La Caritas di Milano e l’inferno: parla Suor Claudia Biondi

L’inferno? L’inferno non esiste. E’ solo una invenzione dei preti per spaventare le persone. L’inferno è solo una invenzione della chiesa cattolica. E se proprio esistesse sarebbe assolutamente vuoto. Quante volte abbiamo sentito queste parole o eresie del genere. Ed ogni volta ci mettiamo a pregare perchè l’ateo di turno (o il laicista, il radicale libertario anticattolico, la militante comunista o qualche barbone semiubriaco in sala d’aspetto) possa essere toccato nel suo cuore dalla Grazia di Dio ed aprire il suo cuore alla Verità di Cristo. Noi preghiamo, ma naturalmente è la persona che deve decidere di convertirsi: Dio ci lascia liberi ed ha il massimo rispetto della nostra libertà.

Certo sarebbe triste se non ci fosse una sana prospettiva ultraterrena: una vita di mero edonismo e ricerca di piaceri di ogni tipo, anche quelli più trasgressivi. Tanto vale -dicono- godersi la vita. Che poi non ho mai compreso dove sia il godimento nel peccato. Ad ogni modo, la Chiesa annuncia il Vangelo di Cristo ed i Comandamenti. L’ uomo nella sua libertà agisce come ritiene sia giusto e, spesso, arriva a pensare cose come quelle dette.

O come quella frase di inizio articolo. Solo che stupisce sentirla non dalla bocca di un libertino mangiapreti ma da una Suora. Si, suor Claudia Biondi, della Congregazione delle Suore Ausiliatrici delle Anime del Purgatorio. Una delle tante Congregazioni esistenti nel mondo. Le Ausiliatrici, fondate da una Francese, sono presenti anche in Italia. Hanno diversi istituti, fra cui a Milano. E la Responsabile della Caritas Ambrosiana (Area Rom Sinti) è proprio questa Suor Claudia che, pare, è proprio una sorta di istituzione ed un modello per tanti. Si occupa dell’Area Rom e Sinti nella Caritas della Diocesi di Milano sia coll’Arcivescovo Carlo Maria Martini ed ora con il Cardinale Dionigi Tettamanzi che è al timone della Diocesi che fù di Sant’Ambrogio e di San Carlo Borromeo. Certo, probabilmente questi ultimi due credevano al Vangelo ed al millenario Insegnamento della Chiesa riguardo ai Novissimi. Suor Claudia no. Lei è diversa, è un pò speciale. Una suora toscana un pò sui generis.

Ma ora basta parlare noi. Sentiamo quello che dice lei.

E riportiamo le parole di una intervista, pubblicata dal settimanale Donna Moderna nell’ottobre del 2008. L’intervista è condotta da Rosella Simone.

Buona lettura!

 

*Perché ancora oggi i maschi scelgono di pagare?

«I clienti sono trasversali per età, condizione sociale e cultura e sono milioni. Questo fenomeno evidenzia sia un disimpegno affettivo sia un impoverimento delle relazioni fra i generi. Forse anche per questo i clienti cercano ragazze sempre più giovani».

*Mi hanno raccontato che molti uomini vanno con loro per farsi rassicurare.

«In questi anni le donne italiane si sono ripensate attraverso percorsi di consapevolezza e di autocoscienza. Gli uomini, invece, non hanno messo in moto strumenti simili e hanno letto tutto questo solo come una perdita di potere. Il rapporto con la prostituta gli restituisce potere, anche se attraverso la mediazione del denaro».

*Che cosa si può fare?

«Applicare l’articolo 18 del Testo unico 286 per l’immigrazione, che è uno dei migliori in Europa in difesa di queste donne. Offre loro l’opportunità di lasciare la prostituzione, accedere a  percorsi di protezione e ottenere il permesso di soggiorno».

*Qual è il suo ordine suor Claudia?

«Le Ausiliatrici delle anime del purgatorio. Ha un carisma che è quello della liberazione dell’uomo».

*Perché chi è all’inferno non può essere aiutato?

«Non si preoccupi: l’inferno, se c’è, è vuoto».

Suor Claudia, l'amica delle prostitute

PREGHIAMO PER LA CHIESA

La Chiesa è sostenuta dalla potenza dello Spirito.

Ciò non ci esime dalla preghiera,

continua,

per Essa e soprattutto per il Sommo Pontefice.

Invochiamo la Vergine Santa

Mater Ecclesiae

perchè interceda presso il Signore

e

preghiamo, preghiamo,  PREGHIAMO!

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OMOFOBIA – Dibattito radiofonico con Buttiglione, Polledri, Costa, Pagano.

IMPORTANTE!
Cari amici,
stasera
Domenica 22 maggio 2011
alle ore 21.00 su Radio Maria
Tavola rotonda sulla legge sull’omofobia
che andrà in discussione alla Camera domani.

Intervengono: Roberto Marchesini e i deputati: Alessandro Pagano, Massimo Polledri, Rocco Buttiglione Enrico Costa

Modererà gli interventi il professore Marco INVERNIZZI.

Data l’importanza non perdetevi l’appuntamento e condividete fra i vostri amici.

 
 
RADIO MARIA può essere ascoltata anche tramite internet al sito web www.radiomaria.it
Inoltre si ricorda che E’ POSSIBILE INTERVENIRE telefonicamente in diretta.
Il numero telefonico è 031 610 610
 

Principi non negoziabili. Ma non solo. (Tornielli sulle parole di Benedetto XVI a Venezia)

Per noi sturziani – o estimatori di Sturzo, qualora non piacesse l’aggettivo- la questione dei principi non negoziabili è di primaria importanza. Alla stregua del grande Sacerdote calatino consideriamo il Magistero della Chiesa una “bussola” assolutamente utile ed imprescindibile nel nostro impegno politico, sia diretto che -ed è il caso di questo sito- indiretto. Spesso la Chiesa è tornata a ribadire l’importanza di tali principi, anche di recente. E sovente ha sollecitato l’impegno di “nuove generazioni di persone cattoliche” nell’àgone politico, ad esempio lo ha fatto autorevolmente il Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Ebbene, ancora più autorevolmente, nei giorni scorsi è intervenuto il Papa su tale tema. Molto acutamente, sulla “Bussola Quotidiana” di oggi, Andrea Tornielli ne riferisce e  dà una lettura delle parole di Benedetto XVI  davvero coinvolgente ed interessante. La ripropongo a tutti chè la ritengo di estrema importanza:

benedetto xvi a venezia.jpg

 

Sabato scorso, da Aquileia, culla dell’evangelizzazione del Nordest, Benedetto XVI è tornato a ripetere il suo invito all’impegno dei cristiani in politica.

Queste le sue parole: «Come attesta la lunga tradizione del cattolicesimo in queste regioni, continuate con energia a testimoniare l’amore di Dio anche con la promozione del “bene comune”: il bene di tutti e di ciascuno. Le vostre comunità ecclesiali hanno in genere un rapporto positivo con la società civile e con le diverse istituzioni. Continuate ad offrire il vostro contributo per umanizzare gli spazi della convivenza civile. Da ultimo, raccomando anche a voi, come alle altre Chiese che sono in Italia, l’impegno a suscitare una nuova generazione di uomini e donne capaci di assumersi responsabilità dirette nei vari ambiti del sociale, in modo particolare in quello politico. Esso ha più che mai bisogno di vedere persone, soprattutto giovani, capaci di edificare una “vita buona” a favore e al servizio di tutti. A questo impegno infatti non possono sottrarsi i cristiani, che sono pellegrini verso il cielo, ma che già vivono quaggiù un anticipo di eternità».

Vale la pena soffermarsi su questo invito. E chiedersi, anzitutto, perché il successore di Pietro continui a rivolgere questo pressante invito ai cattolici del nostro Paese. L’invito a impegnarsi nel sociale ma anche «in modo particolare» nella politica. Quella politica che il servo di Dio Paolo VI definì «la più alta forma di carità». Se un Papa teologo e non italiano qual è Ratzinger, insiste nell’appellarsi ai cristiani, soprattutto ai giovani, perché scelgano di impegnarsi in politica, ciò significa che la Chiesa ritiene insufficiente la presenza dei cattolici in questo ambito.

Dopo la fine della Democrazia cristiana, che i vescovi avevano cercato di tenere in vita fino all’ultimo, i cattolici si sono divisi e sono oggi presenti in più partiti nei due schieramenti. Sono passati nove anni dalla pubblicazione della Nota dottrinale «circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica», approvata da Giovanni Paolo II e firmata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, un documento nel quale si affermava: «Se il cristiano è tenuto ad “ammettere la legittima molteplicità e diversità delle opzioni temporali”, egli è ugualmente chiamato a dissentire da una concezione del pluralismo in chiave di relativismo morale, nociva per la stessa vita democratica, la quale ha bisogno di fondamenti veri e solidi, vale a dire, di principi etici che per la loro natura e per il loro ruolo di fondamento della vita sociale non sono “negoziabili”».

Il tema dei principi «non negoziabili» è stato ripreso più volte, dal Papa e dai vescovi italiani. Ed è diventato, sovente, terreno di scontro politico e in qualche caso di dibattito acceso anche tra gli stessi cattolici.

L’invito pressante di Benedetto XVI all’impegno in politica, però, sembra andare oltre. Il Papa infatti invita i giovani a edificare «una “vita buona” a favore e al servizio di tutti». Se i principi non negoziabili sono la base di partenza, sarebbe miope ridurre l’impegno dei cattolici esclusivamente alla difesa e alla promozione di quei principi. I cattolici sono infatti portatori di una cultura, di una visione dell’uomo e delle relazioni sociali, che non può facilmente essere ridotta o appiattita su certi modelli che oggi vanno per la maggiore in talune formazioni politiche.

C’è da riscoprire, insomma, la politica come servizio al bene comune: le emergenze etiche – come insegna Benedetto XVI nella Caritas in Veritate – sono anche emergenze sociali, ma l’impegno dei cristiani deve tornare a essere a 360 gradi, e ritrovare quell’ispirazione che ha reso i cattolici protagonisti di molte cruciali fasi della vita del nostro Paese.

testata La Bussola Quotidiana.gif

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-cattolici-in-politica-non-soloprincpi-non-negoziabili-1819.htm

Quanto bisogno della lezione di Sturzo nelle Pubbliche Amministrazioni!

immaginetta sturzo.jpgIl Servo di Dio don Luigi Sturzo (1871-1959) oltre ad essere stato il più grande politico italiano di sempre -anche se lui si schermiva con la celebre frase”io sono un Sacerdote, non un politico”- è stato anche un ottimo amministratore pubblico. Ha retto, infatti, con la carica di pro-sindaco la natìa Caltagirone. E lo ha fatto non per un anno o due.No. Ben quindici-anni-quindici. E ha lasciato il segno anche lì: ancora oggi i calatini lo ricordano e vanno giustamente fieri di lui. Nessuna stortura era possibile presso il comune di Caltagirone: Sturzo vigilava, conosceva, amava. Egli proprio da questa lunga esperienza di amministratore della cosa pubblica comprese bene quelli che erano (ed ancora oggi sono) i mali principali della politica: clientelismo, partitocrazia e sperpero di denaro pubblico. E Sturzo con la sua dolce tenacia ha sempre avversato tali storture e malcostumi: la diccì lo ignorò ed è finita come è finita. Molti politici ed amministratori locali “coperti” dal nobile Scudo Crociato (una idea di Sturzo) hanno compiuto nefandezze e storture senza numero. Pure nella nostra terra. Con la colpevole omertà sia delle opposizioni e sia dei cittadini stessi che, spesso, si sono svenduti per il biblico piatto di lenticchie. Di recente sta emergendo qualcosa, grazie alla presenza di uomini onesti ed integerrimi e nonostante la sordina immediatamente messa da tutte (o quasi) le testate, sarà tutto SCOPERCHIATO, tutto rivoltato come un calzino. Tutta la città -soprattutto i disoccupati brindisini onesti- finalmente avranno la conferma  di quanto già da tempo si conosce, purtroppo. E questo andazzo dovrà finire. I responsabili svergognati e, nel caso, puniti. ANDIAMO AVANTI, PERCHE LORO (si, loro) VOGLIONO TORNARE INDIETRO. Ma, è noto, la illegalità, il “crimine” non paga. E parimenti la onestà trionfa. Occorre solo avere pazienza e fiducia. Tutti i ciambotti perpetrati -che mai Sturzo avrebbe tollerato- saranno smascherati. La lezione di Sturzo prima o poi avrà i suoi effetti. E saranno devastanti, paradossalmente, proprio per molti di coloro che, negli anni, hanno “usato” Sturzo e il suo Scudo Crociato. La diccì non ha ancora fatto una seria autocritica nè, probabilmente, gli zombie viventi la faranno mai. Ma sia Augusto Del Noce che Eugenio Corti che lo stesso Sturzo hanno parlato e duramente ammonito. Peggio per chi non li ha ascoltati.

DAT, testate cattoliche et altro

safe_image.jpgTempi di agitazione e confusione. Prima una scossetta -derivante dal passaggio di alcune firme- e successivi strascichi di zolfo e silicio(ed un pò d’incenso, forse scaduto)- poi la nascita di alcune testate online, senza scordare -anzi!- la frammentazione (che  il fronte dei mangiapreti ancora non ha còlto.E meno male) della gallassia pro-life. E proprio riguardo ciò -ed in genere i temi eticamente sensibili, Avvenire, stando ad alcuni comunicati stampa da me ricevuti, avrebbe “perso la bussola“. Chiaro il riferimento al quotidiano online dove scrivono Messori, Invernizzi, Tornielli, Cammilleri, diretto da Riccardo Cascioli. E proprio un  editoriale di Cascioli (già al quotidiano edito dalla Nei) avrebbe rotto gli indugi e “ha lacerato l’imbarazzante velo di ignoranza che in questi mesi ha avvolto il dibattito interno al mondo cattolico sulle DAT” per riprendere le parole del Comitato Verità e Vita (nato da una costola del Mpv casiniano). Insomma, un bel pastrocchio. O forse un pasticciaccio, vedete voi. Io non faccio il mestieraccio (epperò neppure lavoro) ma deve essere abbastanza difficile di questi tempi occuparsi professionalmente delle cose di lassù. Ma, verrebbe da dire, almeno costoro percepiscono uno stipendio: pensiamo ai tanti fedeli disorientati da queste “battaglie” (vi prego di notare le virgolette!). Il quotidiano di riferimento -bisogna darne atto- prova a barcamenarsi e, da sempre, a dare spazio alle voci critiche. Ecco:ci  prova. Ma, per quanto lodevole il tentativo, non sempre si riesce. Ed ecco che l’ùmbro coll’accento toscano risponde, nel numero odierno, a Sara Fumagalli, Cordinatrice della Associazione Umanitaria Padana, manco fosse la casalinga di Voghera di turno. Emblematico il tono, lapidario il titolo (“Non pregiudizi, ma valori”). E spot finale (“A lei consiglio, invece, un semplice “esame” ovvero la lettura costante di Avvenire che evidentemente scorre solo di quando in quando”).  Non sappiamo se la Fumagalli ora incrementerà le vendite di Avvenire (ma magari il Direttore può attivare un abbonamento-dono…) ma non crediamo che la risposta sia stata soddisfacente. Di là dall’episodio -in fondo marginale- appena riportato è evidente una certa tensione. Verrebbe persino da dar la colpa al “giornale” che ha disarcionato Boffo, ma oramai è andata. Le testate si moltiplicano, si frammentano, le firme sugellano “patti” e noi, comuni fedeli, ci capiamo poco. Ovviamente per colpa nostra. Meno male che il Papa c’è.

cosimo de matteis

Si, Sturzo VIVE ancora!

servo di dio Don Luigi STURZO.jpgSturzo vive ancora, oggi più che mai. Ed il teatro delle sua gesta sono la sua Sicilia e la sua Caltagirone. Ciò avviene in modo ancora più intenso da quando è sorta la Fondazione Mons. Di Vincenzo e soprattutto da quando Salvatore Martinez, correggionale del più grande statista che l’italia abbia mai avuto, ha riscoperto Sturzo ed ha lavorato in tale direzione. Dopo l’evento dello scorso ottobre ecco un ulteriore straordinario progetto:

Ha preso il via ufficialmente il Progetto “Educazione alla Cittadinanza e Costituzione” siglato tra la Fondazione “Istituto di Promozione Umana Mons. Francesco Di Vincenzo» – Ente morale con personalità giuridica di diritto civile e ecclesiastico, nato in seno al Movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) – e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nell’ambito delle attività svolte dal “Polo di Eccellenza di Promozione Umana e della Solidarietà «Mario e Luigi Sturzo»”.

I beneficiari del Progetto, con una prima iniziativa pilota per l’anno scolastico 2011 – 2012, saranno gli studenti e gli insegnanti delle IV e V classi delle Scuole medie superiori provenienti da 5 regioni: Sicilia, Lazio, Campania, Lombardia e Veneto.

L’obiettivo è far comprendere alle nuove generazioni la rilevanza, l’attualità e l’attuabilità della Carta Costituzionale, riproponendo l’analisi degli elementi che ne sono struttura portante. L’idea progettuale è dare il segno di una Italia costruita con il sacrificio di tanti “eroi positivi” che, ancora oggi, possono essere esempio di passione civile per la democrazia alle nuove generazioni.

Gli studenti coinvolti nel Progetto saranno condotti a recuperare quelle “buone prassi sociali” che hanno fatto grandi figure come lo statista di Caltagirone Luigi Sturzo, il cui idealismo rivive nelle attività del Polo di Eccellenza Sturzo: il Fondo rurale storico con il suo Casale e la Casa Museo Sturzo nel Palazzo storico di città.

La presentazione del Progetto si è tenuta dalle h. 16 di lunedì 2 maggio e proseguirà fino alla sera di martedì 3 maggio presso il Casale del Fondo Sturzo, in contrada Russa dei Boschi, a Caltagirone. All’evento interverranno, tra gli altri: Salvatore Martinez, presidente della Fondazione Mons. Di Vincenzo e del RnS; Franco Pignataro, sindaco di Caltagirone; Patrizia Boretti, dirigente del MIUR; Gaspare Sturzo, magistrato e pronipote degli Sturzo; Eugenio Guccione, Università di Palermo; Stefania Aristei, Università di Modena; Vincenzo Di Natale, segretario generale della Fondazione Mons. Di Vincenzo; Giovanni Gucciardo, informatico della Fondazione Mons. Di Vincenzo.

L’emergenza educativa in atto – ha dichiarato il presidente Martinez – investe le nuove generazioni, orfane di ideali alti e di esperienze vere improntate al bene comune. Noi aspiriamo a formare i nuovi cittadini di questo primo secolo del terzo millennio, giovani capaci di costruire una nuova socialità inclusiva delle diversità e delle povertà, giovani capaci di rinnovata moralità e passione civile che tengano unita l’Italia e gli italiani. Inutile negarlo: cittadinanza e costituzione non reggono senza nuova moralità sociale e rinnovata passione civile! Noi riteniamo che la lezione del popolarismo sturziano possa ancora rappresentare la migliore scuola di vita nel tempo della crisi. Al termine dell’anno scolastico 2011-2012 i ragazzi delle cinque regioni coinvolti nelle tante iniziative sperimentali in cantiere, legate in special modo ai temi dell’ambiente, del disagio, della giustizia sociale, dell’economia sociale di mercato, della legalità, dell’intercultura, dell’Europa, verranno a visitare il Polo di Eccellenza Sturzo a Caltagirone. Condivideranno il frutto del loro impegno scolastico sul Progetto, così da tradurre le buone idee in buoni fatti”.

salvatore martinez.jpg

Mercoledì 4 maggio, alle ore 10.00, a conclusione della presentazione del Progetto “Educazione alla Cittadinanza e Costituzione” siglato tra la Fondazione “Istituto di Promozione Umana «Mons. Francesco Di Vincenzo»” – Ente morale con personalità giuridica di diritto civile e ecclesiastico, nato in seno al Movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) – e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nell’ambito delle attività svolte dal “Polo di Eccellenza di Promozione Umana e della Solidarietà «Mario e Luigi Sturzo»”, si svolgerà presso l’aeroporto di Catania un gesto particolarmente suggestivo: la posa di una targa in ceramica contenente un’iscrizione composta dal sacerdote e statista di Caltagirone, don Luigi Sturzo, 61 anni or sono.

L’iniziativa proposta dalla Fondazione “Mons. Francesco Di Vincenzo” è stata subito accolta e sostenuta dalla Società Aeroporto Catania, in testa dal presidente Gaetano Mancini.

La targa in ceramica misurerà mt 1.50 x 1.00, interamente realizzata e decorata a mano dai detenuti, ex detenuti e operatori del Fondo Sturzo nell’ambito delle iniziative proposte dal Polo di Eccellenza “Mario e Luigi Sturzo” in Caltagirone.

La targa sarà posizionata nell’area arrivi dello scalo aereo catanese. Raffigura il volto di don Luigi Sturzo e uno scorcio della Trinacria, che si staglia sul mare, contenente un augurio che il 25 dicembre 1950 don Sturzo rivolgeva ai catanesi e ai siciliani: “L’Aeroporto di Catania dovrà divenire un aeroporto internazionale, sia per i passeggeri che per le merci. Catania è il centro del turismo Eteneo, che comprenderà tutta la Sicilia orientale. Il turismo Etneo, se bene ideato, organizzato e sfruttato prenderà carattere mondiale e valorizzerà ancora di più tutta la Sicilia. Sac. Luigi Sturzo”.

Alla cerimonia presenzieranno il presidente della SAC, Gaetano Mancini; il presidente della Fondazione “Mons. Francesco Di Vincenzo”, Salvatore Martinez; mons. Umberto Pedi, vicario generale di Caltagirone; don Alfio Spampinato in rappresentanza dell’Arcidiocesi di Catania; il sindaco di Caltagirone, Francesco Pignataro; un rappresentante della Provincia regionale di Catania e dell’Amministrazione comunale di Catania, i direttori scolastici delle regioni Lombardia, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia coinvolti nel Progetto “Educazione alla Cittadinanza e Costituzione” che prenderà il via grazie al Polo di Eccellenza Sturzo per l’anno scolastico 2011 – 2012.

“Don Luigi Sturzo – ha dichiarato il presidente Martinez – fu un uomo di visione, un genio nell’intuire il primato della persona sui mercati, della società sullo stato, della famiglia su ogni altro corpo intermedio. Un profeta del bene comune ancora incompreso e inascoltato, che specie ai meridionali ricordava che senza sussidiarietà la solidarietà si farà solo assistenza, impoverendo le nuove generazioni. È in questa direzione che abbiamo pensato di porre una targa in ceramica all’interno dell’Aeroporto di Catania, sito strategico nel pensiero di Sturzo per lo sviluppo economico della Sicilia. Proprio perché realizzata da giovani che vivono un forte disagio sociale e che stanno esperimentando presso il Fondo e il Casale Sturzo la possibilità di una piena redenzione umana, questa targa in ceramica con l’effige e un pensiero del prete di Caltagirone rappresenterà un invito a non rassegnarsi nel tempo della crisi, un monito alla coscienza sociale dei catanesi e dei siciliani”.