Iniziative di Novembre dell’Anno Sturziano

Prosegue l’ Anno Sturziano (felicemente coincidente con l’Anno sacerdotale voluto dal Papa) e si susseguono gli incontri,le celabrazioni, i convegni e le iniziative varie organizzate un pò in tutta Italia. Dalla apertura (avvenuta a Caltagirone l’8 agosto scorso, 50° Anniversario del Dies Natalis) son già trascorsi oltre tre mesi e si annunciano altre iniziative.

Ecco una sintetica elencazione dei prossimi appuntamenti di cui abbiam notizia:

Giovedì 19 Novembre  a R O M A    Presentazione del libro “IL PENSIERO ECONOMICO di Luigi Sturzo” curato da Giovanni Palladino (www.centrosturzo.net ) Piazza Venezia 11, V piano – ore 18,00 (Organizzato dall’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari. Parteciperanno:Gaspare Sturzo, Gianfranco Fabi e il curatore del libro)

Venerdì 20 novembre, a M I L A N O  si terrà la “FESTA STURZIANA”, Organizzata dal Gruppo MEPI(www.gruppo-mepi.org ). Si svolgerà dalle 15 alle 18 presso l’Auditorium del Consiglio Regionale della Lombardia.

Ed infine, ancora a  R O M A , nei giorni 26 e 27 novembre , l’Istituto Luigi Sturzo organizza ilConvegno di studio per il 50° anniversario della morte di Luigi Sturzo(Nel corso del convegno verrà presentato il sito web www.luigisturzo.it)

SEGRETERIA SCIENTIFICA ED ORGANIZZATIVA

ISTITUTO LUIGI STURZO

Palazzo Baldassini – Via delle Coppelle, 35 Roma

Fra i partecipanti: Francesco Malgeri, Eugenio Guccione, Stefano Folli, Mario d’Addio, Salvatore Martinez, Ugo De Siervo. 

 

 

 

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Le parole sturziane sull’educazione

DON LUIGI STURZO.jpgE’ datato il giorno dell’Immacolata (8 Dicembre 1900) il primo intervento significativo  di Luigi Sturzo –all’epoca giovane sacerdote, neppure trentenne- attorno al problema dell’educazione, più precisamente riguardo la istruzione delle masse popolari; in particolare delle classi lavoratrici : «il popolo nella parte tecnica non  ha l’istruzione professionale dovuta, anzi, col regime attuale degli studi, spesso si dà ai giovani operai l’occasione di divenire degli spostati.»[1]

 

      Ed è significativo, anche, che si tratti del primo scritto di un certo rilievo che Sturzo pubblica: si può dire, quindi, che il pensiero all’educazione e all’istruzione del popolo è presente fin dall’inizio della sua opera.

Ci troviamo in anni particolarmente attivi e fertili per il Sacerdote di Caltagirone: la promulgazione, nel 1891, dell’Enciclica Rerum Novarum [2] aveva rappresentato uno stimolo, formidabile ed ispirato, all’interno del mondo cattolico ( ed una vasta eco anche all’esterno di esso).

 

      Don Luigi Sturzo inizia (meglio: prosegue) la sua attività fra Roma e la natìa Caltagirone. Di quegli stessi anni è pure l’incontro con Romolo Murri (1870-1944)[3] e con la rivista “La Cultura Sociale” fondata e diretta dallo stesso Murri.  Prima ne fu attento lettore, quindi divulgatore nella sua Sicilia e infine attivo collaboratore.

Nel 1901 Sturzo pubblica L’organizzazione di classe e le unioni professionali proprio per la casa editrice dello stesso Murri, ossia la Società Italiana Cattolica di Cultura, dal quale volume abbiamo preso quelle frasi in apertura di capitolo, che palesano l’interesse sturziano per i temi della educazione e della formazione e che tale interesse è presente, perciò, fin dall’inizio nell’opera e nel pensiero sturziano

 




[1]  L. STURZO, L’organizzazione di classe e le unioni professionali, Società Italiana Cattolica di Cultura, 1901 ; ora in  L. STURZO, Sintesi sociali, Zanichelli, Bologna, 1961, p. 150

 

[2]     Il Sommo Pontefice allora regnante, Leone XIII (1810-1903), promulgò il noto Documento il 15 maggio 1891. Sinteticamente, si può dire che esso consti di due parti: una, per cosi dire, pars destruensIL SOCIALISMO, FALSO RIMEDIO”, e la corrispettiva pars costruens “IL VERO RIMEDIO: L’UNIONE DELLE ASSOCIAZIONI”. Giova qui ricordare che il rimedio,che si cercava di individuare, era riferito alla nota “questione sociale”.

 

[3]     Del sacerdote marchigiano “irrequieto” ed alquanto ribelle abbiamo gia parlato : qui,oltre a rinviare al suo maggiore studioso e biografo Lorenzo Bedeschi, Murri, Sturzo, De Gasperi, San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi),1994 , ricorderemo che Don Romolo Murri fu impegnato in primo piano nell’ambito sociale e politico.

          Fu il teorico di quella “Democrazia Cristiana” che ispirerà tanti,fra cui lo stesso Sturzo e piu tardi Alcide De Gasperi. Non si può far a meno di ribadire la sua diversità di vedute con la Santa Sede: più volte richiamato all’ordine, Murri disobbedì e prosegui per la sua strada. Inevitabile giunse la scomunica.

          Romolo Murri, è bene dirlo,  si riconciliò con Santa Madre Chiesa solo sul letto di morte. E’ opportuno, in questa sede, ribadire che Don Luigi Sturzo prese subito le distanze dal prete marchigiano, pur continuando a pregare per lui e per il suo ritorno alla Chiesa Cattolica.

 

Noi siamo sturziani, non democristiani.

trinacria 068.jpgIl chiarimento è necessario: Sturzo ha duramente ammonito la diccì con tutte le sue forze(ricevendo da costoro indifferenza o peggio). Ed erano critiche giuste, sacrosante. Nessuno si appropri indebitamente di Sturzo, tantomeno chi dice di rifarsi alla DC

cosimo de matteis

http://www.facebook.com/home.php#/pages/DON-LUIGI-STURZO/162430941148

Quella volta che i fascisti volevano buttare Sturzo nel tevere….

don Sturzo.jpgDon Sturzo era ferocemente odiato da Mussolini in persona:ciò è risaputo
Lui stesso(sturzo)
racconta
-in pagine gustose e SENZA ACCENTI RANCOROSI verso il duce-
di come gli squadristi,
sapendo i suoi orari,le sue abitudini (era pedinato),
avevano deciso di farlo fuori gettandolo nel Tevere.
E ci andarono vicinissimi al riuscirci.
Fortunatamente don Sturzo aveva occhio,e riconosceva chi lo seguiva.
Ad un suo occasionale(e PROVVIDENZIALE!)
accompagnatore
gli sussurrò scherzando(ma non troppo)se sapesse nuotare….

 

Aveva visto i sicari
ed aveva capito le loro intenzioni.
Mi fermo qua,per ora.
Anche perchè non è giusto abusare
della pazienza di chi legge.

Ma volentieri tornerei sull’argomento.
Sono però in debito di una cosa:
avevo promesso che avrei detto chi è che -diffamandolo- afferma che Sturzo fù cacciato dal Vaticano e non dai fascisti.
Ebbene,sono quegli stessi personaggi(anzi:ormai sono i loro figli e nipoti)
CATTOLICI-o sedicenti tali-
che mal tolleravano l’insegnamento e gli ammonimenti ANISTATALISTI(ma non solo questi) che Sturzo faceva loro. I cattocomunisti,di ieri e di oggi,per capirci bene.
E per non dare l’impressione che sparo nel mucchio,
vi dò un nome ed un cognome ed un suo libro:
giovanni bianchi,”l’idea popolare”.

(ma, quest’ultimo è solo un esempio)

cosimo de matteis

Sturzo ed il fascismo.Considerazioni.

Ed andiamo nei Sacri Palazzi,
durante i primi anni del Ventennio:
orbene che don Luigi Sturzo
non era simpatico a tutti
Oltretevere
è difficile,in effetti,negarlo.
Ma credo che vi fosse in ciò
anche una certa scarsa conoscenza
dell’effettivo pensiero sturziano
(non lo comprendono ancora oggi,figuriamoci ottan’anni fa)
e sopratutto era forte il SOSPETTO
che Sturzo fosse una sorta di Murri
(magari SOLO un po più soft).
Non a caso,
fra i nomignoli e le caricature
che Sturzo ebbe a subire,
vi era quella di
PRETE ROSSO
oltre a quella,forse più nota,
di PRETONZOLO INTRIGANTE.
Quanto all’accostamento con Romolo Murri:niente di più falso.
(ma di ciò ne parliamo un’altra volta).
Basti solo dire che
l’idea
di
“democrazia cristiana”
è tutta murriana.
E la lasciamo volentieri a lui
ed i suoi estimatori
che esistono ancora oggi:
don Lorenzo Bedeschi,
per fare il nome più noto.

Che vi fossero incomprensioni
e/o dubbi
fra Sturzo e gli ambienti Curiali,
dunque è tutt’altro che da escludere a priori.

M A,

1)Sturzo fù SEMPRE obbedientissimo;

2)Sturzo non fece mai  UNA deviazione dottrinale;

3)Sturzo,nobile di animo(e pure di casato),non ebbe MAI risentimenti o rancori verso i confratelli che non lo compresero bene.

E quindi la questione “esilio”
dopo questi piccoi chiarimenti
dovrebbe essere piu chiara:

forti,fortissime pressioni
del Regime,
e “obtorto collo”
una sofferta riflessione
all’interno degli ambienti curiali.

Il risultato fu un passaporto fatto giungere al Nostro.

Sturzo,
mite e relista,
tutt’altro che “disobbediente”
(pensate a quei “campioni”invece:turoldo,milani,fino ai recenti don vitaliano,farinella,sguotti, santoro, don gallo
giusto per fare qualche nome)
dopo
preghiera
discernimento
consigli
(in primis con suo fratello Mario,grande figura di Vescovo,tutta da riscoprire e RIVALUTARE),
fà la Volontà di Dio.

Mi fermo qui.

CONVEGNO INTERNAZIONALE STURZIANO

E’ ancora prematuro provare a dare una valutazione complessiva

al “CONVEGNO INTERNAZIONALE STURZIANO” delle scorse settimane

svolto fra Catania e la natìa Caltagirone.

Non ci sottrarremo da tale compito che -per noi- è un dovconvegno-sturzo.gifere.

Preannunciamo, quindi, succose disamine sulle singole sessioni.

E, parimenti, dobbiamo rilevare che l’unico criterio di giudizio VALIDO ed INCONTESTABILE rimane quello evangelico: non ci ha forse detto il Maestro che “dai frutti conoscerete l’albero”? Ebbene: con tale metro valuteremo  e i frutti e l’albero. Si, pure l’albero! Non ha forse aggiunto “nè un albero cattivo potrà dare frutti buoni” ? Certo, nella babele di sigle e siglette(un record!!!), sarà arduo individuare l’albero.

Ma con un pò di buona volonta -e se Dio vuole- ce la faremo.

Qualche anticipazione? Bè, la (ennesima) conferma che gli enti “sturziani” continuano a guardarsi in cagnesco fra loro. (Riuscirà Martinez a compiere il “miracolo”?). E poi: Comastri è un santo, e quei pochi che ancora non se ne erano accorti ora avranno aperto gli occhi.

Ed infine: “lo Spirito soffia dove vuole”, in barba agli umani disegni (POLITICI, caro Martinez, altro che la pre-politica che giustamente hai invocato) che -persino durante la tre giorni- che taluni abbozzano pregustando il capolavoro: e se ne venisse fuori uno scarabocchio dei loro umani disegni politici?

PS: io, nel dubbio, continuo a pregare ardentemente acchè l’Onnipotente voglia far sopravvivere il grido accorato di Don Luigi Sturzo alla sua tomba.

cosimo de matteis

 

QUANTO REALMENTE SAPPIAMO DI STURZO?

QUANTO REALMENTE SAPPIAMO DI STURZO? quanto sappiamo della vigliacca ed ingrata sordina che gli fù messa al suo ritorno in italia?

(dopo l’esilio ultraventennale impostogli dal fascismo:e ripeto IMPOSTOGLI DAL FASCISMO.quest’ultima puntualizazzione è necessaria per almeno un paio di motivi,che poi dirò).

Ripeto,quanto sappiamo di quei saggi,santi e profetici richiami che il sacerdote siciliano faceva alla classe politica di allora?(non è il caso di dire chi governava,poichè lo sappiamo tutti).

Egli ripeteva sovente:ATTENTI ALLI MALI PASSI. e qualcuno sa bene a quali malipassi don sturzo si riferisse.per chi non lo sapesse:bè,non è colpa mia.un pizzico di conoscenza ci vuole.è troppo facile parlare vagamente di valori e ideali e menzionare Sturzo e De Gasperi come “padri” (qualcuno,secondo me incautamente,vi aggiunge pure Aldo Moro) senza realmente CONOSCERLI.

Se don Sturzo,già negli anni ’50, ancora una volta con lungimiranza

 

( non uso il termine “profezia”-che pure sarebbe più adatto- perchè è un termine abusato dai cattocomunisti di ogni risma e foggia.e questo è stato meritoriamente ed acutamente evidenziato da Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro)

gia negli anni Cinquanta -dicevo- aveva individuato le tre male bestie (così le chiamava) della “casta”(diremmo oggi,con un nome stupidamente in voga.prometto che non lo userò più):

 

STATALISMO

PARTITOCRAZIA

SPERPERO DEL DENARO PUBBLICO

ma,anche allora,rimase inascoltato. oggi,più di cinquant’anni dopo,si alza un comico (peraltro tutt’altro che”vergine”da certe cose….) e dice più o meno quelle cose (ma appesantite da tonnellate di insulti e irritante demagogia)e avete visto quanti ragazzi si son radunati davanti al novello masaniello?

Ma vi devo ancora il chiarimento su quella precisazione (che,cioè,don Sturzo,venne mandato in esilio DAL REGIME FASCISTA). E’ necessario puntualizzarlo,perché 

1)c’è ancora chi va scrivendo e dicendo

-andando in giro per l’italia A SPESE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI che li ospitano perchè affini ideologicamente o comunque per interesse –

che Sturzo venne cacciato dal Vaticano!(dicono proprio cosi,eh!). Ora è letteralmente falso e vergognoso che dicano ciò,e lo è doppiamente quando in questi “tour” vanno in giro a propagandare il libro “l’idea popolare”, un testo modestissimo che a Sturzo FONDATORE DEL PARTITO E DELL’IDEA POPOLARE dedica poche e ingrate pagine.

 

Naturalmente sto parlando di Giovanni Bianchi e di quel giovane cattocomunista dossettiano bindiano(e fra un pò diremo “casiniano”)che lo accompagna, mi pare che gaiani sia il nome. Non solo è falso, ma tale falsità viene utilizzata per denigrare ancora

(incredibile come lo detestino,ancora oggi. eppure,egli stesso, celebrava spessissimo Sante Messe per loro,i suoi avversari, sia quando erano in vita e in suffraggio quando costoro andarano a render conto a Dio)

la sua candida figura. Come a dire, lo ha cacciato la Chiesa,eh! Ripeto,non solo non è così ma loro,cattolici “adulti” strumentalizzano la Chiesa quando a loro serve.

2)L’antifascismo di Sturzo viene spesso sottaciuto (la storiografia di parte,disonesta e comunista, invece non fa altro che ricordare-in modo INESATTO- quanto avvenne nel 52 alle elezioni comunali di Roma.ma ne parleremo un’altra volta,se Dio vuole) e parimenti esaltata la resistenza partigiana (coi comunisti) dei vari dossetti,tina anselmi,scalfaro e via cattocomunisteggiando.

Sturzo si oppose al fascismo,altro chè. Sennò che liberale sarebbe stato?

Non solo: “godeva” dell’odio personale del dittatore romagnolo e solo per Divina Provvidenza sfuggì ai tentativi di omicidio (addirittura gli scagnozzi di regime sapevano della sua serale passeggiata sul lungotevere e volevano buttarlo in acqua.DOCUMENTATO).

Perdonatemi,vi prego,di essere stato così lungo stavolta!

Sturzo profeta inascoltato. Ancora oggi.

   

        L’immoralità politica dilagava e continua a dilagare: Sturzo lo aveva capito al suo albore e coscienziosamente cercava di mettere in guardia da tali rischi la classe politica, particolarmente quella sedicente cattolica: «Sturzo si accorse che il nuovo partito non aveva più l’animazione ideale del vecchio.

   Ora un partito non può neppure esistere senza una ideologia, che lo contraddistingue dagli altri e gli attribuisce una identità. Senza una chiara teoria, afferma Sturzo nel solco della filosofia cristiana, non può esserci alcuna prassi efficiente.

 

     Già nel 1924 Sturzo rivendicava il primato delle idee sulla prassi. Riflettendo sulla prassi della Democrazia Cristiana, Sturzo si convinse che gli errori della nuova classe politica guidata dai “professorini” (La Pira, Dossetti,Fanfani, Moro) derivavano da una inconsapevole sudditanza culturale al marxismo, teorizzata anche da altre istituzioni con le quali Sturzo non mancò di polemizzare, come le Acli, i sindacati “cristiani”, la rivista “Aggiornamenti Sociali”(…)

     Ma furono tutte, quelle di Sturzo, “prediche inutili”, come quelle di Einaudi. Le tre malebestie, nei decenni successivi alla morte di Sturzo, ingrassano a dismisura e producono alla Prima Repubblica quei disastri, che tutti conosciamo e che Sturzo aveva profetizzato[1]. Infine  concludiamo con una profezia che Don Luigi Sturzo fece ai Senatori della Democrazia Cristiana, tratta dal suo ultimo articolo pubblicato su “Il Giornale d’Italia” del 21 luglio 1959, cioè a pochi giorni della sua morte. E’ davvero impressionante come Don Sturzo “vede” lucidamente –quaranta anni prima!- quella che sarebbe stata la fine di quel partito allora florido ed invincibile (apparentemente):

 

     «Guardate bene ai pericoli delle correnti organizzate in seno alla DC; si comincia con le divisioni ideologiche, si passa alle divisioni personali, si finisce con la frantumazione del partito».

 

Poteva essere più chiaro di così?

Proprio vero, Sturzo è stato un profeta.  Inascoltato.

 

 

 




[1]       G. MORRA, cit, pp. 18-19.  In riferimento alla sudditanza culturale dei cattolici (meglio: di una parte del mondo cattolico) nei confronti del marxismo vi è tutta una letteratura che l’ha rilevata, descritta, criticata ecc. Noi qui ci limitiamo a citare due autori – lo scrittore Eugenio Corti e il filosofo Augusto Del Noce, anche essi, come Sturzo, profeti inascoltati- che con la loro lucida analisi hanno denunciato quel complesso di inferiorità che attanaglia certo mondo cattolico progressista. Si vedano, ad esempio, E. CORTI, Il fumo nel tempio,Ares, Milano, 2001 e A. DEL NOCE, I cattolici e il progressismo, Leonardo, Milano, 1994.

 

 

   

il disperato nichilismo di fini(e dei finiani)

fini e la russa.jpgcerte volte
-oggi ancor piu di ieri-
penso che berlusconi sbagliò
nello “sdoganare” gli ex(ex?)fascisti.
Non aveva scelte, probabilmente.
(anche se, col senno di poi, si potrebbe ipotizzare qualcosa di diverso).
E tutto sommato ebbe ragione:
i comunisti non presero il potere.
(in realtà lo avrebbero fatto-squallidamente-appena due anni dopo).
Il problema
(mi vengono stè riflessioni leffendo appuntini di ex missini mai cresciuti epperò assesori, segretari ecc)
è la vena acattolica(quando non proprio agnostica o -peggio- la corrente magico/nazista/neopagana che culmina con un fecale gnosticismo)di costoro.
Da fini, l’adultero, giù giu fin il cretinetto di paese
(ma magari il cretinetto di paese si confessa,ogni tanto: il caposporcaccione NO, mai)
hanno sempre(avuto) l’avversione per la diccì
-per loro “democristiano” è uno dei peggiori insulti.epperò….-
e magari ci può pure stare come critica POLITICA al malcostume dc(epperò….).
Il fatto è che dietro tale avversione alla dc
vi era
nella grande maggioranza dei casi
un vero e proprio fastidio
per quel cattolicesimo
che -almeno sulla carta- la democrazia cristiana rappresentava.

A distanza di anni
ciò è ancora piu nitido:
la vena anticattolica
-“pagana” vorrei dire-
di certi politici
oramai è palese, sfrontata.

Dal capo adultero
a quasi tutti i suoi colonnelli
(con la sola eccezione-FORSE-di gasparri)
sono solo una massa di libertini.

Giu giù,
fin al ridicolo
consigliere
che ultraquarantenne
gioca a fare il giovane
rievoca i campi del fdg
ed è un nichilista disperato.

Come un disperato cinico e bugiardo è il loro capo.
Spero berlusconi
(ma sopratutto formigoni)
lo capisca per tempo.
Prima che sia troppo tardi.