Uno sturziano può avere simpatie per Giorgia Meloni?

GIORGIA MELONI

L’interrogativo è legittimo. E ci mancherebbe altro. Siamo in libertà, il regime fascista è finito da un pezzo (purtroppo non è finito l’odio, viscerale, verso il fascismo) e quindi siamo liberi. Diciamo così.

Già si immagina il disappunto di certuni: “STURZO È STATO UNA VITTIMA DEL FASCISMO!” Ma utilizzando lo stesso paragone si potrebbe dire che Sturzo è stato vittima della diccì, ed anzi si potrebbe aggiungere che fu addirittura il Vaticano a spingere per l’esilio di Don Luigi Sturzo. L’eroico prete siciliano ubbidì, come sempre. Ed oggi la Chiesa riconosce la santità di don Luigi Sturzo ammettendo, implicitamente, che molti ecclesiastici  sbagliarono nell’ostacolare l’azione politica sturziana. Persino il papa tanto caro a molti comunisti -Giovanni XXIII- ebbe a dire parole stupende per lui“Don Luigi Sturzo non ha nulla da rimproverarsi. ALTRI DOVREBBERO CHIEDERE PERDONO A LUI. La Chiesa lo ringrazia per l’esempio di preclare virtù sacerdotali, l’onore resole con i suoi studi, le sue pubblicazioni, la sua generosa ed eroica accettazione dell’esilio e soprattutto di aver sempre lottato con amore e perdonato evangelicamente”.

Semmai alcuni problemi potrebbero sorgere nel momento in cui si dà credito all’idea che Fratelli d’Italia -il partito di cui la romana Giorgia Meloni è indiscusso leader- sia sic et simpliciter  l’erede diretta di Alleanza Nazionale e addirittura del vecchio Movimento Sociale. Che era un partito -è sempre bene ricordarlo- abbastanza statalista. Forse il partito più statalista dopo la Dc ed il Pci.

Ma, come detto, non è scritto da nessuna parte che  siccome il vecchio Msi era, in parte, statalista debba esserlo necessariamente il partito che oggi, 2017, è guidato da Giorgia Meloni. C’è stata una notevole evoluzione nel centrodestra: è vero che l’indegno ed immorale Fini stava rendendo Alleanza Nazionale una sorta di diccì del duemila, questo è innegabile. Ma Fini, il suo partito (An) e le sue smodate ambizioni sono tutte crollate. E’ solo un incubo, un ricordo lontano.

Fratelli d’Italia porta avanti alcune idee ed ideali che furono del partito di Almirante, ma sono precisamente quelle idee e quegli ideali che non solo coincidono con l’humus cristiano del popolo italiano ma soprattutto non cozzano col Vangelo e la Dottrina cattolica.

Personalmente credo che saranno tanti gli italiani -forse milioni- a votare per Giorgia Meloni. E molti di loro saranno cattolici. E non incorreranno in alcuna scomunica: gli strepiti dossettiano-modernisti non fermeranno la volontà popolare.

Il Governo Monti

Riporto integralmente l’articolo odierno apparso su “La Bussola Quotidiana” scritto dal Direttore della Testata, Riccardo Cascioli. Va da sè che ne condivido in tutto e per tutto il contenuto. Il titolo originale è “Viva la tecnica” ed è una lucidissima analisi della delicata fase politica.(c.d.)


Alla fine è andata come noi non volevamo andasse. Invece che puntare subito alle elezioni anticipate anche il Pdl si è piegato al governo “tecnico”: incarico a Mario Monti, già oggi forse avremo i nomi dei ministri. Secondo le previsioni già oggi dovremmo vedere i primi effetti benefici della soluzione, con l’affievolirsi degli attacchi speculativi sull’Italia.

Rimane però il fatto che quella in cui siamo entrati è una fase di sospensione della democrazia, perché un governo viene praticamente imposto senza che sia mai stato votato dal popolo. partito popolare sturziano, don sturzo, sturzo e monti, il governo monti, la bussola quotidiana, il governo monti, mario monti, riccardo cascioli, politica, governo monti, viva la tecnica, cosimo de matteisLo dimostra il fatto che anche le forze politiche in Parlamento più ostili alla soluzione tecnica, alla fine hanno piegato la testa scendendo a più miti consigli.

 Ma soprattutto dobbiamo notare che alla base di questa soluzione alla crisi politica ci sono due menzogne enormi che meritano di essere messe in rilievo.

La prima è che un “governo tecnico” sia neutro, funzioni cioè come un idraulico o un elettricista: c’è un guasto, arriva il tecnico e lo aggiusta. In questo caso tra un tecnico e l’altro – a parte l’accuratezza del lavoro e il prezzo – non è che ci siano grandi differenze. Il guasto è quello, la strada per ripararlo è praticamente obbligata. Con il governo Monti ci si è comportati allo stesso modo, tanto è vero che nessuno gli ha chiesto nemmeno il programma, che cosa intenda fare, le forze in parlamento gli hanno dato il via libera prima ancora che proferisse una parola. Ma l’economia non è così: per il lavoro da fare un tecnico non vale l’altro, perché ogni scelta economica dipende da una visione dell’uomo, del lavoro, della società e perfino di Dio. Peraltro finora al ministero dell’Economia – in questo come nei governi passati – si sono sempre seduti dei “tecnici”, il che non ci ha impedito di arrivare sull’orlo del baratro. In effetti, non solo le scelte economiche dipendono da qualcosa che viene prima, ma c’è anche il fatto che l’economia non è una scienza esatta. Tanto è vero che nessun economista aveva previsto la crisi che oggi ci troviamo a vivere e basta dare un’occhiata a diversi giornali per capire quante idee diverse tra loro abbiano i cosiddetti “tecnici”.

Questo fatto rende ancora più grave la scelta al buio di un governo “tecnico” senza che si dica con chiarezza cosa si vuole fare, fosse anche la realizzazione pedissequa di quanto contenuto nella lettera della Bce.

La seconda menzogna è legata alla prima: è vero che la crisi economica è grave e certamente è sulla politica economica che si richiede la massima concentrazione, ma un economista a capo dell’esecutivo dà l’idea che l’economia sia praticamente l’unica occupazione vera del governo. Ma se Monti dovrà governare due anni,  ammesso che avrà pure successo in economia, cosa intende fare in materia di giustizia, di scuola, di bioetica, di sanità e così via? Il sospetto che con la scusa dei tecnici vengano fatte passare altre misure, in campi diversi dall’economia, che non sarebbero mai potute passare con il governo appena dimesso, è più che lecito. E anche se così non fosse resta un errore di prospettiva identificare l’attività di un governo con la sua politica economica. Per quanto l’economia sia importante essa non può occupare tutto l’orizzonte della nostra vita sociale.

Un ultimo aspetto ci conferma nella preoccupazione per questo passaggio: sabato abbiamo visto anche il volto peggiore dell’Italia, con manifestazioni di odio e violenza che dovrebbero farci vergognare di fronte al mondo ben più del bunga bunga. Purtroppo è un volto che periodicamente si manifesta nella nostra storia: probabilmente i mercati non ne terranno conto, ma di certo indica un atteggiamento davanti alla realtà più teso alla distruzione che alla costruzione.

 http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-viva-la-tecnica-3608.htm

licenziato postino senza motivo

Come avrebbe commentato il Servo Di Dio DON LUIGI STURZO il seguente fatto di cronaca?

ALBA: LICENZIATO POSTINO SENZA MOTIVO
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Mentre la disoccupazione -giovanile e non solo- cresce e tocca livelli altissimi, l’Azienda non trova di meglio che licenziare un portalettere che aveva un regolare contratto a TEMPO INDETERMINATO.

E’ successo ad Alba, in piemonte.

Nella cittadina cuneese già da tempo i cittadini son esasperati per il pessimo servizio offerto (non si contano le proteste sui giornali e pure online, oltre a quelle silenziose dei cittadini onesti che subiscono senza parlare) in particolare riguardo il recapito.

Ebbene, di recente è successo un fatto che, nelle poste, è (era?) un episodio tuttaltro che frequente, ossia il LICENZIAMENTO in tronco di un dipendente. Si badi: la persona in questione era titolare di un regolare CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO, quindi niente trimestrali o roba simile. La cosa piu incredibile è che la persona non ha ricevuto nessuna comunicazione riguardo le M O T I V AZ I O N I alla base di tale assurdo licenziamento in tronco.

Dalle notizie trapelate -e comunque vi terremo informati- non pare che il dipendente licenziato avesse commesso qualcosa tale da motivare il suo licenziamento. Alcuni colleghi, da noi sentiti personalmente, non riescono a spiegarsi tale licenziamento. Il portalettere licenziato viene descritto come un lavoratore onesto, zelante e scrupoloso.

Ricordiamo che il CPD di Alba (CN) è diretto da franca grasso.

La lettera di LICENZIAMENTO è firmata da luca orlando.

Curioso un fatto: proprio nei giorni scorsi nel CPD di Viale Industria si era tenuta una affollata assemblea con la partecipazione dei maggiori rappresentanti di tutte le sigle sindacali e, per la ennesima volta, il tema all’ordine del giorno è stato il pessimo rapporto umano che i responsabili del CPD albese tengono nei confronti dei dipendenti.

E se un saluto non dato o una parolaccia urlata in volto son già cose gravi e spiacevoli, figuriamoci cosa è un LICENZIAMENTO IN TRONCO, senza fornire uno straccio di motivazioni.

http://cosimino.myblog.it/archive/2010/11/12/alba-licenziato-postino-senza-motivo.html

Statisti, politici, politici mediocri, politicanti, imbroglioni.

13345_1130605232458_1447067959_30310494_2463928_s[1].jpgI proverbi – o almeno: quelli “del mondo”- non sempre sono esatti e da prender per oro colato. Tuttavia quell’adagio, abbastanza diffuso, secondo il quale “il politico/politicante è quello che pensa alle prossime elezioni mentre il politico/statista è quello che pensa al Paese ed al suo-del Paese- futuro” pur essendo fin troppo semplicistico ed artificiosamente banale, dice qualcosa di vero. Ci pensavo iersera assistendo ad un dibattito (di quelli estivi, “leggeri”, sotto le stelle) fra due noti parlamentari italiani. Preciso una cosa: nessuno dei due è uno Schuman o un Churchill o uno Sturzo (almeno ad oggi)ma certo la differenza fra i due, nell’argomentare, era notevole. Mi fermo qui. Se vi interessa di più stà cosa e magari volete sapere i nomi ed in base a quale criterio ho scritto queste cose, bene: ditemelo.Scrivete qui, nei commenti. Prometto che farò nomi e cognomi ed anche le mie personali considerazioni che mi portano a dire “quello lì è un politicante”. Il fatto che non abbia mai lavorato in vita sua, invece, è un fatto, non una mia considerazione.

Rigassificatore a Brindisi: di chi è la colpa

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Se Brindisi -come pare- avrà all’interno del suo meraviglioso porto naturale  una struttura industriale molto pericolosa ed assolutamente non compatibile con lo stesso bellissimo sito portuale -si, proprio nel mezzo di quello specchio di mare che vedete in foto!- la responsabilità è, primariamente, di una persona. VERGOGNA. Il proverbio dice “non c’è due senza tre”. Io non credo molto ai proverbi (spesso stratificano colossali stupidaggini) ma in questo caso vorrei che vedesse per la terza volta via appia. E a lungo.