincenzo”, Salvatore Martinez; mons. Umberto Pedi, vicario generale di Caltagirone; don Alfio Spampinato in rappresentanza dell’Arcidiocesi di Catania; il sindaco di Caltagirone, Francesco Pignataro; un rappresentante della Provincia regionale di Catania e dell’Amministrazione comunale di Catania, i direttori scolastici delle regioni Lombardia, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia coinvolti nel Progetto “Educazione alla Cittadinanza e Costituzione” che prenderà il via grazie al Polo di Eccellenza Sturzo per l’anno scolastico 2011 – 2012.

“Don Luigi Sturzo – ha dichiarato il presidente Martinez – fu un uomo di visione, un genio nell’intuire il primato della persona sui mercati, della società sullo stato, della famiglia su ogni altro corpo intermedio. Un profeta del bene comune ancora incompreso e inascoltato, che specie ai meridionali ricordava che senza sussidiarietà la solidarietà si farà solo assistenza, impoverendo le nuove generazioni. È in questa direzione che abbiamo pensato di porre una targa in ceramica all’interno dell’Aeroporto di Catania, sito strategico nel pensiero di Sturzo per lo sviluppo economico della Sicilia. Proprio perché realizzata da giovani che vivono un forte disagio sociale e che stanno esperimentando presso il Fondo e il Casale Sturzo la possibilità di una piena redenzione umana, questa targa in ceramica con l’effige e un pensiero del prete di Caltagirone rappresenterà un invito a non rassegnarsi nel tempo della crisi, un monito alla coscienza sociale dei catanesi e dei siciliani”.

La politica come luogo educativo

La politica può essere una sede idonea a trasmettere messaggi educativi. Ciò, naturalmente, a determinate condizioni: è fin troppo evidente – e non sembri banale il ribadirlo – che tali condizioni (l’onestà, la moralità, la tensione all’autentico bene comune) non sussistono nell’odierno quadro politico-amministrativo[1] , salvo sporadiche e lodevoli eccezioni.Quando, però, ci troviamo di fronte a personaggi di indubbia moralità, radicati nella onestà più cristallina e trasparente, allora il discorso cambia.

 

     Luigi Sturzo ha incarnato questa situazione di impegno leale e disinteressato (nel senso di interesse per il bene comune e non per il proprio tornaconto).

     Prima ancora di pensare al grande statista di portata internazionale, si pensi all’intenso operato nel piccolo ambito della  natia Caltagirone. Abbiamo già ampiamente parlato, in altri articoli di questo sito, della vasta attività amministrativa svolta tra il 1905 e il 1920 come pro-sindaco del centro siciliano. Fin da tali prime esperienze locali è possibile individuare l’afflato educativo, ovvero di autentica promozione umana, svolto – ad esempio – nei confronti degli agricoltori calatini .

      Né possiamo dire di essere i primi (men che meno gli unici) a cogliere questa dimensione del pensiero e dell’opera sturziana.          Già nel 1981 l’italo-americano Alfred Di Lascia intitola “La pedagogia della politica” un capitolo del suo denso studio su don Sturzo  in cui viene rivelata la valenza socio-educativa del pensiero sturziano e, con una sorprendente coincidenza rispetto all’idea di Colonna della società educante, così scrive: «il pluralismo democratico di Sturzo richiede che a nessuna istituzione, a nessun agente, a nessuno strumento possa esser permesso di raggiungere un controllo esclusivo (monistico) ; donde la sua vigorosa insistenza su un  insieme sanamente articolato di istituzioni, di funzioni e di poteri separati eppure reciprocamente rapportuali ; né può alcuna istituzione rivendicare una sensibilità totale monopolizzando il processo teleologico -pedagogico»[2].

 

     Quello che vogliamo mettere in particolare evidenza è l’impegno profuso da Sturzo in tale direzione: l’agire politico finalizzato  davvero al bene comune, al miglioramento delle condizioni di vita, ad un autentico sviluppo della persona che non può assolutamente prescindere dalla dimensione soprannaturale.

     Don Sturzo, pertanto, guarda alla coscienza, punta alla coscienza: «L’appello alla coscienza è una costante nel pensiero di Sturzo, e il suo desiderio di realizzare una trasformazione di coscienza, è sovrano.

      Tuttavia, dato che gli storici politici (forse per opzione metodologica) tendono a trascurare o a sottovalutare le complessità della coscienza mentre coloro che hanno scritto su Sturzo e le sue teorie politiche tendono a dare insufficiente attenzione ai presupposti filosofici, siamo ancora una volta, per cosi dire, spinti a sottolineare l’interazione, nel pensiero di Sturzo, dell’esistenza pedagogica (coscienza) e la pressione pratica (politica); dell’aspettativa ideologica (teoretica) e la richiesta tattica (pratica); del valore trascendente (morale -teoretico) e l’atto immanente (pratico-concreto).

      La costanza dell’appello alla coscienza può esser confermata da una accurata lettura degli scritti di Sturzo dopo il suo ritorno in Italia nel 1946, e specialmente durante gli anni ’50 »[3].

   La coscienza, quindi. E non si riferisce (Sturzo, e noi con lui) ad una generica  “coscienza collettiva” come alcuni pure sostengono, bensì alla singola coscienza di ogni persona, la coscienza individuale. Così scrive, in proposito, Giuseppe Catalfamo: «Per Durkheim, com’è noto, la morale, il diritto, la religione, la politica sono una proiezione della “coscienza collettiva”, che è propria di ogni gruppo sociale e, di conseguenza, risolutiva  sé della coscienza individuale.

       E qui sta l’errore. Se è vero, infatti, che ci sono modi di pensare comuni ad una molteplicità di individui che hanno vincoli di razza, nazione, cultura, tradizione, insediamento, è vero anche, e in modo innegabile, che la coscienza individuale persiste indistruttibile, ancorché in determinate circostanze possa non avere  la possibilità di esprimersi in opposizione alla coscienza di gruppo.

      E se esiste ed è incancellabile la coscienza individuale, esistono i rapporti ab nomine ad hominem , come rapporti da coscienza a coscienza, indipendentemente dal fatto di appartenere ad un gruppo»[4].

 




[1] H. A. CAVALLERA, La costruzione del domani. L’educazione politica, Edizione Milella, Lecce, 1984, pp. 155-159.

 

[2] A.DI LASCIA, Filosofia e storia in Luigi Sturzo, Edizioni Cinque Lune-Istituto Luigi Sturzo, Roma, 1981, p.351.

 

[3] Ivi.,p.354

 

[4] G. CATALFAMO, Fondamenti di una pedagogia della speranza , Editrice La Scuola, Brescia, 1986, pp. 101-102

Nuovo libro su Sturzo

Ho letto su avvenire la recensione di questo libro di Don Gerlando Lentini:partito%20popolare%20italiano.jpg

in attesa di averlo fra le mani e leggerlo
lo segnalo a tutti voi.

http://fedecultura.com/IlPartitoPopolareItaliano.aspx

http://web.tiscali.it/la_via/

(questo è il sito del mensile ” LA VIA” diretto dall’autore del libro Don Gerlando Lentini)

una proposta

Gentili amici che seguite questo sito/blog,

come forse saprete c’è, su facebook, una “pagina” dedicata a Don Luigi Sturzo

(questo il link : http://www.facebook.com/pages/DON-LUIGI-STURZO/162430941148?ref=mf , ma potete accedere anche cliccando sull widge in alto a destra).

Ebbene, nel farvi partecipe della notevole crescita di fan (oltre ottocento in poche settimane, molti dei quali caltagironesi ma anche stranieri!)volevo riproporvi pari pari un intervento -comparso in bacheca: tutti possono liberamente scrivere- ed i commenti che son seguiti.

Tutto parte dalla seguente proposta postata dal dottor Biagio Pace (calatino ma fiorentino d’adozione, se ho compreso bene):

perchè non progettare di rimontare la stanza del Municipio che Don Sturzo occupò da Prosindaco? La sala è lì ed i mobili sono nella sala dei messi. Si aggiunga qualche foto, un busto, alcuni documenti autografi ed il gioco è fatto! Sarebbe un omaggio dovuto ed un’attrazione in più che certamente non guasterebbe…”

ed io così ho risposto: “Ciò rientra
-essenzialmente-
nelle eventuali volontà degli attuali amministratori Calatini.
Sturzo lo merita senzaltro.
Ma, credo, che se potesse “scegliere”..

fra il creare l’ennesimo museo
(attrazione???)
e far si che i suoi concittadini
-invece di riesumare la defunta e maleodorante diccì-
si muovessero in direzione di un AUTENTICO
popolareismo liberale

io credo che Lui vorrebbe quest’ultima cosa.”

Il dottor Pace, garbatamente e per nulla seccato dal mio tono un pò forte, replicava:

“concordo. Sturzo, però, è stato amministratore di questa città ed in quel ruolo ha profuso le sue energie testando sul campo le sue intuizioni. Credo che non si tratterebbe dell’ennesimo museo ma di un omaggio doveroso al Nostro”

Mentre io provaro a rimediare alla mia impetuosa risposta (“Gentile Biagio,
ammetto di esser stato “duretto” nella mia umile risposta.
E tuttavia, ribadisco: certo che lo merita.
E anzi: spero di tornar presto a Caltagirone in tal senso”) interveniva anche il gentilissimo Salvatore Cardello-calatino anch’esso-

“Credo che sia il minmo da fare,almeno per scontare in parte il torto fatto a don Luigi nel 1996 quando, con spirito di parte e di partito, si assegnava il prestigioso Premio Stuzo ad Antonio Bassolino. Caltagirone non dimentica le minchiate fatte nel pasato!”

Di fronte a cotanta stima -MERITATISSIMA- verso il Servo di Dio non trovo altro che rilanciare su questo sito la proposta. Certo sarebbe una utile iniziativa e l’ennesima dimostrazione di gratitudine dei calatini verso il loro illustre concittadino. A tal proposito vorrei rimarcare la massiccia partecipazione di caltagironesi alla citata “pagina” di facebook

Noi siamo sturziani, non democristiani.

trinacria 068.jpgIl chiarimento è necessario: Sturzo ha duramente ammonito la diccì con tutte le sue forze(ricevendo da costoro indifferenza o peggio). Ed erano critiche giuste, sacrosante. Nessuno si appropri indebitamente di Sturzo, tantomeno chi dice di rifarsi alla DC

cosimo de matteis

http://www.facebook.com/home.php#/pages/DON-LUIGI-STURZO/162430941148