martedì, 17 gennaio 2012

il volto di GESU' "Salvator mundi"

il volto di GESU' "Salvator mundi"

venerdì, 13 gennaio 2012

Buttiglione a Brindisi: un commento

Ho ascoltato le parole odierne di Buttiglione (che mi ha fortemente confermato nel mio giudizio su di lui: come sapete raramente mi sbaglio) e mi meraviglio che nessuno gli abbia spiegato, magari in tono soft, che a Brindisi non c'è nessun "laboratorio" e men  che meno un terzo polo così come è inteso nel resto d'Italia. O meglio: un laboratorio c'è, ma non "sperimenta" nulla di nuovo: la solita formula cattocomunista del PCI(che ora, se ho seguito bene tutti i passaggi, si chiama piddì) +udc (nel ruolo di utili idioti che già fù dei prodiani prima che i comunisti li inglobasero nel loro partito). Nulla più. Quindi, quale laboratorio? O non sa la situazione brindisina -e questo conferma la sua scar(sissim)a attitudine di seguire il partito in periferia (cosa che letteralmente devastò il CDU sotto la sua segreteria)- oppure la sa bene e fa finta di non saperla. E francamente non so quale delle due ipotesi sia meno tragica.

Forse nessuno gli ha spiegato che non si tratta di "piccole frizioni": l'uddiccì qui non c'è più (e del resto una saletta semivuota per il Presidente del partito è cosa emblematica) e non perchè qualche capetto si è portato i suoi in altro partito creando una scissione: no, proprio non c'è, non esiste, n.p.

Quindi, ad ausilio del professore strabico (se ci legge): nessun "laboratorio", e questo perchè quanto Ferrarese (e preciso: Ferrarese, non Ferrarese e Casini o Ferrarese e Buttiglione e/o altri leader nazionali, men che meno baffino sempre più schifato di tutto persino di sè stesso) creò nelle Provinciali di tre anni fa non esiste più. E rimasto il piddì (ultraspaccato e al 13-17%, fonte: i loro boss nei loro bollettini) e l'uddiccì nelle condizioni che abbiam già descritto. Più l'ottimo (e lo ripeto: ottimo. Ed onesto) Presidente della Provincia che però, per ovvi motivi, non può incidere più di tanto: si candidasse lui a guidare la città vincerebbe al primo turno(persino col piddì) ma il candidato non è lui. C'è di più: il candidato, chiunque esso sarà, rappresenterà -come detto- il PD spaccatissimo + UDC al ruolo di testimonianza. E Ferrarese non potrà far miracoli: "Noi Centro" è una civica al due, massimo tre per cento o forse 3,2. E il professor Buttiglione(foto d'archivio tratta da:www.ilpartitodellanazione.ning.com/ ) oggi avrà aggiunto non più di quattro voti, ad essere buoni. Mi fermo qui. Per ora.

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giovedì, 12 gennaio 2012

"Radicali Vergogna - Aboliamo I 10 Milioni Di Euro a Radio Radicale"

Cari amici, so che -come me-  siete particolarmente sensibili a certi temi. Ed allora vi riferisco di una Pagina esistente su Facebook. Ognuno si regoli come vuole: io, nel mio piccolo, faccio questa segnalazione:

"Radicali Vergogna - Aboliamo I 10 Milioni Di Euro a Radio Radicale"

E questo è l'indirizzo della pagina su facebook:

https://www.facebook.com/pages/Radicali-Vergogna-Aboliamo-I-10-Milioni-Di-Euro-a-Radio-Radicale/323634907661859?sk=wall&filter=1

Ed infine questo il nome della pagina: "Radicali Vergogna - Aboliamo I 10 Milioni Di Euro a Radio Radicale"

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Questo invece un articolo scritto da DANILO QUINTO, ex militante radicale che ben conosce i meccanismi attraverso i quali i radicali cercano i finanziamenti. E non scrive un pinco pallino qualunque ma una persona informata(informatissima) sui fatti: Danilo Quinto è stato il tesoriere dei radicali per diversi anni. Ecco le sue parole:

Iniziamo, con i nomi di Mario Baccini, Laura Bianconi, Luigi Bobba, Pierluigi Castagnetti, Renato Farina, Giuseppe Fioroni, Marco Follini, Maria Pia Garavaglia, Gero Grassi, Franco Marini, Savino Pezzotta, Eugenia Roccella, Gianfranco Rotondi. Vi chiederete perché questi nomi. Sono alcuni parlamentari cattolici - solo alcuni, l’elenco completo dei 568 deputati e senatori è disponibile sul sito di Radio Radicale - firmatari dell’appello che in questi mesi i radicali hanno fatto circolare al fine di ottenere la proroga della convenzione con lo Stato, decisa con la legge 28 ottobre 1994 n. 602, approvata con la legge 11 luglio 1998, n. 224, rinnovata nel 2001, 2004 - Governo Berlusconi - 2006  - Governo Prodi - 2009 Governo Berlusconi - ogni volta all’interno delle norme della legge finanziaria.

L’ultimo importo della convenzione prevedeva 9,9 milioni di euro l’anno per tre anni, fino al 31 dicembre 2011. Per il 2012, i radicali avevano già ottenuto tre milioni di euro dal “ddl stabilità” - l’ultimo atto del Governo Berlusconi - approvato nello scorso mese di novembre. Per il resto, ci avrebbe pensato il nuovo Governo, fu detto.

 

Così, Pannella aveva minacciato il 22 dicembre: “Domani si deciderà non dell’avvenire di Radio radicale, ma del servizio esclusivo che essa ha svolto gratuitamente per lustri, riuscendo a far conoscere, in un regime partitocratico che lo stava impedendo in modo assoluto, i dibattiti parlamentari e la realtà del Parlamento. La convenzione è stata sempre confermata. Adesso ci giunge notizia che pare che il governo dei tecnici stia per subire e far propria una scelta clamorosa. Adesso (non mi frega chi, forse la ragioneria dello Stato) dice che c’é un problema di soldi. Presidente della Repubblica, mi dispiace, ma questa classe dirigente aggrava ogni giorno di più il carattere letteralmente criminale della Repubblica italiana, che ha il sapore di radici fasciste e nazicomuniste. Stiamo attenti. Forse per qualcuno è bene che Radio Radicale non disturbi il monopolio di continuità fascista, comunista, anticostituzionale che è dominante nel nostro Paese. Ma mi auguro che in queste ore ci sia un soprassalto di decenza”.

 

In effetti, sono stati attenti e la decenza, quella che chiedeva Pannella, c’è stata. Il nuovo Governo - quello dei tecnici, dei banchieri, dei professori della Cattolica, del Presidente della Comunità di Sant’Egidio, dei cattolici riuniti a Todi e del Presidente della Repubblica - ci ha pensato. E bene.

 

Il decreto Milleproroghe, approvato dal Consiglio dei Ministri il 23 dicembre, ha previsto il rinnovo della Convenzione tra il Ministero dello Sviluppo Economico e il Centro di Produzione S.p.A., proprietaria di Radio Radicale, autorizzando la spesa di sette milioni di euro per l’anno 2012, che sarà coperta da una “riduzione dell'autorizzazione di spesa” degli stanziamenti previsti nella legge del 25 febbraio del 1987 N. 67, che rinnova la legge 416 sull'editoria. Meno soldi ai giornali, più soldi a Radio Radicale.

 

Sette milioni di euro più i tre ottenuti a inizio dicembre, fanno dieci. Per un solo anno. Più i quattro milioni di euro che Radio Radicale incassa ogni anno in base alla legge sull’editoria, in quanto organo della Lista Pannella. Quattordici milioni di euro, circa ventotto miliardi di vecchie lire. Sempre per un anno. Uno spreco che definire inutile è poco, nonostante la legge 11 luglio 1998, n. 224 dica che la convenzione è solo “provvisoria”, perché il servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari deve essere concesso alla Rai attraverso una rete radiofonica (in aggiunta alle tre esercitate in base all'atto di concessione) riservata esclusivamente a tale scopo. E la Rai, dal canto suo, ha iniziato la trasmissione delle sedute parlamentari attraverso Gr parlamento, così come le sedute parlamentari vengono trasmesse costantemente sui canali satellitari.

 

Radio Radicale, quindi, svolgerà ancora un servizio che questo Stato ritiene pubblico e essenziale: trasmettere le sedute di Camera e Senato e le commissioni parlamentari, per un tempo prefissato nella convenzione della sua programmazione giornaliera.

 

Ci inchiniamo davanti a questa scelta così lungimirante. Siamo davvero grati a questo Governo di non aver operato nessuna discontinuità rispetto al passato. Non dubitavamo, peraltro, che sarebbe andata a finire in questo modo, considerata la forza dirompente dei poteri trasversali che continueranno a consentire a Pannella e ai radicali, con il denaro di provenienza pubblica - nel tempo che intercorre tra la trasmissione di una seduta parlamentare e l’altra - d’infangare la Chiesa Cattolica con l’accusa di simonia, come la chiamano. Simonia, dal vocabolario Treccani, è definita “compravendita di cose sacre di natura spirituale (cioè sacramenti, indulgenze, consacrazione, ecc.) o anche di cose temporali che abbiano acquisito carattere sacro”. Resta anche tutto il tempo che serve per consolidare la distruzione dell’istituto familiare e il sacramento del matrimonio; chiedere allo Stato del Vaticano d’istituire una commissione d’inchiesta sulla questione della pedofilia all’interno della Chiesa; esaltare l’eutanasia e il suicidio assistito, in base al primato della libertà assoluta e del principio di autodeterminazione; far intendere che la verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi la si deve cercare all’interno delle mura vaticane; sostenere la necessità del matrimonio tra coppie dello stesso sesso, certamente in grado di educare e far crescere i bambini; invocare, con una operazione mistificatoria, peraltro sollecitata anche dalla massoneria, che anche la Chiesa paghi l’IMU sui suoi immobili e chiedere la revisione delle norme relativa all’otto per mille a favore della Chiesa; condurre le loro iniziative sulla procreazione assistita; definire un “grumo di cellule” la vita nascente; auspicare il “rientro dolce” dell’umanità, minacciata da una bomba demografica che non esiste; negare i principi del diritto naturale, i soli che possono salvare l’essere umano, così come l’abbiamo conosciuto da millenni a questa parte, da una modernità che lo sta mutando dal punto di vista antropologico; ascoltare cose analoghe a questa, ad esempio: "Nei giorni del Conclave andavo in piazza San Pietro con un cartello che invocava Giovanni XXIV o Francesco I. Ci hanno dato Ratzinger e ho sperato che il carisma lo trasformasse. Non è accaduto. Il Papa è espressione massima di un blocco di potere mai così forte. Ma è, al contrario, pressoché nulla la forza spirituale, etica, morale dell'attuale potere Vaticano e delle gerarchie ecclesiastiche anche presso il popolo dei fedeli, dei credenti, dei religiosi, delle altre comunità cristiane. Si rovescia ovunque uno tsunami di immenso potere, immagini faraonico-holliwoodiane, con scenografie che richiamano in modo preoccupante le immense manifestazioni popolari di tutti i regimi autoritari e totalitari. Dietro tutto questo si punta a conquistare e usare con violenza il ‘braccio mondano’ degli Stati, quelli democratici e di diritto, considerati come i veri, attuali nemici da piegare e sottomettere” (Marco Pannella, al Corriere della Sera, 26 giugno 2005).

 

Questo giornale ha documentato in questi mesi la vicenda della convenzione tra lo Stato e Radio Radicale, che oggi viene rinnovata ancora per un anno. L’ha fatto per una ragione di giustizia e perché non intendiamo piegarci ai ricatti di Pannella e soci. Non così evidentemente i parlamentari cattolici (ma anche giornalisti) che hanno sostenuto le ragioni dei radicali con il pretesto della difesa della libertà di stampa. Pura ipocrisia: abbiamo dimostrato più volte che il finanziamento di Radio radicale non c'entra nulla con la libertà di stampa, è solo una distorsione di fondi pubblici - le nostre tasse - a favore di un gruppo che non esita a ricorrere al ricatto pur di ottenere i propri scopi.

 

In realtà dietro il pretesto della libertà di stampa c'è solo la paura del potere ricattatorio di Pannella e dei radicali. Chissà cosa hanno da nascondere...

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-meno-soldi-ai-giornalipi-soldi-a-radio-radicale-4016.htm#.Tvzuhsg5PLM.facebook

martedì, 10 gennaio 2012

MLF (Movimento dei liberi e forti) muove i primi passi

Da Luigi Cesaria, del Comitato Organizzativo, riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente Invito/Comunicato riguardante una importante e significativa iniziativa in programma venerdì 13 gennaio a Brindisi. Questo il testo completo della comunicazione:

 

MOVIMENTO DEI LIBERI E FORTI  –     M.L.F.

Roma,  lì 03/01/2012


AI   LIBERI E FORTI
   
Dopo il recente Forum dell’associazionismo cattolico impegnato nel mondo del lavoro, tenutosi a Todi (Pg), sul tema “La buona politica per il bene comune” nel corso del quale è stata ribadita l’importanza del ruolo dei cattolici nel sociale e nella politica, ti informiamo che si sta procedendo alla realizzazione di analoga iniziativa in terra di Brindisi nella giornata di venerdì 13 gennaio 2012, in funzione della disponibilità prestata in tale data dal nostro Arcivescovo S.E. Mons. Rocco Talucci.
    L’incontro vuole mettere a fuoco l’importanza dell’impegno civile del laicato cattolico che costituisce una ricchezza a disposizione del nostro territorio.
           Il tema dell’incontro sarà  “Dopo Todi – Riflessioni e Progetti” trattato in maniera approfondita dallo stesso Arcivescovo e dai relatori che saranno opportunamente invitati.
    L’appuntamento è per venerdi’ 13 gennaio 2012 alle ore 18.00 presso l’Auditorium del Museo M.A.P.R.I., piazza Duomo - Brindisi.
    Chiediamo una Vostra gentile e fattiva collaborazione per la riuscita di questo importante evento che ci vede in prima linea sul fronte dell’educazione sociale di quanti vorranno dedicarsi all’impegno politico secondo l’ottica cristiana del Bene Comune.

                        P.       Il Comitato organizzativo
                                    (Luigi CESARIA)

lunedì, 09 gennaio 2012

COSIMO DE MATTEIS CANDIDATO SINDACO DI BRINDISI

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venerdì, 30 dicembre 2011

2012: le ideologie (r)esistono

La morte del parlamentare Mirko Tremaglia, già missino e ancora prima della “Repubblica di Salò” (epilogo tragicomico della dittatura liberticida dell’uomo di predappio)  mi offrirebbe un comodissimo assist per parlare del fascismo. Ma non lo faccio. Almeno per ora. Sarebbe anche un modo per disquisire attorno alle ideologie illiberali e menzognere che sono tuttaltro che morte: esse sono vive e vegete. Spesso persino “mixate” fra loro (si pensi al c.d. “movimento ultras” che coniuga odio allo Stato, violenza squadrista ed avversione alla Legge in nome di una non meglio precisata anomia anarchica) sussistono: certo, probabilmente esse sono meno capillari e meno letali rispetto a quel relativismo sulfureo che sta devastando l’umanità. Tuttavia le ideologie persistono, anche nel 2012. E non solo in corea del nord o in cina: anche nell’occidente scristianizzato da una apostasia anch’essa (male)odorante di zolfo. Ma, come dicevo, non ne parlerò. Almeno ora. Vorrei però dire della mia chiara posizione rispetto a questi mostri che la ragione (slegata da tutto) ha generato. Lo dico perché mi è successo, in passato, di esser scambiato e persino etichettato come aderente a qualche ideologia. Ma si trattava di giudizi errati o, più spesso, di pregiudizi. I pregiudizi, come è noto, sono l’amaro “frutto” della ignoranza spesso contagiata da cattiveria ed infettata pure dalle stesse ideologie. Ed è così che, talora, son stato bollato come “fascista” ma mi è successo anche di peggio. Ebbene: io non solo non ho la minima simpatia per il regime mussoliniano ma non uso ipocriti “distinguo” –di cui poi parlerò- e dico: io sono un antifascista, convinto antifascista. E perché parlo delle ipocrite ambiguità linguistiche? Perché l’occidente c.d. “post-ideologico” –e la mia città ne fa parte- brulica di comunisti e di altre minoranze ideologiche non meno empie. E poiché costoro (spesso travestiti di ecologismo pacifista o di giustizialismo giacobino) sono falsi e menzogneri occorre pur che qualcuno, persino uno stupidotto come me, li “smascheri”. Essi sono ancora imbevuti di quelle fecali ideologie omicide, di là dal fatto se lo sappiano o lo siano in un modo subdolo. Di certo essi, anche dopo litri di alcol (anzi: soprattutto dopo litri di alcol) non diranno mai “io sono anticomunista” oppure “Stalin era un pericoloso assassino”. Fate la prova.Buon anno a tutti.

domenica, 25 dicembre 2011

Santo Natale 2011

Buon Natale a tutti voi!

cosimo de matteis

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martedì, 06 dicembre 2011

l'ISTITUTO LUIGI STURZO comunica / Dicembre 2011

 

l'ISTITUTO LUIGI STURZO comunica / Dicembre 2011, ISTITUTO LUIGI STURZO ROMA, PARTITO POPOLARE STURZIANO, COSIMO DE MATTEIS, FONDATORE DEL PARTITO POPOLARE STURZIANO

 

 

Area Formazione e Sviluppo 

Strumenti per la Cultura.  Dal 6 febbraio al 15 marzo 2012 si terrà il corso "Progettazione e Management di eventi culturali". Giunta alla sua IV edizione, l'iniziativa formativa è arricchita dall'attività di stage finalizzato all'inserimento lavorativo dei partecipanti. Scadenza iscrizioni 23 gennaio 2012.
http://www.sturzo.it/site/it-IT/Menu_principale/Avvisi/avvisi/strumentinovembre2011.html

Formazione europea. L'Istituto Luigi Sturzo promuove il corso Grundtvig "Cultural project management: how to transform ideas into innovative projects". Il corso si terrà dal 15 al 21 aprile 2012 e sarà anche occasione di scambio e confronto tra professionisti che operano nel settore a livello europeo.

Progetti europei

CREA.M. Il 19 dicembre presso l'Istituto Luigi Sturzo si svolgerà il primo meeting di partenariato del progetto "Creative blended mentoring for cultural managers", promosso nell'ambito del programma europeo LLP - Leonardo da Vinci - Sviluppo dell'Innovazione.
http://www.sturzo.it/site/it-IT/Menu_principale/Area_formazione_e_sviluppo/Progetti_in_corso/Progetti_in_corso/cream.html

Enkdist. Dal 23 al 25 novembre si è tenuto l'incontro di start up del progetto "European Network for Knowledge diffusion of DIgital StoryTelling" che ha l'obiettivo di realizzare la prima comunità di pratica e di apprendimento sulla metodologia legata allo storytelling digitale.
http://www.sturzo.it/site/it-IT/Menu_principale/Area_formazione_e_sviluppo/Progetti_in_corso/Progetti_in_corso/enkdist.html

De.TALES. Fino al 15 dicembre è possibile presentare domanda per partecipare al Workshop Grundtvig "European digital stories", organizzato dall'associazione ungherese Anthropolis nell'ambito del progetto De.Tales. Intanto ha preso il via, il 5 dicembre, il corso sul digital storytelling e sull'allargamento europeo rivolto a 14 mediatori museali organizzato con la collaborazione del Museo Civico di Zoologia ed Eccom.
http://www.sturzo.it/site/it-IT/Menu_principale/Area_formazione_e_sviluppo/Progetti_in_corso/Progetti_in_corso/detales.html

Building European Methods. Si è svolto ad Adana, in Turchia, il IV meeting di partenariato presso l'associazione Şakirpaşa Halk Eğitimi. Durante l'incontro ogni organizzazione partner del progetto ha scelto una buona pratica di insegnamento degli adulti da sperimentare nelle proprie attività formative.
http://europeanmethods.blogspot.com//

http://www.sturzo.it/site/it-IT/Menu_principale/Area_formazione_e_sviluppo/Progetti_in_corso/Progetti_in_corso/grundtvig.html

 

 

Incontri con la storia, la sociologia e il diritto

Premio Pirovano. Il 15 dicembre alle ore 15.00, in occasione del conferimento del Premio Desiderio Pirovano 2010, si terrà, presso l'Istituto Luigi Sturzo, la  tavola rotonda sul tema "Missioni e colonialismo. Bilancio e prospettive della ricerca" .
http://www.sturzo.it/site/it-IT/Menu_principale/Agenda/archivio_agenda/pirovano2011.html



 

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Istituto Luigi Sturzo
Via delle Coppelle, 35
Tel. 06.68.40.421
Fax 06.68.40.42.44
e-mail. webmanager@sturzo.it

giovedì, 01 dicembre 2011

MIRACOLO a Tempera, in Abruzzo

miracolo,statua,terremoto,statua madonna sant'anna,tempera,paesino distrutto,evento prodigioso,statua miracolosamente illesa,trovata nelle macerie statua intatta,dio,il cielo ci parla,cosimo de matteisOgnuno di noi ricorda bene il forte terremoto che colpì la nostra Nazione, in particolare l'Abruzzo e la Città  di L'Aquila. Ci furono, purtroppo, molti morti, feriti e sfollati, in particolare nella Città Capoluogo. Se ricordate si parlò di alcuni minuscoli paesini interamente rasi al suolo. Quello più "famoso" è Onna, ma ve ne sono altri. Anche Tempera venne praticamente rasa al suolo dal sisma e, assieme alle case, non venne risparmiata dalla violenza delle scosse neppure la antica chiesa del paese. Ebbene, proprio a Tempera è avvenuto un fatto decisamente prodigioso. Durante gli interminabili lavori di ricostruzione, dall'enorme massa di macerie degli edifici completamente distrutti è stata estratta miracolosamente intatta ed illesa la Statua raffigurante Sant'Anna e la Vergine Maria. Ed è precisamente quella che vedete a corredo di questo articolo. Ognuno pensi quello che vuole. Anzi, sono certo che qualche inteliggentone penserà -e magari lo scrive nei commenti!- che non è per niente un miracolo ma un caso fortuito. E poi magari qualche altro genio dirà che “macchè miracolo….se Dio veramente esistesse non permetterebbe certe cose”. Ed il nostro Creatore deve sorbirsi pure queste frasi blasfeme e sacrileghe. Ad ogni modo, un fatto è certo: la Statua è intatta mentre il resto è tutto distrutto. Il Cielo ci “parla” anche in questi modi.

 

cosimo de matteis

venerdì, 25 novembre 2011

COSIMO DE MATTEIS MINACCIATO DAGLI ULTRA' BRINDISINI

Ricevo or ora, precisamente alle 22.50, la seguente minaccia -via telematica- da parte di uno dei "capi ultra" del Brindisi: è scritto testualmente: "apri li uecchi che prima o poi te li farò chiudere".

cosimo de matteis

mercoledì, 23 novembre 2011

I COMPENSI DI ANTONIO BARGONE come COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO pubblicata da NO all'Autostrada su Colli e Laguna di Orbetello il giorno venerdì 10 dicembre 2010 alle ore 14.58

Abbiam trovato questa cosa qui su facebook e la pubblichiamo così come attualmente compare ( https://www.facebook.com/notes/no-allautostrada-su-colli-e-laguna-di-orbetello/i-compensi-di-antonio-bargone-come-commissario-straordinario-del-governo/130268917035124 ). Aggiungiamo che si parla di lui come possibile Sottosegretario dell'Esecutivo tecnico
 
 

 

I COMPENSI DI ANTONIO BARGONE come COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO

 
 
 
pubblicata da NO all'Autostrada su Colli e Laguna di Orbetello il giorno venerdì 10 dicembre 2010 alle ore 14.58

I COMPENSI DI ANTONIO BARGONE come COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO PER LA REALIZZAZIONE DELL'AUTOSTRADA TIRRENICA

 

Pubblichiamo una pagina della delibera del Cipe 77 del 22-07-2010.

 

Questa delibera, pubblicata sulla Gazetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 16-10-2010, fu fatta  immediatamente prima della delibera 78 del 22-07-2010, con cui lo stesso giorno il Cipe delibero' riguardo la revisione del piano economico-finanziario per la realizzazione dell'Autostrada Tirrenica).

 

 

 

https://www.facebook.com/notes/no-allautostrada-su-colli-e-laguna-di-orbetello/i-compensi-di-antonio-bargone-come-commissario-straordinario-del-governo/130268917035124

 

venerdì, 18 novembre 2011

Quagliariello interviene al Senato, Sturzo plaude convinto.

gaetano quagliariello, Pubblichiamo l’intervento integrale a Palazzo Madama del vicepresidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello durante il dibattito sulla fiducia al governo Monti. Non da oggi conosciamo e stimiamo Quagliariello, ma riteniamo che in queste parole sia chiaramente ed efficacemente espressa la posizione ed il pensiero, autenticamente liberale ed autenticamente popolare, di milioni di italiani. Sturzo è lieto: il suo "grido" sopravvive.


Signor presidente, colleghi senatori, presidente del Consiglio, signori del governo,

non comprenderemmo gli eventi che ci hanno portato qui oggi se non li inquadrassimo nel drammatico contesto di una crisi internazionale, che troppo spesso invece è stata deformata dalla lettura strumentale e provinciale per volgerla contro un governo che ha fatto molto più di quanto in una situazione ordinaria sarebbe stato lecito attendersi, fino a sacrificare al bene comune l'interesse della propria parte.

 

Un governo che nel pieno della tempesta mondiale, col peso di un debito pubblico pesantissimo stratificato nei decenni, ha fatto registrare un tasso di disoccupazione al di sotto della media europea, ha moltiplicato gli sforzi e i risultati nella lotta all’evasione, ha investito nella salvaguardia della pace sociale; un governo che ha varato in poche settimane la più consistente manovra economica della storia repubblicana e ha gettato le basi per raggiungere nel 2013 il risultato storico del pareggio di bilancio.

Ecco, noi non ci aspettiamo che i colleghi che fino a ieri erano all'opposizione riconoscano tutto questo. Ci aspettiamo però una presa di distanza da quelle fallaci profezie che i fatti si sono incaricati di smentire, secondo le quali le dimissioni del presidente Berlusconi sarebbero valse 100, 200, 300 punti di spread. Per rendersi conto di quanto fossero strumentali quelle affermazioni non bisognava essere professori di economia: basta aprire il Televideo e leggere l’andamento dei mercati degli ultimi giorni.

Insomma, se non si valutasse la complessità di ciò che sta accadendo, non si spiegherebbe perché oggi a chiedere la fiducia a una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne sia un illustre italiano così consapevole del valore della sovranità popolare da rispondere appena tre anni fa, a chi gli chiedeva se sarebbe stato disponibile a guidare un governo tecnico: "E' sperabile che non accada mai. Spero che il sistema politico sia in grado di produrre governi politici con una maggioranza e un'opposizione".

La crisi che stiamo vivendo, signor Presidente, è globale. Essa affonda le sue radici nel divorzio tra economia reale ed economia virtuale che, innescatasi dall'altra parte dell'Atlantico, ha lasciato in eredità bolle speculative e fallimenti di banche che nemmeno gli Stati sovrani avevano gli strumenti e le possibilità di tenere sotto controllo. Era inevitabile che il terremoto attraversasse l'oceano, ma non appena ha raggiunto il Vecchio Continente ha trovato ad attenderlo una situazione che ha fatto della crisi europea qualcosa di più e di più grave di una crisi di rimbalzo: ne ha fatto l'epicentro di una crisi strutturale che sconta la debolezza di una moneta senza garanti e il mancato completamento di un percorso.

Signor presidente, qui siamo tutti europeisti ma proprio per questo siamo tenuti a dirci la verità. La nascita dell'Unione è stata soprattutto un metodo, il metodo di Jean Monnet: fissato di volta in volta un obbiettivo condiviso, gli stati aderenti avrebbero dovuto cedere via via una quota di sovranità, la minore possibile compatibile con il raggiungimento dello scopo prefissato. Questa dinamica, più volte ripetuta, avrebbe dovuto produrre un graduale e costante trasferimento di sovranità dagli Stati-nazione all’Unione europea.

L'ultima e più importante tappa di questo percorso si è posta dopo la caduta del Muro, con l'avvento della moneta unica. Ed è proprio sull'unificazione monetaria che il meccanismo si è inceppato. L'euro è nato, ma ben presto ha iniziato a soffrire per una compagnia troppo numerosa che celava, in realtà, uno stato di solitudine nonché la perdita di identità dell'Europa: una moneta unica priva del sostegno di una banca garante, e   dipendente da diciassette governi nazionali non più disposti, nei fatti, a una lenta, graduale ma costante devoluzione di sovranità.

Non solo. L'andamento della crisi ha riverberato anche un altro carattere strutturale dell'Europa: la dualità fra Nord e Sud che è geografica ma anche geopolitica, economica e per certi versi esistenziale. La crisi finanziaria si è abbattuta dapprima su quelle economie più deboli dove lo Stato di diritto e il concetto stesso di regolamentazione erano più fragili, e dal bacino mediterraneo sta risalendo verso Nord. Non è un caso che sia stata così duramente colpita l'Italia che riflette al suo interno la stessa dualità. E non è un caso che questa stessa crisi stia mettendo a nudo le debolezze di quell'asse franco-tedesco che dopo aver rivendicato per decenni un ruolo di garante ora cerca di scaricare sugli altri i propri problemi.

E' in questo contesto che il presidente Berlusconi e il PdL hanno maturato la scelta, non imposta da alcun voto di sfiducia, di compiere un atto di responsabilità contribuendo alla nascita del suo governo: un atto sofferto ma convinto. Signor presidente del Consiglio, assai più che dai programmi a dire il vero ancora vaghi, il nostro giudizio sull'operato del governo dipenderà da quanto esso riuscirà a fare giorno dopo giorno di fronte alla crisi. Oggi lei deve sapere che i margini della nostra disponibilità sono ampi. D'altra parte, chi di fronte alla gravità di questa crisi non mostrasse ampi margini si comporterebbe da ideologo e non da politico. Invece, la nostra scelta di far nascere il suo governo, e persino quella di far sì che esso fosse composto da soli tecnici, è scelta tutta quanta politica.

Sappiamo bene che ci troviamo a un bivio. Da questa esperienza il giovane bipolarismo italiano potrà uscire decomposto, oppure la democrazia maggioritaria potrà risultare rinsaldata.

Molto dipenderà dal ruolo che le principali forze politiche decideranno di interpretare; dalla loro capacità di assumersi insieme la responsabilità di scelte dure ma ineluttabili in campo economico, di preservare al contempo una fisiologica dialettica parlamentare sui temi caratterizzanti le rispettive identità, e di portare a termine quelle riforme delle istituzioni e dei regolamenti che riescano ad aggiornare e a rafforzare il nostro bipolarismo.

Anche il nuovo attivismo politico dei cattolici, di cui questo governo è positiva espressione, deve rientrare in questo schema, respingendo le sirene nostalgiche di una riedizione della Dc, magari anche solo riveduta e corretta. Anche perché solo in questo solco, che oserei definire "ratzingeriano", potrà continuare a svilupparsi la collaborazione fra credenti e non credenti sul comune terreno di principi che sono parte costitutiva della nostra identità nazionale.

Concludo, signor Presidente. Siamo ben consapevoli che lungo questa strada ci sono dei rischi, e per noi il primo è quello di smarrire il rapporto con la Lega. Non ci illudiamo che la differente scelta di oggi possa non avere conseguenze, ma d'altra parte non dimentichiamo il percorso che la Lega ha fatto per integrare la sua forza popolare nelle istituzioni dello Stato-nazione e le riforme alle quali abbiamo lavorato insieme. Nell'ambito dell' azione parlamentare non intendiamo annullare tre anni e mezzo di collaborazione.

Si apre oggi una fase di incredibile vivacità politica. Paradossalmente, signor presidente del Consiglio, è un governo tecnico a suscitarla. E noi, proprio in nome della politica e della sua nobiltà, sosterremo il suo governo fin quando e fin dove la responsabilità che fin qui abbiamo dimostrato continuerà a consigliarcelo.

 

Roma, 17 Novembre 2011

giovedì, 17 novembre 2011

Radici cristiane e principi non negoziabili

SERVO DI DIO DON LUIGI STURZO

E' l' ora di un vero partito conservatore

di Marco Invernizzi (*)
 

 


Come sempre quando avvengono rivolgimenti politici importanti si verificano scontri e terremoti al livello dei diversi poteri che organizzano la vita pubblica di una nazione.

Così è avvenuto in questi giorni in Italia con le dimissioni del governo Berlusconi e la nascita del nuovo governo presieduto dal presidente onorario dell’Università Bocconi e neo senatore a vita Mario Monti. Anche le sinistre hanno infatti percepito che stava per nascere un governo figlio della sconfitta politica di Berlusconi, ma non della loro vittoria. Cerco di spiegarmi.

 

Il terremoto politico italiano nasce da un complesso conflitto geopolitico internazionale in una stagione che vede la fine della supremazia americana sul mondo dopo la fine dell’Unione sovietica (1991) e il successivo emergere di Paesi “forti” e in progressivo sviluppo che fino ad allora erano rimasti in secondo piano davanti al grande e predominante conflitto fra l’Est e l’Ovest del mondo, la cosiddetta “guerra fredda” (1945-1989). Poco importa in questa sede indicare gli attori e gli eventuali vincitori di questo complicato conflitto peraltro in corso, ma importa invece avere presente il quadro internazionale, che ci permette di intuire qualcosa anche di quanto accaduto in Italia.
Quello che è certo è la sconfitta, o comunque il difficile momento che stanno attraversando l’euro e gli Stati europei, o almeno alcuni e fra questi il nostro. L’Italia è stata così oggetto di un attacco speculativo internazionale sostenuto (o comunque non osteggiato) anche da governi che dovrebbero essere nostri alleati, come per esempio la Germania e soprattutto la Francia, che con la guerra in Libia è andata ben oltre  una conflittualità finanziaria.

A questo punto si inserisce l’odio ad personam accumulato contro Silvio Berlusconi da forze politiche e poteri forti a quasi vent’anni dalla sua discesa in campo.
Il resto è cronaca. Di fronte a pressioni inaudite il Presidente del consiglio ha scelto di dimettersi senza essere mai stato sfiduciato in Parlamento e poi di collaborare con il “governo del Presidente” guidato da Mario Monti. Vedremo che cosa accadrà nei prossimi giorni. L’alleato del Popolo delle libertà nella coalizione al governo, la Lega nord, ha scelto diversamente, neppure partecipando all’incontro rituale con Monti e annunciando la riapertura del Parlamento del Nord.

Entrambe le scelte hanno delle ragioni comprensibili. La scelta leghista denuncia come in questo frangente sia stata “sospesa” la democrazia reale e sostituita da un “governo del Presidente della Repubblica” che piace ai vertici dell’Unione Europea, anche se è vero che la Costituzione prevede la possibilità di quanto avvenuto. La Lega sceglie dunque di denunciare l’accaduto anche se con metodi discutibili, come quello del Parlamento del Nord, oggettivamente imbarazzante per qualsiasi parlamentare del centro-destra eletto dall’Emilia in giù.

Berlusconi e il Pdl sembrano aver fatto un altro ragionamento, quello di realizzare una tregua, condizionando il governo nascente in modo che non venga egemonizzato dalle sinistre e dal Terzo Polo: “Se volete i nostri voti in Parlamento – questo è il ragionamento – dovete tener conto anche del nostro pensiero nella costituzione e nelle scelte del nuovo governo”. Vedremo a breve se il ragionamento era fondato.

 

Su La Bussola sono già apparse diverse opinioni a proposito di questa scelta. Personalmente sabato scorso ero a Milano ad ascoltare Ferrara, Feltri e Sallusti e istintivamente avrei difeso l’eventuale scelta di Berlusconi per l’opposizione e dunque per lo scontro deciso con tutti i poteri italiani e non solo. Ma Berlusconi ha scelto diversamente. Probabilmente ha compreso che la partita era comunque perduta e si poteva soltanto cercare di limitare i danni.

 

Quello che però mi pare molto importante oggi è il futuro della creazione politica di Berlusconi, il Pdl. Sempre sulla Bussola abbiamo scritto del partito conservatore, delle sue caratteristiche, del fatto che non c’è mai stato nella storia politica italiana e che invece, in qualche modo, con mille difetti, proprio Berlusconi è riuscito a dargli vita a partire dal 1994, unendo insieme tutte le forze politiche che si riconoscono in alcuni valori fondamentali seppure partendo da filoni culturali diversi, ma in qualche modo legati all’identità italiana e ostili alle diverse ideologie della sinistra.

Questa creatura politica va salvaguardata a ogni costo perché per vent’anni ha costituito un argine contro il tentativo di introdurre una ulteriore aggressione alle radici cristiane dell’Italia, soprattutto per quanto riguarda la difesa dei principi non negoziabili. Per rendersene conto basta confrontare la nostra legislazione in tema di vita e famiglia con quelle dei principali paesi europei.

Mi sembra assolutamente fuorviante presentare Berlusconi come la sintesi di tutto il “soggettivismo etico” diffuso in Italia a partire dagli anni Sessanta, come scrive su La Stampa di ieri il sociologo Giuseppe De Rita. Il suo comportamento privato e il suo conclamato anarchismo rispetto ai valori non hanno certamente contribuito a farne un modello di uomo politico esemplare per chi, come noi, ha a cuore soprattutto la promozione dei principi non negoziabili. Ma De Rita può insegnare a tutti noi che bisogna distinguere la liberazione della società dall’invadenza dello Stato (il liberalismo proclamato e purtroppo non attuato da Berlusconi), dal soggettivismo etico, cioè dal rifiuto e dalla lotta contro l’esistenza di principi sorgivi per il bene comune e dunque non negoziabili. Attribuire anche questo a Berlusconi suona veramente paradossale.

 
(*)Articolo pubblicato nel numero odierno de "La Bussola Quotidiana"

lunedì, 14 novembre 2011

Il Governo Monti

Riporto integralmente l'articolo odierno apparso su "La Bussola Quotidiana" scritto dal Direttore della Testata, Riccardo Cascioli. Va da sè che ne condivido in tutto e per tutto il contenuto. Il titolo originale è "Viva la tecnica" ed è una lucidissima analisi della delicata fase politica.(c.d.)


Alla fine è andata come noi non volevamo andasse. Invece che puntare subito alle elezioni anticipate anche il Pdl si è piegato al governo “tecnico”: incarico a Mario Monti, già oggi forse avremo i nomi dei ministri. Secondo le previsioni già oggi dovremmo vedere i primi effetti benefici della soluzione, con l’affievolirsi degli attacchi speculativi sull’Italia.

Rimane però il fatto che quella in cui siamo entrati è una fase di sospensione della democrazia, perché un governo viene praticamente imposto senza che sia mai stato votato dal popolo. partito popolare sturziano, don sturzo, sturzo e monti, il governo monti, la bussola quotidiana, il governo monti, mario monti, riccardo cascioli, politica, governo monti, viva la tecnica, cosimo de matteisLo dimostra il fatto che anche le forze politiche in Parlamento più ostili alla soluzione tecnica, alla fine hanno piegato la testa scendendo a più miti consigli.

 Ma soprattutto dobbiamo notare che alla base di questa soluzione alla crisi politica ci sono due menzogne enormi che meritano di essere messe in rilievo.

La prima è che un “governo tecnico” sia neutro, funzioni cioè come un idraulico o un elettricista: c’è un guasto, arriva il tecnico e lo aggiusta. In questo caso tra un tecnico e l’altro – a parte l’accuratezza del lavoro e il prezzo – non è che ci siano grandi differenze. Il guasto è quello, la strada per ripararlo è praticamente obbligata. Con il governo Monti ci si è comportati allo stesso modo, tanto è vero che nessuno gli ha chiesto nemmeno il programma, che cosa intenda fare, le forze in parlamento gli hanno dato il via libera prima ancora che proferisse una parola. Ma l’economia non è così: per il lavoro da fare un tecnico non vale l’altro, perché ogni scelta economica dipende da una visione dell’uomo, del lavoro, della società e perfino di Dio. Peraltro finora al ministero dell’Economia – in questo come nei governi passati – si sono sempre seduti dei “tecnici”, il che non ci ha impedito di arrivare sull’orlo del baratro. In effetti, non solo le scelte economiche dipendono da qualcosa che viene prima, ma c’è anche il fatto che l’economia non è una scienza esatta. Tanto è vero che nessun economista aveva previsto la crisi che oggi ci troviamo a vivere e basta dare un’occhiata a diversi giornali per capire quante idee diverse tra loro abbiano i cosiddetti “tecnici”.

Questo fatto rende ancora più grave la scelta al buio di un governo “tecnico” senza che si dica con chiarezza cosa si vuole fare, fosse anche la realizzazione pedissequa di quanto contenuto nella lettera della Bce.

La seconda menzogna è legata alla prima: è vero che la crisi economica è grave e certamente è sulla politica economica che si richiede la massima concentrazione, ma un economista a capo dell’esecutivo dà l’idea che l’economia sia praticamente l’unica occupazione vera del governo. Ma se Monti dovrà governare due anni,  ammesso che avrà pure successo in economia, cosa intende fare in materia di giustizia, di scuola, di bioetica, di sanità e così via? Il sospetto che con la scusa dei tecnici vengano fatte passare altre misure, in campi diversi dall’economia, che non sarebbero mai potute passare con il governo appena dimesso, è più che lecito. E anche se così non fosse resta un errore di prospettiva identificare l’attività di un governo con la sua politica economica. Per quanto l’economia sia importante essa non può occupare tutto l’orizzonte della nostra vita sociale.

Un ultimo aspetto ci conferma nella preoccupazione per questo passaggio: sabato abbiamo visto anche il volto peggiore dell’Italia, con manifestazioni di odio e violenza che dovrebbero farci vergognare di fronte al mondo ben più del bunga bunga. Purtroppo è un volto che periodicamente si manifesta nella nostra storia: probabilmente i mercati non ne terranno conto, ma di certo indica un atteggiamento davanti alla realtà più teso alla distruzione che alla costruzione.

 http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-viva-la-tecnica-3608.htm

venerdì, 11 novembre 2011

Un Sacerdote fedele : padre Livio Fanzaga, scolopio

Oggi, il Sacerdote bergamasco Padre Livio Fanzaga -appartenente alla Congregazione degli Scolopi fondati dallo spagnolo San Giuseppe Calasanzio- compie 71 anni. E' infatti nato l'undici novembre del 1940 a Dalmine, nei pressi del Brembo. Il nome di Padre Livio è indissolubilmente legato a Radio Maria, l'emittente radiofonica di cui è Direttore e brillante conduttore. A sua volta Radio Maria -oggi presente in oltre sessanta nazioni con trasmissioni in lingua originale- è uno dei "frutti" piu importanti delle apparizioni della Vergine Santa a Medjugorje, il villaggio croato dove la Madre di Dio ha voluto fosse il "centro spirituale del mondo"secondo la nota espressione del  Beato Giovanni Paolo Magno.

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Padre Livio è autore di una trentina di pubblicazioni: in alcuni casi si tratta di veri e propri best seller: si pensi a "Il Falsario", "La Donna e il drago", "La Firma di Maria". Padre Livio scrive in un modo godibilissimo e chiaro. E del resto chi lo segue per radio -e sono milioni gli ascoltatori quotidiani di Radio Maria- ben conosce la sua determinazione e la sua incisività unite ad una straordinaria cultura -è laureato in Filosofia e Teologia oltre agli studi per accedere al Presbiterato- che però non fà minimamente pesare tale che ogni persana,  qualunque grado di scolarità abbia, non ha la minima difficoltà a seguire le sue trasmissioni.

Caratteristica ulteriore di Padre Livio Fanzaga è la sua assoluta fedeltà al Magistero della Chiesa: e tale ortodossia "pretende" da tutti i conduttori di Radio Maria. Del resto in tempi di assoluto sbandamento dottrinale, con Testate cattoliche che divergono da quello che è l'Insegnamento del Papa, Radio Maria è diventata sempre più un "faro" per milioni di cattolici (spesso vittime di "violenze" ideologiche perpetrate anche da ecclesiastici che deformano il Vangelo e sfigurano la Persona di Gesù Cristo Figlio di Dio).

Tanti auguri, gentile Padre Livio: sò di interpretare il sentimento di tanti. E per questo le dico "ad multos annos!" e ribadisco quel che disse mia madre allorquando "scoprì" Radio Maria -attorno al 1987-1988, quindi quasi agli albòri quando si erano diradate le nebbie ed allontanate le insidie- quasi per caso (stava girando la manopolo alla ricerca di una emittente locale). Ebbene disse "Radio Maria salverà il mondo". Quando avremo superato il tempo dei dieci segreti e saremo giunti nella "Civiltà dell'amore" allora si comprenderà la portata di una espressione che può apparire esagerata.

 

cosimo de matteis