Senzadio, sedicenti convertiti ed altro

Ecco.
Come un fulmine a ciel sereno
arrivano
queste parole
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=QVF5Z
molto più insidiose
di mille critiche
-false e calunniose-
“esterne”.

Ho sempre diffidato dei c.d. convertiti.
O meglio: attendo sempre che il percorso di conversione si orienti in modo autentico, equilibrato, scevro sia da fanatismi e sia da annacquamenti, che le zavorre ingombranti del passato siano definitivamente mollate, che certi “richiami della foresta” vengano subito messi da parte.
Ebbene, senza entrare nel merito di singoli personaggi(ma se necessario farò pure nomi: non ho mai avuto peli sulla lingua)questa uscita che mi permetto di evidenziare è la dimostrazione che il mio atteggiamento “guardingo” è tutt’altro che immotivato.
In pieno attacco alla Chiesa questo non trova di meglio che rispolverare le trite e ritrite domande di “aggiornamento” e “modernizzazione” della Chiesa.
Se non giungerà una netta presa di distanza sarei veramente tentato di pensare brutte cose.

 

Post scriptum:

In più, dai uno sguardo ad un giornale “amico”
-diciamo così-
e trovi un attacco ad Alfredo Mantovano
(che Dio ci preservi a lungo questi politici!)
che fà il paio con l’uscita “ministeriale”
di cui ho accennato prima.

Ovvio che c’è chi “conta” qualcosa
e c’è chi “conta” come il due a briscola.
E tuttavia certo veleno mi preoccupa.
Non mi stupisce: mi preoccupa.
E, se è consentito, mi indigno.
Libertà di stampa, di pensiero, di opinione: grazie a Dio il regime

(che pure in italia abbiam conosciuto)non esiste più.
E meno male.

Ma, da cattolico, mi urta:

mi urtano certi pagliacci senzadio

Ubbidire alla Chiesa

Faccio mio

– e Sturzo certamente approverebbe-

questo invito giuntomi: lo CONDIVIDO IN PIENO e vi consiglio di leggerlo. Occorre ubbidire alle indicazioni del Magistero (cfr la “Nota Dottrinale” pubblicata per intero nel precedente post), indicazioni oltretutto ribadite ancor piu chiaramente ed esplicitate dai Vescovi italiani in questi giorni. Quello che pubblico si riferisce al Piemonte ed alle assurde scelte dell’UDC -come già sapete- ma colgo l’occasione per ricordare che di persone come il candidato presidente del centrosinistra di quella regione (appiattitosi su posizioni totalmente libertarie e radicali ed in combutta con l’UDC)ve ne sono molti altri in questa tornata elettorale.

Sturzo si sarebbe alleato coi radicali?

Sturzo avrebbe appoggiato -come fanno tanti cattolici ed anche Sacerdoti- emma bonino?

Ad ogni modo, eccovi le considerazioni pervenutemi:

Torino, 23 marzo 2010

 

Comunicato stampa

 

Due minuti per la vita smaschera il Presidente di Scienza & Vita moncalieri: chi vota UDC vota contro la vita

 

 

L’Associazione torinese Due minuti per la vita manifesta il proprio profondo sconcerto nell’aver appreso – attraverso un messaggio ricevuto dall’interessato – che  il Presidente di Scienza & Vita Moncalieri invita a votare, diramandone apposita lettera di presentazione tramite invio massivo di email, a destinatari piemontesi e non solo, un candidato al Consiglio Regionale del Piemonte nella lista dell’Udc.

 

Stupisce ed addolora la miopia di chi fa finta di non vedere che votando l’Udc in Piemonte – per quanto vi possano essere tra i candidati, uti singuli considerati, delle “brave persone”– si sostiene la lista di Mercedes Bresso – giacchè nel sostegno al candidato Udc viene nemmeno proposto neanche il voto disgiuntoche con le sue idee ed il suo operato ha sempre promosso comportamenti concreti che misconoscono e offendono in maniera inequivocabile la dignità della persona umana ed i valori non negoziabili.

 

E tutto ciò poche ore dopo che il Card. Bagnasco ha ribadito l’insegnamento sui c.d. «valori non negoziabili» – cioè «la dignità della persona umana; l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna» – ed il loro importante rilievo al momento della consultazione elettorale, laddove «il voto avviene sulla base dei programmi sempre più chiaramente dichiarati e assunti dinanzi all’opinione pubblica».

 

Stupisce ed addolora che una persona, pubblica e stimata, di comprovata fede cattolica, non ricordi quanto insegnato dalla Congregazione per la Dottrina per la Fede nella Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, dove affermava a chiare lettere che «la coscienza cristiana ben formata non permette a nessuno di favorire con il proprio voto l’attuazione di un programma politico o di una singola legge in cui i contenuti fondamentali della fede e della morale siano sovvertiti dalla presentazione di proposte alternative o contrarie a tali contenuti. Poiché la fede costituisce come un’unità inscindibile, non è logico l’isolamento di uno solo dei suoi contenuti a scapito della totalità della dottrina cattolica» (n. 4).

 

Votando l’Udc in Piemonte si sostiene la lista Bresso e quindi, fattivamente, si promuove un programma politico che mira a sovvertire completamente i valori non negoziabili. Questa la realtà che occorre ricordare, su cui ognuno prenderà la propria deliberazione di voto, davanti alla propria coscienza ed a Dio!

 

 

 

Associazione Due minuti per la vita

Casella postale 299 – 10121 Torino

info@dueminutiperlavita.org

http://www.dueminutiperlavita.info

http://www.facebook.com/dueminutiperlavita

 

un esempio da seguire

25 febbraio 2010
L’On. Cota sottoscrive il “Patto per la famiglia e per la vita”

“Patto per la vita e per la famiglia”

Testo del patto sottoscritto da Roberto Cota, candidato alla presidenza della Regione Piemonte, il 24 febbraio 2010 a Torino, con quattro garanti – Massimo Introvigne (vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica), Marisa Orecchia (presidente di Federvita Piemonte), Mauro Ronco (docente di diritto penale, già componente del CSM) e Maria Paola Tripoli (fondatrice del Servizio Emergenza Anziani) – i quali daranno vita a un tavolo di lavoro sulle politiche della nuova amministrazione regionale in tema di vita e famiglia

Esprimo apprezzamento per il comunicato pubblicato da Federvita Piemonte, che riunisce settanta Movimenti per la Vita e Centri di Aiuto alla Vita, in occasione delle elezioni regionali e ho preso atto di appelli sugli stessi temi provenienti dal Forum delle Associazioni Familiari, da Due Minuti per la Vita e da altri.

Con tutti sottoscrivo un patto per la vita e per la famiglia: non generico – perché è facile parlare di vita e di famiglia come concetti astratti, senza precisare in concreto che si tratta della vita dal concepimento alla morte naturale e della famiglia monogamica ed eterosessuale, fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna – ma specifico e articolato in impegni precisi.

1. Considerando che un aborto non è mai una vittoria per nessuno ma è sempre una sconfitta, m’impegno per quanto riguarda le competenze regionali di applicazione della legge 194 a proporre e sostenere percorsi di aiuto concreto e fattivo alle donne che, anziché banalizzare l’aborto come soluzione, cerchino sempre possibili alternative, aprendo le istituzioni regionali anche alla collaborazione con il volontariato pro-vita. In applicazione della stessa legge, se in Piemonte dovrà essere somministrata la pillola RU486, questo potrà avvenire solo con un protocollo che preveda il ricovero della donna dalla somministrazione della pillola fino al completamento del percorso abortivo, escludendo ogni ipotesi di aborto fai da te a casa propria.

2. La vita è veramente e pienamente vita fino alla morte naturale, come ho cercato di testimoniare con il mio impegno in Parlamento in occasione della tragica vicenda di Eluana Englaro e nella discussione di progetti di legge sul fine vita. Per essere ancora più chiaro, il modello virtuoso per me è quello umile, silenzioso ed eroico del quotidiano impegno delle Suore Misericordine che hanno assistito Eluana per farla vivere, non quello di chi – per citare il documento di Federvita – “ha offerto un ospedale piemontese per farla morire”. Respingendo nel modo più deciso ogni ipotesi di eutanasia, la Regione da me guidata sarà vicina con un sostegno non solo teorico alle famiglie di malati nella condizione oggi chiamata stato vegetativo persistente, e sosterrà per quanto di sua competenza le cure palliative.

3. Rifiuto con chiarezza ogni ipotesi di omologazione della famiglia fondata sul matrimonio, a norma dell’art.29 della Costituzione, a ogni altra forma di convivenza anche omosessuale. Sono contrario a cerimonie, registri e altre iniziative che introducano surrettiziamente un’equiparazione tra unioni omosessuali e matrimonio monogamico ed eterosessuale.

4. M’impegno a una politica regionale a favore della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna, che riconosco come cellula fondamentale della società, attraverso il sostegno alle giovani coppie che intendono contrarre matrimonio e una politica dei servizi che tenga conto del carico familiare e del numero dei figli.

5. Consapevole in particolare del ruolo unico svolto in Piemonte in oltre trecento anni di attività dalla scuola cattolica, che ha reso alla nostra regione servizi inestimabili, praticherò una politica che renda effettiva la libertà di educazione mediante erogazione di bonus o rimborsi che consentano alle famiglie la scelta della scuola libera, la quale andrà sostenuta anche quanto all’accoglienza di portatori di handicap e di figli di immigrati cui proporre percorsi autentici d’integrazione, prendendo in esame anche una politica di detrazioni fiscali nel quadro del federalismo fiscale.

6. La politica a favore della vita e della famiglia andrà a beneficio anche delle famiglie e in particolare delle donne e delle bambine immigrate. Prenderò misure regionali, e sosterrò quelle del governo nazionale, che vigilino contro gli abusi sulle donne e sui minori, non tollerino le mutilazioni genitali femminili, l’avviamento alla mendicità e alla prostituzione da parte di organizzazioni malavitose, la poligamia e i matrimoni forzati, e prevengano l’imposizione del burqa e di altre forme di velo integrale a donne e ragazze che non desiderano portarlo. Di concerto con il governo nazionale, farò il possibile per convincere anche chi insegue l’utopia di una società aperta all’immigrazione senza regole e senza limiti che si tutela davvero la vita e la famiglia degli immigrati onesti, venuti da noi per lavorare, e si pratica la virtù cristiana dell’accoglienza, solo tenendo conto che il numero d’immigrati che il Piemonte può accogliere non è infinito, e che le regole e la lotta contro l’immigrazione clandestina vanno a vantaggio anche degli immigrati regolari, oltre che della sicurezza di tutti.

Torino, 24 febbraio 2010

Roberto Cota

Massimo Introvigne

Marisa Orecchia

Mauro Ronco

Maria Paola Tripoli

E NON SI VERGOGNANO NEPPURE!(da sturzo a pannella con disinvoltura)

Spiace inaugurare il nuovo anno con un post

che rileva  la presenza di forti contraddizioni.

Si dirà: le contraddizioni son sempre esistite!

Certo.

Ma io penso a quel mondo variegato e varipinto

(associazioni, istituti, scuole,testate online et cetera)che

dice

di rifarsi al Servo di Dio Don Luigi Sturzo.

Anzitutto la opzione politico/partitica che, salvo eccezioni, sta per esser compiuta: l’adesione ad un movimento fondato da un pannelliano abortista.

E, perché lo “sberleffo” risulti completo, il vice è un diccì doc che, dal 92 ad oggi fra una inchiesta giudiziaria ed una decina di insignificanti partitini, vivacchia con i trenta milioni(o quaranta? Quanto prendono gli “onorevoli” al mese?).

Ovviamente mica stò partito andrà da solo:

da tempo flirtano –come due amanti bramanti l’amplesso adulterino e peccaminoso- con quella formazione che,

sfacciatamente,

ostenta

la Croce

(ma si son guardati bene da togliere, dal nome, il riferimento al Signore. E non per coerenza o vergogna: per opportunismo!).

Da tempo ne avevo sentore (e da anni lo paventavo, preoccupato) e presto si realizzerà questo coacervo, né carne né pesce, col collante del potere

(e non PER qualcosa ma CONTRO qualcuno: un piddì di colore diverso, insomma. Apparentemente diverso).

 

E fin qui, mi si dirà, nulla di nuovo.

 

Dai tempi di Sturzo che esistono stè ambigue manovre.

Ma il fatto è che la variopinta galassia sturziana ADERIRIRA’

-salvo eccezioni, ribadiamo- 

a questa porcheria.

E’ questo che mi interessa.

Ed è per questo che ne parlo qui.

Non per presunzione di cambiare il corso degli eventi

(li sporcaccioni si scambiano già bacetti e persino ardite palpate)

ma per avvertire quelli (pochi, tanti: non so) che, in buona fede, aderiscono e/o stanno per aderire al progetto del discepolo piu fortunato(politicamente parlando) di pannella.

E quei (tanti, lo so!)che votano quel partito che

da quando è slegato da una parte politica

–al pari di una scemetta trentenne/quarantenne appena divorziata che cerca di “rifarsi una vita”-

va indistintamente e spudoratamente con tutti:

ma proprio con tutti-

Del resto, senza voler troppo infierire con la metafora, la convivente ha piu o meno la età della sua figlia.

Ricordo che parlando con una persona

ed accennando

a tale

fatto

la risposta fu cinicamente legata alla “realpolitik”

ed al potere finanziario del congiunto.

Ora, a distanza di anni, capisco:

il flirt

era già

nei loro cuori.

AUGURI.

AUGURI a tutti.

Ricordando il vecchio adagio:

“il cornuto fa le pentole ma non i coperchi”.

(PS: ma che avete capito?il cornuto è il diavolo. almeno nei proverbi ESISTE ancora, sapete?)

CONVEGNO INTERNAZIONALE STURZIANO

E’ ancora prematuro provare a dare una valutazione complessiva

al “CONVEGNO INTERNAZIONALE STURZIANO” delle scorse settimane

svolto fra Catania e la natìa Caltagirone.

Non ci sottrarremo da tale compito che -per noi- è un dovconvegno-sturzo.gifere.

Preannunciamo, quindi, succose disamine sulle singole sessioni.

E, parimenti, dobbiamo rilevare che l’unico criterio di giudizio VALIDO ed INCONTESTABILE rimane quello evangelico: non ci ha forse detto il Maestro che “dai frutti conoscerete l’albero”? Ebbene: con tale metro valuteremo  e i frutti e l’albero. Si, pure l’albero! Non ha forse aggiunto “nè un albero cattivo potrà dare frutti buoni” ? Certo, nella babele di sigle e siglette(un record!!!), sarà arduo individuare l’albero.

Ma con un pò di buona volonta -e se Dio vuole- ce la faremo.

Qualche anticipazione? Bè, la (ennesima) conferma che gli enti “sturziani” continuano a guardarsi in cagnesco fra loro. (Riuscirà Martinez a compiere il “miracolo”?). E poi: Comastri è un santo, e quei pochi che ancora non se ne erano accorti ora avranno aperto gli occhi.

Ed infine: “lo Spirito soffia dove vuole”, in barba agli umani disegni (POLITICI, caro Martinez, altro che la pre-politica che giustamente hai invocato) che -persino durante la tre giorni- che taluni abbozzano pregustando il capolavoro: e se ne venisse fuori uno scarabocchio dei loro umani disegni politici?

PS: io, nel dubbio, continuo a pregare ardentemente acchè l’Onnipotente voglia far sopravvivere il grido accorato di Don Luigi Sturzo alla sua tomba.

cosimo de matteis