Buttiglione a Brindisi: un commento

Ho ascoltato le parole odierne di Buttiglione (che mi ha fortemente confermato nel mio giudizio su di lui: come sapete raramente mi sbaglio) e mi meraviglio che nessuno gli abbia spiegato, magari in tono soft, che a Brindisi non c’è nessun “laboratorio” e men  che meno un terzo polo così come è inteso nel resto d’Italia. O meglio: un laboratorio c’è, ma non “sperimenta” nulla di nuovo: la solita formula cattocomunista del PCI(che ora, se ho seguito bene tutti i passaggi, si chiama piddì) +udc (nel ruolo di utili idioti che già fù dei prodiani prima che i comunisti li inglobasero nel loro partito). Nulla più. Quindi, quale laboratorio? O non sa la situazione brindisina -e questo conferma la sua scar(sissim)a attitudine di seguire il partito in periferia (cosa che letteralmente devastò il CDU sotto la sua segreteria)- oppure la sa bene e fa finta di non saperla. E francamente non so quale delle due ipotesi sia meno tragica.

Forse nessuno gli ha spiegato che non si tratta di “piccole frizioni”: l’uddiccì qui non c’è più (e del resto una saletta semivuota per il Presidente del partito è cosa emblematica) e non perchè qualche capetto si è portato i suoi in altro partito creando una scissione: no, proprio non c’è, non esiste, n.p.

Quindi, ad ausilio del professore strabico (se ci legge): nessun “laboratorio”, e questo perchè quanto Ferrarese (e preciso: Ferrarese, non Ferrarese e Casini o Ferrarese e Buttiglione e/o altri leader nazionali, men che meno baffino sempre più schifato di tutto persino di sè stesso) creò nelle Provinciali di tre anni fa non esiste più. E rimasto il piddì (ultraspaccato e al 13-17%, fonte: i loro boss nei loro bollettini) e l’uddiccì nelle condizioni che abbiam già descritto. Più l’ottimo (e lo ripeto: ottimo. Ed onesto) Presidente della Provincia che però, per ovvi motivi, non può incidere più di tanto: si candidasse lui a guidare la città vincerebbe al primo turno(persino col piddì) ma il candidato non è lui. C’è di più: il candidato, chiunque esso sarà, rappresenterà -come detto- il PD spaccatissimo + UDC al ruolo di testimonianza. E Ferrarese non potrà far miracoli: “Noi Centro” è una civica al due, massimo tre per cento o forse 3,2. E il professor Buttiglione(foto d’archivio tratta da:www.ilpartitodellanazione.ning.com/ ) oggi avrà aggiunto non più di quattro voti, ad essere buoni. Mi fermo qui. Per ora.

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“Radicali Vergogna – Aboliamo I 10 Milioni Di Euro a Radio Radicale”

Cari amici, so che -come me-  siete particolarmente sensibili a certi temi. Ed allora vi riferisco di una Pagina esistente su Facebook. Ognuno si regoli come vuole: io, nel mio piccolo, faccio questa segnalazione:

"Radicali Vergogna - Aboliamo I 10 Milioni Di Euro a Radio Radicale"

E questo è l’indirizzo della pagina su facebook:

https://www.facebook.com/pages/Radicali-Vergogna-Aboliamo-I-10-Milioni-Di-Euro-a-Radio-Radicale/323634907661859?sk=wall&filter=1

Ed infine questo il nome della pagina: “Radicali Vergogna – Aboliamo I 10 Milioni Di Euro a Radio Radicale”

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Questo invece un articolo scritto da DANILO QUINTO, ex militante radicale che ben conosce i meccanismi attraverso i quali i radicali cercano i finanziamenti. E non scrive un pinco pallino qualunque ma una persona informata(informatissima) sui fatti: Danilo Quinto è stato il tesoriere dei radicali per diversi anni. Ecco le sue parole:

Iniziamo, con i nomi di Mario Baccini, Laura Bianconi, Luigi Bobba, Pierluigi Castagnetti, Renato Farina, Giuseppe Fioroni, Marco Follini, Maria Pia Garavaglia, Gero Grassi, Franco Marini, Savino Pezzotta, Eugenia Roccella, Gianfranco Rotondi. Vi chiederete perché questi nomi. Sono alcuni parlamentari cattolici – solo alcuni, l’elenco completo dei 568 deputati e senatori è disponibile sul sito di Radio Radicale – firmatari dell’appello che in questi mesi i radicali hanno fatto circolare al fine di ottenere la proroga della convenzione con lo Stato, decisa con la legge 28 ottobre 1994 n. 602, approvata con la legge 11 luglio 1998, n. 224, rinnovata nel 2001, 2004 – Governo Berlusconi – 2006  – Governo Prodi – 2009 Governo Berlusconi – ogni volta all’interno delle norme della legge finanziaria.

L’ultimo importo della convenzione prevedeva 9,9 milioni di euro l’anno per tre anni, fino al 31 dicembre 2011. Per il 2012, i radicali avevano già ottenuto tre milioni di euro dal “ddl stabilità” – l’ultimo atto del Governo Berlusconi – approvato nello scorso mese di novembre. Per il resto, ci avrebbe pensato il nuovo Governo, fu detto.

 

Così, Pannella aveva minacciato il 22 dicembre: “Domani si deciderà non dell’avvenire di Radio radicale, ma del servizio esclusivo che essa ha svolto gratuitamente per lustri, riuscendo a far conoscere, in un regime partitocratico che lo stava impedendo in modo assoluto, i dibattiti parlamentari e la realtà del Parlamento. La convenzione è stata sempre confermata. Adesso ci giunge notizia che pare che il governo dei tecnici stia per subire e far propria una scelta clamorosa. Adesso (non mi frega chi, forse la ragioneria dello Stato) dice che c’é un problema di soldi. Presidente della Repubblica, mi dispiace, ma questa classe dirigente aggrava ogni giorno di più il carattere letteralmente criminale della Repubblica italiana, che ha il sapore di radici fasciste e nazicomuniste. Stiamo attenti. Forse per qualcuno è bene che Radio Radicale non disturbi il monopolio di continuità fascista, comunista, anticostituzionale che è dominante nel nostro Paese. Ma mi auguro che in queste ore ci sia un soprassalto di decenza”.

 

In effetti, sono stati attenti e la decenza, quella che chiedeva Pannella, c’è stata. Il nuovo Governo – quello dei tecnici, dei banchieri, dei professori della Cattolica, del Presidente della Comunità di Sant’Egidio, dei cattolici riuniti a Todi e del Presidente della Repubblica – ci ha pensato. E bene.

 

Il decreto Milleproroghe, approvato dal Consiglio dei Ministri il 23 dicembre, ha previsto il rinnovo della Convenzione tra il Ministero dello Sviluppo Economico e il Centro di Produzione S.p.A., proprietaria di Radio Radicale, autorizzando la spesa di sette milioni di euro per l’anno 2012, che sarà coperta da una “riduzione dell’autorizzazione di spesa” degli stanziamenti previsti nella legge del 25 febbraio del 1987 N. 67, che rinnova la legge 416 sull’editoria. Meno soldi ai giornali, più soldi a Radio Radicale.

 

Sette milioni di euro più i tre ottenuti a inizio dicembre, fanno dieci. Per un solo anno. Più i quattro milioni di euro che Radio Radicale incassa ogni anno in base alla legge sull’editoria, in quanto organo della Lista Pannella. Quattordici milioni di euro, circa ventotto miliardi di vecchie lire. Sempre per un anno. Uno spreco che definire inutile è poco, nonostante la legge 11 luglio 1998, n. 224 dica che la convenzione è solo “provvisoria”, perché il servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari deve essere concesso alla Rai attraverso una rete radiofonica (in aggiunta alle tre esercitate in base all’atto di concessione) riservata esclusivamente a tale scopo. E la Rai, dal canto suo, ha iniziato la trasmissione delle sedute parlamentari attraverso Gr parlamento, così come le sedute parlamentari vengono trasmesse costantemente sui canali satellitari.

 

Radio Radicale, quindi, svolgerà ancora un servizio che questo Stato ritiene pubblico e essenziale: trasmettere le sedute di Camera e Senato e le commissioni parlamentari, per un tempo prefissato nella convenzione della sua programmazione giornaliera.

 

Ci inchiniamo davanti a questa scelta così lungimirante. Siamo davvero grati a questo Governo di non aver operato nessuna discontinuità rispetto al passato. Non dubitavamo, peraltro, che sarebbe andata a finire in questo modo, considerata la forza dirompente dei poteri trasversali che continueranno a consentire a Pannella e ai radicali, con il denaro di provenienza pubblica – nel tempo che intercorre tra la trasmissione di una seduta parlamentare e l’altra – d’infangare la Chiesa Cattolica con l’accusa di simonia, come la chiamano. Simonia, dal vocabolario Treccani, è definita “compravendita di cose sacre di natura spirituale (cioè sacramenti, indulgenze, consacrazione, ecc.) o anche di cose temporali che abbiano acquisito carattere sacro”. Resta anche tutto il tempo che serve per consolidare la distruzione dell’istituto familiare e il sacramento del matrimonio; chiedere allo Stato del Vaticano d’istituire una commissione d’inchiesta sulla questione della pedofilia all’interno della Chiesa; esaltare l’eutanasia e il suicidio assistito, in base al primato della libertà assoluta e del principio di autodeterminazione; far intendere che la verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi la si deve cercare all’interno delle mura vaticane; sostenere la necessità del matrimonio tra coppie dello stesso sesso, certamente in grado di educare e far crescere i bambini; invocare, con una operazione mistificatoria, peraltro sollecitata anche dalla massoneria, che anche la Chiesa paghi l’IMU sui suoi immobili e chiedere la revisione delle norme relativa all’otto per mille a favore della Chiesa; condurre le loro iniziative sulla procreazione assistita; definire un “grumo di cellule” la vita nascente; auspicare il “rientro dolce” dell’umanità, minacciata da una bomba demografica che non esiste; negare i principi del diritto naturale, i soli che possono salvare l’essere umano, così come l’abbiamo conosciuto da millenni a questa parte, da una modernità che lo sta mutando dal punto di vista antropologico; ascoltare cose analoghe a questa, ad esempio: “Nei giorni del Conclave andavo in piazza San Pietro con un cartello che invocava Giovanni XXIV o Francesco I. Ci hanno dato Ratzinger e ho sperato che il carisma lo trasformasse. Non è accaduto. Il Papa è espressione massima di un blocco di potere mai così forte. Ma è, al contrario, pressoché nulla la forza spirituale, etica, morale dell’attuale potere Vaticano e delle gerarchie ecclesiastiche anche presso il popolo dei fedeli, dei credenti, dei religiosi, delle altre comunità cristiane. Si rovescia ovunque uno tsunami di immenso potere, immagini faraonico-holliwoodiane, con scenografie che richiamano in modo preoccupante le immense manifestazioni popolari di tutti i regimi autoritari e totalitari. Dietro tutto questo si punta a conquistare e usare con violenza il ‘braccio mondano’ degli Stati, quelli democratici e di diritto, considerati come i veri, attuali nemici da piegare e sottomettere” (Marco Pannella, al Corriere della Sera, 26 giugno 2005).

 

Questo giornale ha documentato in questi mesi la vicenda della convenzione tra lo Stato e Radio Radicale, che oggi viene rinnovata ancora per un anno. L’ha fatto per una ragione di giustizia e perché non intendiamo piegarci ai ricatti di Pannella e soci. Non così evidentemente i parlamentari cattolici (ma anche giornalisti) che hanno sostenuto le ragioni dei radicali con il pretesto della difesa della libertà di stampa. Pura ipocrisia: abbiamo dimostrato più volte che il finanziamento di Radio radicale non c’entra nulla con la libertà di stampa, è solo una distorsione di fondi pubblici – le nostre tasse – a favore di un gruppo che non esita a ricorrere al ricatto pur di ottenere i propri scopi.

 

In realtà dietro il pretesto della libertà di stampa c’è solo la paura del potere ricattatorio di Pannella e dei radicali. Chissà cosa hanno da nascondere…

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-meno-soldi-ai-giornalipi-soldi-a-radio-radicale-4016.htm#.Tvzuhsg5PLM.facebook

MLF (Movimento dei liberi e forti) muove i primi passi

Da Luigi Cesaria, del Comitato Organizzativo, riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente Invito/Comunicato riguardante una importante e significativa iniziativa in programma venerdì 13 gennaio a Brindisi. Questo il testo completo della comunicazione:

 

MOVIMENTO DEI LIBERI E FORTI  –     M.L.F.

Roma,  lì 03/01/2012

AI   LIBERI E FORTI
   
Dopo il recente Forum dell’associazionismo cattolico impegnato nel mondo del lavoro, tenutosi a Todi (Pg), sul tema “La buona politica per il bene comune” nel corso del quale è stata ribadita l’importanza del ruolo dei cattolici nel sociale e nella politica, ti informiamo che si sta procedendo alla realizzazione di analoga iniziativa in terra di Brindisi nella giornata di venerdì 13 gennaio 2012, in funzione della disponibilità prestata in tale data dal nostro Arcivescovo S.E. Mons. Rocco Talucci.
    L’incontro vuole mettere a fuoco l’importanza dell’impegno civile del laicato cattolico che costituisce una ricchezza a disposizione del nostro territorio.
           Il tema dell’incontro sarà  “Dopo Todi – Riflessioni e Progetti” trattato in maniera approfondita dallo stesso Arcivescovo e dai relatori che saranno opportunamente invitati.
    L’appuntamento è per venerdi’ 13 gennaio 2012 alle ore 18.00 presso l’Auditorium del Museo M.A.P.R.I., piazza Duomo – Brindisi.
    Chiediamo una Vostra gentile e fattiva collaborazione per la riuscita di questo importante evento che ci vede in prima linea sul fronte dell’educazione sociale di quanti vorranno dedicarsi all’impegno politico secondo l’ottica cristiana del Bene Comune.

                        P.       Il Comitato organizzativo
                                    (Luigi CESARIA)