Biagi, Mennitti e la “falsità della politica italiana”

MARCO BIAGI - 19 MARZO 2002.jpgmennitti.jpgUno dei motivi che mi spinge ad acquistare in edicola (ed a leggere) un quotidiano locale è il fatto che esso ospita gli interventi di Domenico Mennitti. E’ il caso di oggi: il “Nuovo Quotidiano di Puglia” (questa la Testata cui mi riferisco) riporta in prima pagina una interessante riflessione del grande politologo termolese (ma Brindisino “d’adozione” e, credo, con amore) fondatore, frallaltro, della rivista “Ideazione”che ha rappresentata davvero una ventata di aria nuova in un panorama culturale un po’ asfittico ed egemonizzato, ca va sans dire, dal pensiero marxiano nella declinazione tutta italiana e gramsciana.

Ebbene oggi Mennitti trae spunto dalle parole con le quali Christopher Emsden commentò, sulle colonne dell’International Herald Tribune, l’efferato omicidio di Marco Biagi, l’economista italiano assassinato proprio dieci anni fa nella sua Bologna ad opera di un commando di terroristi che si rifaceva alle Brigate Rosse.

Biagi viene definito come un intellettuale progressista. E la riflessione di Mennitti parte proprio da tale definizione che secondo una accezione tutta italiana viene “appioppata” a chi ha ottenuto una reputazione culturale ed è fedele alla altisonante retorica della vulgata della sinistra. Biagi invece è stato in qualche modo “ripudiato” dalla intellighenzia dell’exPCI: certo, parole di circostanza in occasione del barbaro omicidio, ma poco altro. Biagi, per certe aree culturali, era un “traditore” (e non a caso le BR lo uccisero) ed ancora oggi non viene riconosciuta interamente la portata delle innovazioni da lui introdotte nel sistema politico-economico.

Ma Mennitti non si sofferma a parlare di  Biagi e va avanti -anzi, cronologicamente, indietro-  fin le radici di quella “falsità della politica italiana”, la nota definizione è dell’altro grande politologo Gianni Baget Bozzo, che era basata sui due grandi partiti di massa apparentemente contrapposti: nella realtà ad essere contrapposti erano soprattutto gli elettorati dei due partiti perché la classe dirigente (o la piu parte di essa) della DC  ragionava ed agiva (anche in Parlamento) in relazione al Pci.

Era la “strategia dell’attenzione”, figlia del dossettismo ma anche dalla infelice interpetrazione di una frase ancor più infelice di De Gasperi (secondo la quale, come  è noto, la DC era “un partito di centro che va verso sinistra”) che Fanfani prima e Moro poi, per citare gli esponenti maggiori di tale corrente democristiana predominante, misero diligentemente  e ostinatamente in pratica.

Col nuovo sistema elettorale e con l’avvento di Forza Italia e del bipolarismo (esattamente 18 anni fa Berlusconi trionfava alle elezioni politiche inaugurando il nuovo corso della politica italiana) le cose sono cambiate (per inciso: tra i fautori di tale cambiamento vi è proprio lo stesso Mennitti. E non solo attraverso la rivista Ideazione) ed ecco che, supportati dal corpo elettorale, una nuova classe politica si è affacciata e, riprendendo le parole di Mennitti, uomini “aperti a valutare i nuovi fenomeni sociali avevano accettato di collaborare con il nuovo governo del loro Paese” hanno apportato novità fondamentali.

Così, appunto, Marco Biagi: e senza cambiare i convincimenti politici di fondo. Ma a Biagi fu imposto il silenzio. Con la violenza e lo spargimento di sangue.

Mennitti conclude la breve riflessione con l’auspicio “che il motivo che fa prediligere toni pacati sia lo stesso per cui la marcia dei quarantamila è rimasta nella storia d’Italia a segnare una svolta, come a nessuna delle adunate cosiddette oceaniche delle estreme potrà mai accadere.” E questo non può che essere anche il nostro auspicio.

cosimo de matteis

QUANTO REALMENTE SAPPIAMO DI STURZO?

QUANTO REALMENTE SAPPIAMO DI STURZO? quanto sappiamo della vigliacca ed ingrata sordina che gli fù messa al suo ritorno in italia?

(dopo l’esilio ultraventennale impostogli dal fascismo:e ripeto IMPOSTOGLI DAL FASCISMO.quest’ultima puntualizazzione è necessaria per almeno un paio di motivi,che poi dirò).

Ripeto,quanto sappiamo di quei saggi,santi e profetici richiami che il sacerdote siciliano faceva alla classe politica di allora?(non è il caso di dire chi governava,poichè lo sappiamo tutti).

Egli ripeteva sovente:ATTENTI ALLI MALI PASSI. e qualcuno sa bene a quali malipassi don sturzo si riferisse.per chi non lo sapesse:bè,non è colpa mia.un pizzico di conoscenza ci vuole.è troppo facile parlare vagamente di valori e ideali e menzionare Sturzo e De Gasperi come “padri” (qualcuno,secondo me incautamente,vi aggiunge pure Aldo Moro) senza realmente CONOSCERLI.

Se don Sturzo,già negli anni ’50, ancora una volta con lungimiranza

 

( non uso il termine “profezia”-che pure sarebbe più adatto- perchè è un termine abusato dai cattocomunisti di ogni risma e foggia.e questo è stato meritoriamente ed acutamente evidenziato da Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro)

gia negli anni Cinquanta -dicevo- aveva individuato le tre male bestie (così le chiamava) della “casta”(diremmo oggi,con un nome stupidamente in voga.prometto che non lo userò più):

 

STATALISMO

PARTITOCRAZIA

SPERPERO DEL DENARO PUBBLICO

ma,anche allora,rimase inascoltato. oggi,più di cinquant’anni dopo,si alza un comico (peraltro tutt’altro che”vergine”da certe cose….) e dice più o meno quelle cose (ma appesantite da tonnellate di insulti e irritante demagogia)e avete visto quanti ragazzi si son radunati davanti al novello masaniello?

Ma vi devo ancora il chiarimento su quella precisazione (che,cioè,don Sturzo,venne mandato in esilio DAL REGIME FASCISTA). E’ necessario puntualizzarlo,perché 

1)c’è ancora chi va scrivendo e dicendo

-andando in giro per l’italia A SPESE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI che li ospitano perchè affini ideologicamente o comunque per interesse –

che Sturzo venne cacciato dal Vaticano!(dicono proprio cosi,eh!). Ora è letteralmente falso e vergognoso che dicano ciò,e lo è doppiamente quando in questi “tour” vanno in giro a propagandare il libro “l’idea popolare”, un testo modestissimo che a Sturzo FONDATORE DEL PARTITO E DELL’IDEA POPOLARE dedica poche e ingrate pagine.

 

Naturalmente sto parlando di Giovanni Bianchi e di quel giovane cattocomunista dossettiano bindiano(e fra un pò diremo “casiniano”)che lo accompagna, mi pare che gaiani sia il nome. Non solo è falso, ma tale falsità viene utilizzata per denigrare ancora

(incredibile come lo detestino,ancora oggi. eppure,egli stesso, celebrava spessissimo Sante Messe per loro,i suoi avversari, sia quando erano in vita e in suffraggio quando costoro andarano a render conto a Dio)

la sua candida figura. Come a dire, lo ha cacciato la Chiesa,eh! Ripeto,non solo non è così ma loro,cattolici “adulti” strumentalizzano la Chiesa quando a loro serve.

2)L’antifascismo di Sturzo viene spesso sottaciuto (la storiografia di parte,disonesta e comunista, invece non fa altro che ricordare-in modo INESATTO- quanto avvenne nel 52 alle elezioni comunali di Roma.ma ne parleremo un’altra volta,se Dio vuole) e parimenti esaltata la resistenza partigiana (coi comunisti) dei vari dossetti,tina anselmi,scalfaro e via cattocomunisteggiando.

Sturzo si oppose al fascismo,altro chè. Sennò che liberale sarebbe stato?

Non solo: “godeva” dell’odio personale del dittatore romagnolo e solo per Divina Provvidenza sfuggì ai tentativi di omicidio (addirittura gli scagnozzi di regime sapevano della sua serale passeggiata sul lungotevere e volevano buttarlo in acqua.DOCUMENTATO).

Perdonatemi,vi prego,di essere stato così lungo stavolta!