martedì, 17 gennaio 2012
il volto di GESU' "Salvator mundi"
00:24
Scritto da: dematteiscosimo
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venerdì, 13 gennaio 2012
Buttiglione a Brindisi: un commento
Ho ascoltato le parole odierne di Buttiglione (che mi ha fortemente confermato nel mio giudizio su di lui: come sapete raramente mi sbaglio) e mi meraviglio che nessuno gli abbia spiegato, magari in tono soft, che a Brindisi non c'è nessun "laboratorio" e men che meno un terzo polo così come è inteso nel resto d'Italia. O meglio: un laboratorio c'è, ma non "sperimenta" nulla di nuovo: la solita formula cattocomunista del PCI(che ora, se ho seguito bene tutti i passaggi, si chiama piddì) +udc (nel ruolo di utili idioti che già fù dei prodiani prima che i comunisti li inglobasero nel loro partito). Nulla più. Quindi, quale laboratorio? O non sa la situazione brindisina -e questo conferma la sua scar(sissim)a attitudine di seguire il partito in periferia (cosa che letteralmente devastò il CDU sotto la sua segreteria)- oppure la sa bene e fa finta di non saperla. E francamente non so quale delle due ipotesi sia meno tragica.
Forse nessuno gli ha spiegato che non si tratta di "piccole frizioni": l'uddiccì qui non c'è più (e del resto una saletta semivuota per il Presidente del partito è cosa emblematica) e non perchè qualche capetto si è portato i suoi in altro partito creando una scissione: no, proprio non c'è, non esiste, n.p.
Quindi, ad ausilio del professore strabico (se ci legge): nessun "laboratorio", e questo perchè quanto Ferrarese (e preciso: Ferrarese, non Ferrarese e Casini o Ferrarese e Buttiglione e/o altri leader nazionali, men che meno baffino sempre più schifato di tutto persino di sè stesso) creò nelle Provinciali di tre anni fa non esiste più. E rimasto il piddì (ultraspaccato e al 13-17%, fonte: i loro boss nei loro bollettini) e l'uddiccì nelle condizioni che abbiam già descritto. Più l'ottimo (e lo ripeto: ottimo. Ed onesto) Presidente della Provincia che però, per ovvi motivi, non può incidere più di tanto: si candidasse lui a guidare la città vincerebbe al primo turno(persino col piddì) ma il candidato non è lui. C'è di più: il candidato, chiunque esso sarà, rappresenterà -come detto- il PD spaccatissimo + UDC al ruolo di testimonianza. E Ferrarese non potrà far miracoli: "Noi Centro" è una civica al due, massimo tre per cento o forse 3,2. E il professor Buttiglione(foto d'archivio tratta da:www.ilpartitodellanazione.ning.com/ ) oggi avrà aggiunto non più di quattro voti, ad essere buoni. Mi fermo qui. Per ora.
22:42
Scritto da: dematteiscosimo
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| Tag: buttiglione a brindisi: un commento, la visita del professor buttiglione, presidente nazionale dell'udc, a brindisi, brindisi, udc, incontro, museo provinciale, rocco buttiglione, cdu, incapacità a guidare il partito in periferia, pd spaccato, uddicci testimonianza, laboratorio fallito, politica, elezioni amministrative, venerdì 13 gennaio 2012, candidati sindaco a brindisi, campagna elettorale, terzo polo, fli, api, la destra, pri, mpa, io sud, pensionati e invalidi, adc, sel, sviluppo e lavoro, candidato sindaco, centrosinistra spaccato, notizie brindisine, idv-lista di pietro | OKNOtizie |
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giovedì, 12 gennaio 2012
"Radicali Vergogna - Aboliamo I 10 Milioni Di Euro a Radio Radicale"
Cari amici, so che -come me- siete particolarmente sensibili a certi temi. Ed allora vi riferisco di una Pagina esistente su Facebook. Ognuno si regoli come vuole: io, nel mio piccolo, faccio questa segnalazione:
E questo è l'indirizzo della pagina su facebook:
https://www.facebook.com/pages/Radicali-Vergogna-Aboliamo-I-10-Milioni-Di-Euro-a-Radio-Radicale/323634907661859?sk=wall&filter=1
Ed infine questo il nome della pagina: "Radicali Vergogna - Aboliamo I 10 Milioni Di Euro a Radio Radicale"
************************
Questo invece un articolo scritto da DANILO QUINTO, ex militante radicale che ben conosce i meccanismi attraverso i quali i radicali cercano i finanziamenti. E non scrive un pinco pallino qualunque ma una persona informata(informatissima) sui fatti: Danilo Quinto è stato il tesoriere dei radicali per diversi anni. Ecco le sue parole:
Iniziamo, con i nomi di Mario Baccini, Laura Bianconi, Luigi Bobba, Pierluigi Castagnetti, Renato Farina, Giuseppe Fioroni, Marco Follini, Maria Pia Garavaglia, Gero Grassi, Franco Marini, Savino Pezzotta, Eugenia Roccella, Gianfranco Rotondi. Vi chiederete perché questi nomi. Sono alcuni parlamentari cattolici - solo alcuni, l’elenco completo dei 568 deputati e senatori è disponibile sul sito di Radio Radicale - firmatari dell’appello che in questi mesi i radicali hanno fatto circolare al fine di ottenere la proroga della convenzione con lo Stato, decisa con la legge 28 ottobre 1994 n. 602, approvata con la legge 11 luglio 1998, n. 224, rinnovata nel 2001, 2004 - Governo Berlusconi - 2006 - Governo Prodi - 2009 Governo Berlusconi - ogni volta all’interno delle norme della legge finanziaria.
20:43
Scritto da: dematteiscosimo
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martedì, 10 gennaio 2012
MLF (Movimento dei liberi e forti) muove i primi passi
Da Luigi Cesaria, del Comitato Organizzativo, riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente Invito/Comunicato riguardante una importante e significativa iniziativa in programma venerdì 13 gennaio a Brindisi. Questo il testo completo della comunicazione:
MOVIMENTO DEI LIBERI E FORTI – M.L.F.
Roma, lì 03/01/2012
AI LIBERI E FORTI
Dopo il recente Forum dell’associazionismo cattolico impegnato nel mondo del lavoro, tenutosi a Todi (Pg), sul tema “La buona politica per il bene comune” nel corso del quale è stata ribadita l’importanza del ruolo dei cattolici nel sociale e nella politica, ti informiamo che si sta procedendo alla realizzazione di analoga iniziativa in terra di Brindisi nella giornata di venerdì 13 gennaio 2012, in funzione della disponibilità prestata in tale data dal nostro Arcivescovo S.E. Mons. Rocco Talucci.
L’incontro vuole mettere a fuoco l’importanza dell’impegno civile del laicato cattolico che costituisce una ricchezza a disposizione del nostro territorio.
Il tema dell’incontro sarà “Dopo Todi – Riflessioni e Progetti” trattato in maniera approfondita dallo stesso Arcivescovo e dai relatori che saranno opportunamente invitati.
L’appuntamento è per venerdi’ 13 gennaio 2012 alle ore 18.00 presso l’Auditorium del Museo M.A.P.R.I., piazza Duomo - Brindisi.
Chiediamo una Vostra gentile e fattiva collaborazione per la riuscita di questo importante evento che ci vede in prima linea sul fronte dell’educazione sociale di quanti vorranno dedicarsi all’impegno politico secondo l’ottica cristiana del Bene Comune.
P. Il Comitato organizzativo
(Luigi CESARIA)
14:31
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in INCONTRI/CONVEGNI | Link permanente | Commenti (0)
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lunedì, 09 gennaio 2012
COSIMO DE MATTEIS CANDIDATO SINDACO DI BRINDISI
21:45
Scritto da: dematteiscosimo
in BRINDISI CAPITALE D'ITALIA, POLITICA | Link permanente | Commenti (0)
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venerdì, 30 dicembre 2011
2012: le ideologie (r)esistono
La morte del parlamentare Mirko Tremaglia, già missino e ancora prima della “Repubblica di Salò” (epilogo tragicomico della dittatura liberticida dell’uomo di predappio) mi offrirebbe un comodissimo assist per parlare del fascismo. Ma non lo faccio. Almeno per ora. Sarebbe anche un modo per disquisire attorno alle ideologie illiberali e menzognere che sono tuttaltro che morte: esse sono vive e vegete. Spesso persino “mixate” fra loro (si pensi al c.d. “movimento ultras” che coniuga odio allo Stato, violenza squadrista ed avversione alla Legge in nome di una non meglio precisata anomia anarchica) sussistono: certo, probabilmente esse sono meno capillari e meno letali rispetto a quel relativismo sulfureo che sta devastando l’umanità. Tuttavia le ideologie persistono, anche nel 2012. E non solo in corea del nord o in cina: anche nell’occidente scristianizzato da una apostasia anch’essa (male)odorante di zolfo. Ma, come dicevo, non ne parlerò. Almeno ora. Vorrei però dire della mia chiara posizione rispetto a questi mostri che la ragione (slegata da tutto) ha generato. Lo dico perché mi è successo, in passato, di esser scambiato e persino etichettato come aderente a qualche ideologia. Ma si trattava di giudizi errati o, più spesso, di pregiudizi. I pregiudizi, come è noto, sono l’amaro “frutto” della ignoranza spesso contagiata da cattiveria ed infettata pure dalle stesse ideologie. Ed è così che, talora, son stato bollato come “fascista” ma mi è successo anche di peggio. Ebbene: io non solo non ho la minima simpatia per il regime mussoliniano ma non uso ipocriti “distinguo” –di cui poi parlerò- e dico: io sono un antifascista, convinto antifascista. E perché parlo delle ipocrite ambiguità linguistiche? Perché l’occidente c.d. “post-ideologico” –e la mia città ne fa parte- brulica di comunisti e di altre minoranze ideologiche non meno empie. E poiché costoro (spesso travestiti di ecologismo pacifista o di giustizialismo giacobino) sono falsi e menzogneri occorre pur che qualcuno, persino uno stupidotto come me, li “smascheri”. Essi sono ancora imbevuti di quelle fecali ideologie omicide, di là dal fatto se lo sappiano o lo siano in un modo subdolo. Di certo essi, anche dopo litri di alcol (anzi: soprattutto dopo litri di alcol) non diranno mai “io sono anticomunista” oppure “Stalin era un pericoloso assassino”. Fate la prova.Buon anno a tutti.
17:26
Scritto da: dematteiscosimo
in cronaca/attualità, LA VERITA', varie/chiarimenti | Link permanente | Commenti (0)
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domenica, 25 dicembre 2011
Santo Natale 2011
11:34
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martedì, 06 dicembre 2011
l'ISTITUTO LUIGI STURZO comunica / Dicembre 2011
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Area Formazione e Sviluppo Formazione europea. L'Istituto Luigi Sturzo promuove il corso Grundtvig "Cultural project management: how to transform ideas into innovative projects". Il corso si terrà dal 15 al 21 aprile 2012 e sarà anche occasione di scambio e confronto tra professionisti che operano nel settore a livello europeo. CREA.M. Il 19 dicembre presso l'Istituto Luigi Sturzo si svolgerà il primo meeting di partenariato del progetto "Creative blended mentoring for cultural managers", promosso nell'ambito del programma europeo LLP - Leonardo da Vinci - Sviluppo dell'Innovazione. Enkdist. Dal 23 al 25 novembre si è tenuto l'incontro di start up del progetto "European Network for Knowledge diffusion of DIgital StoryTelling" che ha l'obiettivo di realizzare la prima comunità di pratica e di apprendimento sulla metodologia legata allo storytelling digitale. De.TALES. Fino al 15 dicembre è possibile presentare domanda per partecipare al Workshop Grundtvig "European digital stories", organizzato dall'associazione ungherese Anthropolis nell'ambito del progetto De.Tales. Intanto ha preso il via, il 5 dicembre, il corso sul digital storytelling e sull'allargamento europeo rivolto a 14 mediatori museali organizzato con la collaborazione del Museo Civico di Zoologia ed Eccom. Building European Methods. Si è svolto ad Adana, in Turchia, il IV meeting di partenariato presso l'associazione Şakirpaşa Halk Eğitimi. Durante l'incontro ogni organizzazione partner del progetto ha scelto una buona pratica di insegnamento degli adulti da sperimentare nelle proprie attività formative.
Incontri con la storia, la sociologia e il diritto Premio Pirovano. Il 15 dicembre alle ore 15.00, in occasione del conferimento del Premio Desiderio Pirovano 2010, si terrà, presso l'Istituto Luigi Sturzo, la tavola rotonda sul tema "Missioni e colonialismo. Bilancio e prospettive della ricerca" .
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20:42
Scritto da: dematteiscosimo
in ISTITUTO LUIGI STURZO | Link permanente | Commenti (0)
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giovedì, 01 dicembre 2011
MIRACOLO a Tempera, in Abruzzo
Ognuno di noi ricorda bene il forte terremoto che colpì la nostra Nazione, in particolare l'Abruzzo e la Città di L'Aquila. Ci furono, purtroppo, molti morti, feriti e sfollati, in particolare nella Città Capoluogo. Se ricordate si parlò di alcuni minuscoli paesini interamente rasi al suolo. Quello più "famoso" è Onna, ma ve ne sono altri. Anche Tempera venne praticamente rasa al suolo dal sisma e, assieme alle case, non venne risparmiata dalla violenza delle scosse neppure la antica chiesa del paese. Ebbene, proprio a Tempera è avvenuto un fatto decisamente prodigioso. Durante gli interminabili lavori di ricostruzione, dall'enorme massa di macerie degli edifici completamente distrutti è stata estratta miracolosamente intatta ed illesa la Statua raffigurante Sant'Anna e la Vergine Maria. Ed è precisamente quella che vedete a corredo di questo articolo. Ognuno pensi quello che vuole. Anzi, sono certo che qualche inteliggentone penserà -e magari lo scrive nei commenti!- che non è per niente un miracolo ma un caso fortuito. E poi magari qualche altro genio dirà che “macchè miracolo….se Dio veramente esistesse non permetterebbe certe cose”. Ed il nostro Creatore deve sorbirsi pure queste frasi blasfeme e sacrileghe. Ad ogni modo, un fatto è certo: la Statua è intatta mentre il resto è tutto distrutto. Il Cielo ci “parla” anche in questi modi.
cosimo de matteis
03:23
Scritto da: dematteiscosimo
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venerdì, 25 novembre 2011
COSIMO DE MATTEIS MINACCIATO DAGLI ULTRA' BRINDISINI
Ricevo or ora, precisamente alle 22.50, la seguente minaccia -via telematica- da parte di uno dei "capi ultra" del Brindisi: è scritto testualmente: "apri li uecchi che prima o poi te li farò chiudere".
cosimo de matteis
23:02
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mercoledì, 23 novembre 2011
I COMPENSI DI ANTONIO BARGONE come COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO pubblicata da NO all'Autostrada su Colli e Laguna di Orbetello il giorno venerdì 10 dicembre 2010 alle ore 14.58
I COMPENSI DI ANTONIO BARGONE come COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO
I COMPENSI DI ANTONIO BARGONE come COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO PER LA REALIZZAZIONE DELL'AUTOSTRADA TIRRENICA
Pubblichiamo una pagina della delibera del Cipe 77 del 22-07-2010.
Questa delibera, pubblicata sulla Gazetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 16-10-2010, fu fatta immediatamente prima della delibera 78 del 22-07-2010, con cui lo stesso giorno il Cipe delibero' riguardo la revisione del piano economico-finanziario per la realizzazione dell'Autostrada Tirrenica).

https://www.facebook.com/notes/no-allautostrada-su-colli-e-laguna-di-orbetello/i-compensi-di-antonio-bargone-come-commissario-straordinario-del-governo/130268917035124
15:51
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venerdì, 18 novembre 2011
Quagliariello interviene al Senato, Sturzo plaude convinto.
Pubblichiamo l’intervento integrale a Palazzo Madama del vicepresidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello durante il dibattito sulla fiducia al governo Monti. Non da oggi conosciamo e stimiamo Quagliariello, ma riteniamo che in queste parole sia chiaramente ed efficacemente espressa la posizione ed il pensiero, autenticamente liberale ed autenticamente popolare, di milioni di italiani. Sturzo è lieto: il suo "grido" sopravvive.
Signor presidente, colleghi senatori, presidente del Consiglio, signori del governo,
non comprenderemmo gli eventi che ci hanno portato qui oggi se non li inquadrassimo nel drammatico contesto di una crisi internazionale, che troppo spesso invece è stata deformata dalla lettura strumentale e provinciale per volgerla contro un governo che ha fatto molto più di quanto in una situazione ordinaria sarebbe stato lecito attendersi, fino a sacrificare al bene comune l'interesse della propria parte.
Un governo che nel pieno della tempesta mondiale, col peso di un debito pubblico pesantissimo stratificato nei decenni, ha fatto registrare un tasso di disoccupazione al di sotto della media europea, ha moltiplicato gli sforzi e i risultati nella lotta all’evasione, ha investito nella salvaguardia della pace sociale; un governo che ha varato in poche settimane la più consistente manovra economica della storia repubblicana e ha gettato le basi per raggiungere nel 2013 il risultato storico del pareggio di bilancio.
Ecco, noi non ci aspettiamo che i colleghi che fino a ieri erano all'opposizione riconoscano tutto questo. Ci aspettiamo però una presa di distanza da quelle fallaci profezie che i fatti si sono incaricati di smentire, secondo le quali le dimissioni del presidente Berlusconi sarebbero valse 100, 200, 300 punti di spread. Per rendersi conto di quanto fossero strumentali quelle affermazioni non bisognava essere professori di economia: basta aprire il Televideo e leggere l’andamento dei mercati degli ultimi giorni.
Insomma, se non si valutasse la complessità di ciò che sta accadendo, non si spiegherebbe perché oggi a chiedere la fiducia a una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne sia un illustre italiano così consapevole del valore della sovranità popolare da rispondere appena tre anni fa, a chi gli chiedeva se sarebbe stato disponibile a guidare un governo tecnico: "E' sperabile che non accada mai. Spero che il sistema politico sia in grado di produrre governi politici con una maggioranza e un'opposizione".
La crisi che stiamo vivendo, signor Presidente, è globale. Essa affonda le sue radici nel divorzio tra economia reale ed economia virtuale che, innescatasi dall'altra parte dell'Atlantico, ha lasciato in eredità bolle speculative e fallimenti di banche che nemmeno gli Stati sovrani avevano gli strumenti e le possibilità di tenere sotto controllo. Era inevitabile che il terremoto attraversasse l'oceano, ma non appena ha raggiunto il Vecchio Continente ha trovato ad attenderlo una situazione che ha fatto della crisi europea qualcosa di più e di più grave di una crisi di rimbalzo: ne ha fatto l'epicentro di una crisi strutturale che sconta la debolezza di una moneta senza garanti e il mancato completamento di un percorso.
Signor presidente, qui siamo tutti europeisti ma proprio per questo siamo tenuti a dirci la verità. La nascita dell'Unione è stata soprattutto un metodo, il metodo di Jean Monnet: fissato di volta in volta un obbiettivo condiviso, gli stati aderenti avrebbero dovuto cedere via via una quota di sovranità, la minore possibile compatibile con il raggiungimento dello scopo prefissato. Questa dinamica, più volte ripetuta, avrebbe dovuto produrre un graduale e costante trasferimento di sovranità dagli Stati-nazione all’Unione europea.
L'ultima e più importante tappa di questo percorso si è posta dopo la caduta del Muro, con l'avvento della moneta unica. Ed è proprio sull'unificazione monetaria che il meccanismo si è inceppato. L'euro è nato, ma ben presto ha iniziato a soffrire per una compagnia troppo numerosa che celava, in realtà, uno stato di solitudine nonché la perdita di identità dell'Europa: una moneta unica priva del sostegno di una banca garante, e dipendente da diciassette governi nazionali non più disposti, nei fatti, a una lenta, graduale ma costante devoluzione di sovranità.
Non solo. L'andamento della crisi ha riverberato anche un altro carattere strutturale dell'Europa: la dualità fra Nord e Sud che è geografica ma anche geopolitica, economica e per certi versi esistenziale. La crisi finanziaria si è abbattuta dapprima su quelle economie più deboli dove lo Stato di diritto e il concetto stesso di regolamentazione erano più fragili, e dal bacino mediterraneo sta risalendo verso Nord. Non è un caso che sia stata così duramente colpita l'Italia che riflette al suo interno la stessa dualità. E non è un caso che questa stessa crisi stia mettendo a nudo le debolezze di quell'asse franco-tedesco che dopo aver rivendicato per decenni un ruolo di garante ora cerca di scaricare sugli altri i propri problemi.
E' in questo contesto che il presidente Berlusconi e il PdL hanno maturato la scelta, non imposta da alcun voto di sfiducia, di compiere un atto di responsabilità contribuendo alla nascita del suo governo: un atto sofferto ma convinto. Signor presidente del Consiglio, assai più che dai programmi a dire il vero ancora vaghi, il nostro giudizio sull'operato del governo dipenderà da quanto esso riuscirà a fare giorno dopo giorno di fronte alla crisi. Oggi lei deve sapere che i margini della nostra disponibilità sono ampi. D'altra parte, chi di fronte alla gravità di questa crisi non mostrasse ampi margini si comporterebbe da ideologo e non da politico. Invece, la nostra scelta di far nascere il suo governo, e persino quella di far sì che esso fosse composto da soli tecnici, è scelta tutta quanta politica.
Sappiamo bene che ci troviamo a un bivio. Da questa esperienza il giovane bipolarismo italiano potrà uscire decomposto, oppure la democrazia maggioritaria potrà risultare rinsaldata.
Molto dipenderà dal ruolo che le principali forze politiche decideranno di interpretare; dalla loro capacità di assumersi insieme la responsabilità di scelte dure ma ineluttabili in campo economico, di preservare al contempo una fisiologica dialettica parlamentare sui temi caratterizzanti le rispettive identità, e di portare a termine quelle riforme delle istituzioni e dei regolamenti che riescano ad aggiornare e a rafforzare il nostro bipolarismo.
Anche il nuovo attivismo politico dei cattolici, di cui questo governo è positiva espressione, deve rientrare in questo schema, respingendo le sirene nostalgiche di una riedizione della Dc, magari anche solo riveduta e corretta. Anche perché solo in questo solco, che oserei definire "ratzingeriano", potrà continuare a svilupparsi la collaborazione fra credenti e non credenti sul comune terreno di principi che sono parte costitutiva della nostra identità nazionale.
Concludo, signor Presidente. Siamo ben consapevoli che lungo questa strada ci sono dei rischi, e per noi il primo è quello di smarrire il rapporto con la Lega. Non ci illudiamo che la differente scelta di oggi possa non avere conseguenze, ma d'altra parte non dimentichiamo il percorso che la Lega ha fatto per integrare la sua forza popolare nelle istituzioni dello Stato-nazione e le riforme alle quali abbiamo lavorato insieme. Nell'ambito dell' azione parlamentare non intendiamo annullare tre anni e mezzo di collaborazione.
Si apre oggi una fase di incredibile vivacità politica. Paradossalmente, signor presidente del Consiglio, è un governo tecnico a suscitarla. E noi, proprio in nome della politica e della sua nobiltà, sosterremo il suo governo fin quando e fin dove la responsabilità che fin qui abbiamo dimostrato continuerà a consigliarcelo.
02:24
Scritto da: dematteiscosimo
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| Tag: gaetano quagliariello, senato, intervento sulla fiducia 17 novembre 2011, pdl, governo monti, senato della repubblica, popolare, liberale, popolarismo, popolarismo sturziano, don luigi sturzo, governo berlusconi, cosimo de matteis | OKNOtizie |
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giovedì, 17 novembre 2011
Radici cristiane e principi non negoziabili
E' l' ora di un vero partito conservatore
Come sempre quando avvengono rivolgimenti politici importanti si verificano scontri e terremoti al livello dei diversi poteri che organizzano la vita pubblica di una nazione.
Così è avvenuto in questi giorni in Italia con le dimissioni del governo Berlusconi e la nascita del nuovo governo presieduto dal presidente onorario dell’Università Bocconi e neo senatore a vita Mario Monti. Anche le sinistre hanno infatti percepito che stava per nascere un governo figlio della sconfitta politica di Berlusconi, ma non della loro vittoria. Cerco di spiegarmi.
Quello che è certo è la sconfitta, o comunque il difficile momento che stanno attraversando l’euro e gli Stati europei, o almeno alcuni e fra questi il nostro. L’Italia è stata così oggetto di un attacco speculativo internazionale sostenuto (o comunque non osteggiato) anche da governi che dovrebbero essere nostri alleati, come per esempio la Germania e soprattutto la Francia, che con la guerra in Libia è andata ben oltre una conflittualità finanziaria.
A questo punto si inserisce l’odio ad personam accumulato contro Silvio Berlusconi da forze politiche e poteri forti a quasi vent’anni dalla sua discesa in campo.
Il resto è cronaca. Di fronte a pressioni inaudite il Presidente del consiglio ha scelto di dimettersi senza essere mai stato sfiduciato in Parlamento e poi di collaborare con il “governo del Presidente” guidato da Mario Monti. Vedremo che cosa accadrà nei prossimi giorni. L’alleato del Popolo delle libertà nella coalizione al governo, la Lega nord, ha scelto diversamente, neppure partecipando all’incontro rituale con Monti e annunciando la riapertura del Parlamento del Nord.
Entrambe le scelte hanno delle ragioni comprensibili. La scelta leghista denuncia come in questo frangente sia stata “sospesa” la democrazia reale e sostituita da un “governo del Presidente della Repubblica” che piace ai vertici dell’Unione Europea, anche se è vero che la Costituzione prevede la possibilità di quanto avvenuto. La Lega sceglie dunque di denunciare l’accaduto anche se con metodi discutibili, come quello del Parlamento del Nord, oggettivamente imbarazzante per qualsiasi parlamentare del centro-destra eletto dall’Emilia in giù.
Berlusconi e il Pdl sembrano aver fatto un altro ragionamento, quello di realizzare una tregua, condizionando il governo nascente in modo che non venga egemonizzato dalle sinistre e dal Terzo Polo: “Se volete i nostri voti in Parlamento – questo è il ragionamento – dovete tener conto anche del nostro pensiero nella costituzione e nelle scelte del nuovo governo”. Vedremo a breve se il ragionamento era fondato.
Questa creatura politica va salvaguardata a ogni costo perché per vent’anni ha costituito un argine contro il tentativo di introdurre una ulteriore aggressione alle radici cristiane dell’Italia, soprattutto per quanto riguarda la difesa dei principi non negoziabili. Per rendersene conto basta confrontare la nostra legislazione in tema di vita e famiglia con quelle dei principali paesi europei.
Mi sembra assolutamente fuorviante presentare Berlusconi come la sintesi di tutto il “soggettivismo etico” diffuso in Italia a partire dagli anni Sessanta, come scrive su La Stampa di ieri il sociologo Giuseppe De Rita. Il suo comportamento privato e il suo conclamato anarchismo rispetto ai valori non hanno certamente contribuito a farne un modello di uomo politico esemplare per chi, come noi, ha a cuore soprattutto la promozione dei principi non negoziabili. Ma De Rita può insegnare a tutti noi che bisogna distinguere la liberazione della società dall’invadenza dello Stato (il liberalismo proclamato e purtroppo non attuato da Berlusconi), dal soggettivismo etico, cioè dal rifiuto e dalla lotta contro l’esistenza di principi sorgivi per il bene comune e dunque non negoziabili. Attribuire anche questo a Berlusconi suona veramente paradossale.
14:39
Scritto da: dematteiscosimo
in LA RETTA DOTTRINA, POLITICA | Link permanente | Commenti (0)
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lunedì, 14 novembre 2011
Il Governo Monti
Riporto integralmente l'articolo odierno apparso su "La Bussola Quotidiana" scritto dal Direttore della Testata, Riccardo Cascioli. Va da sè che ne condivido in tutto e per tutto il contenuto. Il titolo originale è "Viva la tecnica" ed è una lucidissima analisi della delicata fase politica.(c.d.)
Alla fine è andata come noi non volevamo andasse. Invece che puntare subito alle elezioni anticipate anche il Pdl si è piegato al governo “tecnico”: incarico a Mario Monti, già oggi forse avremo i nomi dei ministri. Secondo le previsioni già oggi dovremmo vedere i primi effetti benefici della soluzione, con l’affievolirsi degli attacchi speculativi sull’Italia.
Rimane però il fatto che quella in cui siamo entrati è una fase di sospensione della democrazia, perché un governo viene praticamente imposto senza che sia mai stato votato dal popolo.
Lo dimostra il fatto che anche le forze politiche in Parlamento più ostili alla soluzione tecnica, alla fine hanno piegato la testa scendendo a più miti consigli.
Ma soprattutto dobbiamo notare che alla base di questa soluzione alla crisi politica ci sono due menzogne enormi che meritano di essere messe in rilievo.
La prima è che un “governo tecnico” sia neutro, funzioni cioè come un idraulico o un elettricista: c’è un guasto, arriva il tecnico e lo aggiusta. In questo caso tra un tecnico e l’altro – a parte l’accuratezza del lavoro e il prezzo – non è che ci siano grandi differenze. Il guasto è quello, la strada per ripararlo è praticamente obbligata. Con il governo Monti ci si è comportati allo stesso modo, tanto è vero che nessuno gli ha chiesto nemmeno il programma, che cosa intenda fare, le forze in parlamento gli hanno dato il via libera prima ancora che proferisse una parola. Ma l’economia non è così: per il lavoro da fare un tecnico non vale l’altro, perché ogni scelta economica dipende da una visione dell’uomo, del lavoro, della società e perfino di Dio. Peraltro finora al ministero dell’Economia – in questo come nei governi passati – si sono sempre seduti dei “tecnici”, il che non ci ha impedito di arrivare sull’orlo del baratro. In effetti, non solo le scelte economiche dipendono da qualcosa che viene prima, ma c’è anche il fatto che l’economia non è una scienza esatta. Tanto è vero che nessun economista aveva previsto la crisi che oggi ci troviamo a vivere e basta dare un’occhiata a diversi giornali per capire quante idee diverse tra loro abbiano i cosiddetti “tecnici”.
Questo fatto rende ancora più grave la scelta al buio di un governo “tecnico” senza che si dica con chiarezza cosa si vuole fare, fosse anche la realizzazione pedissequa di quanto contenuto nella lettera della Bce.
La seconda menzogna è legata alla prima: è vero che la crisi economica è grave e certamente è sulla politica economica che si richiede la massima concentrazione, ma un economista a capo dell’esecutivo dà l’idea che l’economia sia praticamente l’unica occupazione vera del governo. Ma se Monti dovrà governare due anni, ammesso che avrà pure successo in economia, cosa intende fare in materia di giustizia, di scuola, di bioetica, di sanità e così via? Il sospetto che con la scusa dei tecnici vengano fatte passare altre misure, in campi diversi dall’economia, che non sarebbero mai potute passare con il governo appena dimesso, è più che lecito. E anche se così non fosse resta un errore di prospettiva identificare l’attività di un governo con la sua politica economica. Per quanto l’economia sia importante essa non può occupare tutto l’orizzonte della nostra vita sociale.
Un ultimo aspetto ci conferma nella preoccupazione per questo passaggio: sabato abbiamo visto anche il volto peggiore dell’Italia, con manifestazioni di odio e violenza che dovrebbero farci vergognare di fronte al mondo ben più del bunga bunga. Purtroppo è un volto che periodicamente si manifesta nella nostra storia: probabilmente i mercati non ne terranno conto, ma di certo indica un atteggiamento davanti alla realtà più teso alla distruzione che alla costruzione.
http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-viva-la-tecnica-3608.htm
18:26
Scritto da: dematteiscosimo
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venerdì, 11 novembre 2011
Un Sacerdote fedele : padre Livio Fanzaga, scolopio
Oggi, il Sacerdote bergamasco Padre Livio Fanzaga -appartenente alla Congregazione degli Scolopi fondati dallo spagnolo San Giuseppe Calasanzio- compie 71 anni. E' infatti nato l'undici novembre del 1940 a Dalmine, nei pressi del Brembo. Il nome di Padre Livio è indissolubilmente legato a Radio Maria, l'emittente radiofonica di cui è Direttore e brillante conduttore. A sua volta Radio Maria -oggi presente in oltre sessanta nazioni con trasmissioni in lingua originale- è uno dei "frutti" piu importanti delle apparizioni della Vergine Santa a Medjugorje, il villaggio croato dove la Madre di Dio ha voluto fosse il "centro spirituale del mondo"secondo la nota espressione del Beato Giovanni Paolo Magno.
Padre Livio è autore di una trentina di pubblicazioni: in alcuni casi si tratta di veri e propri best seller: si pensi a "Il Falsario", "La Donna e il drago", "La Firma di Maria". Padre Livio scrive in un modo godibilissimo e chiaro. E del resto chi lo segue per radio -e sono milioni gli ascoltatori quotidiani di Radio Maria- ben conosce la sua determinazione e la sua incisività unite ad una straordinaria cultura -è laureato in Filosofia e Teologia oltre agli studi per accedere al Presbiterato- che però non fà minimamente pesare tale che ogni persana, qualunque grado di scolarità abbia, non ha la minima difficoltà a seguire le sue trasmissioni.
Caratteristica ulteriore di Padre Livio Fanzaga è la sua assoluta fedeltà al Magistero della Chiesa: e tale ortodossia "pretende" da tutti i conduttori di Radio Maria. Del resto in tempi di assoluto sbandamento dottrinale, con Testate cattoliche che divergono da quello che è l'Insegnamento del Papa, Radio Maria è diventata sempre più un "faro" per milioni di cattolici (spesso vittime di "violenze" ideologiche perpetrate anche da ecclesiastici che deformano il Vangelo e sfigurano la Persona di Gesù Cristo Figlio di Dio).
Tanti auguri, gentile Padre Livio: sò di interpretare il sentimento di tanti. E per questo le dico "ad multos annos!" e ribadisco quel che disse mia madre allorquando "scoprì" Radio Maria -attorno al 1987-1988, quindi quasi agli albòri quando si erano diradate le nebbie ed allontanate le insidie- quasi per caso (stava girando la manopolo alla ricerca di una emittente locale). Ebbene disse "Radio Maria salverà il mondo". Quando avremo superato il tempo dei dieci segreti e saremo giunti nella "Civiltà dell'amore" allora si comprenderà la portata di una espressione che può apparire esagerata.
cosimo de matteis
00:05
Scritto da: dematteiscosimo
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